decrescita, erbe spontanee, in fermento, orto e giardino, Senza categoria

Hemerocallis fulva

L’Hemerocallis fulva, detta anche giglio turco (da non confondersi con il giglio di San Giovanni, dal fiore molto simile, poiché quest’ultimo è tossico!) è un fiore meraviglioso a cui si aggiunge l’indubbio vantaggio di essere commestibile. E praticamente in ogni sua parte: il bocciolo, il fiore, i giovani getti ed anche il rizoma.

Qualche indicazione, sebbene in inglese, nonché il suggerimento per il modo di consumare i boccioli, si trova qui.

Ho trovato questo scrigno di bellezza nel nostro nuovo giardino e non ho resistito alla tentazione: i fiori aggiunti alle insalate hanno un sapore molto delicato, perfetto per smorzare i toni di foglie dal sapore più marcato (in foto, con la fortissima rucola del nostro orto, accompagnato da crackerini fermentati di mandorle e di boulgur).

Il rizoma non l’ho ancora assaggiato, dal momento che non ho intenzione di sradicare una pianta ora, ma conto di poter scrivere qualcosa in autunno!

La vera goduria per me sono stati i boccioli fiorali ancora chiusi: saltati con un poco di olio e di sale si sono rivelati una delizia che è piaciuta anche a Zoe! Solitamente restia alla verdura in generale e alle novità sopratutto.

Aspetto di raccoglierne qualcuno in più per metterli in salamoia e provarli anche fermentati! Se qualcuno si lancia prima di me, fatemi sapere!

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In attesa della primavera

Questa mattina le temperature erano sotto lo zero e due giorni fa la neve ha coperto tutto, lieve e fugace.

Ma ormai il sole, quando c’è, è alto e spavaldo.

Può gelare, ma l’aria di primavera permea ogni cosa.

Le gemme son gonfie, le piante più precoci già fiorite.

E prima della nevicata abbiamo anche avuto un primo assaggio di primizie, ma non quelle che si pagano a peso d’oro nei negozi, quelle spontanee, che ho solo dovuto chinarmi e raccogliere.

primizie spontanee

Ogni erba, triturata, ha aromatizzato un riso rosso integrale 🙂

Foglie di borragine (Borago officinalis), fiori di primula (Primula vulgaris), foglie di salvia (Salvia officinalis), un ciuffetto di erba cipollina (Allium shoenoprasum), folgie tenere di malva (Malva sylvestris) e infine Cardamine hirsuta.

Quet’anno una zona dell’orto non è stata pacciamata, un po’ per limitare le limacce, un po’ per dare spazio ad alcune spontanee che approfittano del terreno scoperto, come appunto la piccola e deliziosa cardamine.

Si intravedono a malapena, ma abbiamo allestito la struttura ad arco per i teli: avremo serra!

Finalmente forse riusciremo a raccogliere anche melanzane 🙂

Mentre i lavori esterni procedono un po’ a rilento, ci dilettiamo con i colori dell’ultimo cavolo viola messo a fermentare. Tre settimane di attesa e come sempre nemmeno un briciolino ino di muffa. L’immagine dell’interno della giara l’ho scattata all’apertura.

E voi? Come aspettate la primavera?

erbe spontanee, in fermento, insalate, orto e giardino

Insalata di Cardamine e topinambour

Prima della ricetta, due parole per rinnovare i miei GRAZIE 🙂

UN anno se ne è andato e il nuovo ha portato visite molto attese, sorrisi, comunione e cibo.

Ho nuovamente ricevuto in dono marsiglia fatto a mano con dedizione da Cristina (seguite il suo blog, se ancora non lo fate! perchè oltre alle deliziose ricette, segnala la possibilità di baratto e avrete modo di godere dei suoi saponi anche voi, in questa pagina 😉 ).

Suo è anche il bellissimo pane che potete vedere nella fotografia con i formaggi freschi, poco sotto 😉

La famiglia di Annalisa è stata nostra preziosa ospite per qualche giorno ed è una gioia vedere i bambini entusiasti (l’energia non è certo mancata) e contenti di ritrovarsi, con un sentimento di amicizia che ormai credo per loro altrettanto forte che per noi “grandi”.

E infine, ma non ultimo condividere il pranzo con Eduardo, sempre solare, oltre che dispensatore di libro di ricette imperdibile (ma alla recensione dedicherò un momento tutto suo).

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E Anna Silvia, insostituibile co-admin del gruppo facebook Genitori Veg 🙂

Chiedo umilmente perdono in anticipo per la qualità delle fotografie ahaha

Provo a farvi venire fame con i deliziosi fermentati portati da Annalisa!

Formaggini di soia stagionati, spalmabile fresco e cremoso al cetriolo e mentuccia essiccata.

Ok, la smetto con i saluti privati e vengo all’idea di insalatina, nata a 4 mani con Annalisa semplicemente dallo sfruttare ciò che ci offre la natura piemontese nel mio non-orto di Gennaio!

Topinambour appena raccolta e grattuggiati e Cardamine hirsuta freschissima, pera tipo kaiser grattuggiata, succo di limone, frutti di cappero fermentati.

Il tutto accompagnato da pane con hummus fatto in casa.

insalata mista e hummus

Crudo, saporito e a me è piaciuta molto!

Del resto la Cucina selvatica la amo in ogni modo 🙂

 

autoproduzione, giovedì del libro, orto e giardino

Il libro della permacultura vegan

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Per i giovedì del libro 🙂

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Edizioni Sonda, autore Graham Burnett. Un piccolo-grande libro, che ho subito amato!

L’edizione italiana è curata e tradotta da Annalisa Malerba, che è una garanzia 😀

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Per quanti sono già esperti e navigati in permacultura, le parti dedicate alle mani nella terra sono forse un po’ generiche, ma è davvero un testo ricchissimo di spunti e informazioni, idee e suggerimenti.

Sebbene una agricoltura totalmente vegan sia abbastanza nota e ormai sperimentata, in Italia è sicuramente poco diffusa e poco conosciuta -oltre che un po’ bistrattata e canzonata da una parte di coloro che praticano permacultura- e questo mi risulta essere l’unico libro esistente sull’argomento.

Il libro è perfetto per quanti si stanno avvicinando alla vita in campagna o vogliono cominciare a progettare, ma anche per chi sta in città e magari vuole “solo” pensare diversamente balconi o terrazzo.

Anche perchè ogni capitolo è accompagnato da numerosissime ricette e nel lavoro di traduzione Annalisa ha arricchito le pagine con link e riferimenti alla realtà italiana.

colazione, funghi, orto e giardino

Ancora due parole sui Pawpaw e ancora funghi!

Le stagioni sono cicliche e così anche i post si ripetono.

Mi ritrovo a scrivere quasi le stesse cose raccontate qui!

I frutti dell’Asimina sono ancora più grandi, alcuni rami erano talmente carichi che toccavano terra.

La pianta continua a mostrarsi resistente a malattie e parassiti e non ha mai avuto bisogno di alcuna cura (nè va potata). Meraviglia!

Ho trovato un modo abbastanza pratico per mangiare i frutti, le cui caratteristiche li rendono poco commerciabili: buccia sottile, molto delicati, si ammaccano e bucano facilmente, quando maturi vanno consumati nel giro di un paio di giorni al massimo, grossi semi all’interno.

Ma che buoni!

Al mattino la cucina è invasa dal prosumo dei paw paw e davvero, chi lo descrive come una via di mezzo tra mango e banana ha ragione!

Venendo al dunque, io li taglio a metà e li “scavo” con il cucchiaino 😉

pawpaw intero

pawpaw metà

Inutile far presente che sono anche frutti particolarmente nutrienti: questo articolo (in inglese) ne confronta i valori con mele e banane.

Qui invece i valori nutrizionali medi nudi e crudi (letteralmente)!

Riassumendo posso essere considerati frutta molto saziante, leggermente più proteica rispetto agli altri frutti e abbastanza ricca in minerali (sempre rispetto alla media della frutta). Buona fonte di vitamina C e di potassio.

La consistenza cremosa rende questi frutti perfettissimi per gli amanti dei frullati 😉

E dopo aver illustrato la colazione odierna saluto con il futuro pranzo, ancora da preparare 🙂

Credo che pasta ai finferli oggi non me la toglie nessuno!

gallinacci

autoproduzione, decrescita, orto e giardino

Prove tecniche di Caragana arborescens

Qualche anno fa ho piantato 3 piccoli arbusti di Caragana arborescens.

Era il 2011  🙂 Le piantine erano state acquistate on-line, arrivavano a radice nuda dalla Germania. C’è voluto dunque un poco prima di vederle davvero rigogliose (una è anche stata spostata a distanza di un anno dal primo impianto).

Abbiamo deciso di sfruttare le molte proprietà che le contraddistinguono, mettendole in una zona in cui davvero non potremmo piantare altro: sopra l’argine artificiale del torrente che costeggia un lato del giardino. Quindi terra estremamente povera, sabbiosa, molto secca in estate, esposta ai venti freddi che d’inverno scendono lungo il torrente.

Ovunque, nei siti di permacultura, leggo tessere le lodi di questo arbusto come frangivento, miglioratore del suolo (essendo una leguminosa è in grado di fissare l’azoto), controllo dell’erosione grazie all’apparato radicale sviluppato.

E’ nota per essere una pianta di cui diverse parti sono commestibili (altro esempio di scheda qui), ma nessuno che scriva di usarla davvero a scopo alimentare. Si scrive che il sapore è delicato, che i semi sono piccoli (verissimo) e che è una rottura di scatole aprire i baccelli (verissimo) e pertanto viene relegata come fonte potenziale solo in caso di carestia o giù di lì.

E’ anche noto come i baccelli si aprano, quando completamente secchi, “lanciando” i semini attorno.

Quindi ho pensato, lascio fare alla pianta! Ho raccolto i baccelli quando erano ancora verdi ed i primi cominciavano a seccare. Li ho lasciati seccare esposti al sole su un vassoio, ma coperti con un telo ed ho atteso qualche giorno.

baccelli cargana

Funziona! I baccelli si sono aperti, i semi sono fuoriusciti da soli (solo qualcuno qui e là resta attaccato). Io ho separato a mano i baccelli secchi, ma costruire un setaccio di dimensione consona ai semi renderebbe il lavoro necessario praticamente nullo!

E’ vero che la resa è scarsa (gente, credo di averne qualcosa come 4 cucchiai 😀 , ma le mie piante sono ancora piccole, dall’immagine del “Raccolto” nell’insalatiera è facile capire quanto ne avessi), ma con un setaccio il lavoro di pulizia sarebbe velocissimo e -a parte la raccolta- la pianta non richiede alcun altro lavoro, non c’è da arare, seminare, mettere sostegni, concimare ecc. E’ un regalo della siepe 🙂

semi caragana

Ora rimane solo da costruire un setaccio, per l’anno prossimo!

decrescita, erbe spontanee, orto e giardino

Primavera! E del non fare (anche in agricoltura).

Anche in Piemonte arriva.

E con quanta bellezza! Ogni anno da riempire il cuore.

mandorlo

Ecco che ormai la pratolina, le violette, il tarassaco, sono tutti in fiore.

Molte buone commestibili stanno ripartendo con energia, dalla borragine (in foto), alla piantaggine alla costolina giuncolina  

(mai nome comune mi fece più simpatia).

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E poi ci sono le gradite sorprese: non sono esperta in permacultura, ma se c’è una cosa che ho capito è che è importante osservare il territorio e imparare a sfruttare quello che rigoglioso cresce senza fatica umana.

L’anno scorso per la prima volta ho assaggiato e scoperto la Lapsana communis, di cui avevo scoperto qualche piantina qui e là. E’ stato veramente a costo zero e fatica zero, decidere di lasciare montare a seme ben due piantine di Lassana, in due angoli dell’orto.

Ora è così:

lapsana communis

E stesso “esperimento” ho fatto con l’amaranto, ma questo volta dopo aver acquistato alcuni semi: lumache ingorde e caso fecero sì che ne nacque una sola pianta. Troppa fatica provare a conusmarne i semi, ma in autunno, una giornata di sole e una mano che passa, ho scosso la pianta e lasciato a terra i semi, prima di coprire con il compost.

Ora non è che ne sia ancora certissima, ma questo sembra proprio lui 🙂

amaranto?

Ora vado, ho colto al volo pochi grammi di spinacio selvatico (la lassana) e credo che ne farò un velocissimo condimento per la pasta, sono da sola 😛

lassana pesata

Saluto la primavera con questa violetta, sempre meravigliose nella loro piccola perfezione!

Viola mammola

P.S. abbiamo fatto lo stesso semplice gioco con l’erba brusca, lasciandone montare a seme qualcuna nonostante lo sfalcio del prato. Anche questa oggi si offre in quantità impressionante e siccome mi diverto a giocare con i ricordi oggi, quando l’abbiamo scoperta i bambini erano piccini così!

erbe spontanee, orto e giardino, primi

8 marzo: patate “selvatiche” al profumo di primavera

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Non potevo non partecipare al primo giveaway di uno dei blog che più amo ❤

Propongo una ricetta tanto facile quanto veloce, per festeggiare anche il diritto alle cose semplici, ai piatti veloci, al non essere costrette a passare ore in cucina quando fuori c’è un bel sole che invita a raccogliere fiori 😀

Ogni riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale!

Oggi festeggio non tanto le donne, ma la capacità della vita di ripratire sempre, nell’orto, nei campi, nei ventri e nei cuori.

In Piemonte le erbe selvatiche stanno ricominciando a fare capolino e questo è il raccolto di oggi: primule, violette, foglie tenere di erba brusca, di borragine, maggiorana dell’orto.

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Accompagnate con semplicissime patate, che ancora offrono il loro raccolto dell’anno passato e porro.

Il pasto è stato completato da semplici broccoli, che fanno sempre bene (e ci piacciono tanto)!

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La preparazione è talmente ridicola che pare inutile scriverla: affettare il porro, tagliuzzare le erbe verdi (lascio invece da aggiungere all’ultimo minuto i fiori) e mettere poca acqua salata per evitare che si attacchi tutto nella padella 😛

Aggiungo le patate tagliate grossolanamente e lascio cuocere (aggiungendo acqua se serve) fino a che sono tenere.

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Solo a cottura ultimata aggiungo i fiori, che io non lavo, perchè li raccolgo nel nostro giardino e siamo certi che non vi è nulla di nulla sopra.

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E il risultato nel piatto è un pastrocchio che esteticamente può fare ribrezzo ai più, io poi son pessima a impiattare (non parliamo delle note inesistenti capacità artistiche con la macchina fotografica), ma per me è tanto “comfort food” 🙂

E piace anche ai bimbi!

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Farifrittata con Piattello

Non so per quale strano motivo, l’ho scoperto solo per caso. Da pochi mesi.
Ma non ho più smesso di cucinarlo: il piattello o più precisamente hypochaeris radicata.
Non so per quale motivo questa pianta tanto comune non sia più conosciuta, dovrebbe esserlo almeno al pari del tarassaco, dal momento che ne condivide (pare) le proprietà, ma con un sapore decisamente più delicato e più alla portata dei palati meno avvezzi alle verdure amarognole.

Nella farifrittata io aggiungo sempre verdura o talvolta i cereali in chicco già cotti e lavolta anche conditi che avanzano.
Dal momento che non metto olio nell’impasto (solo un filo sulla padella), aggiungere vegetali consente di ottenere un piatto che rimane più morbido e meno “intuppante” oltre che più saporito e ricco in nutrienti.
Sicuramente, aggiungiamo antiossidanti 😉


Faccio appassire brevemente il piattello tagliato grossolonamente con uno spicchio di aglio e poca salsa di ceci (versione senza soia del più noto condimento).

Preparo una pastella con farina di ceci e acqua e poco sale (ho sempre fatto inesorabilmente a occhio! consistenza yogurt) che lascio riposare almeno qualche ora, idealmente tutta una notte.

Quando le foglie sono morbide, le incorporo all’impasto di ceci e verso nella padella appena unta. Aspettare che sia ben cotto il lato a contatto con il fuoco e che sia almeno rappreso il lato superiore, è il trucco per riuscire a gigarla senza danni 😉

E anche i bambini apprezzano 🙂

erbe spontanee, orto e giardino

Raccolti d’autunno

Quest’anno non abbiamo fatto praticamente nulla nell’orto.
Per fortuna gli alberi sono perenni e le spontanee si donano naturalmente!
I paw paw piantati ormai da un po’, si trovano bene, sono sempre sani e fanno frutto, e che frutti!

Poichè è finita la breve stagione dei mango siciliano, qui si compensa così: colazione con frullato di paw paw! Yum!

E siccome oltre alla frutta ci vuole un po’ di verume, ci carichiamo di sali minerali con la regina delle erbe: l’ortica!
Non avevo tempo nè idee, così è stata semplicemente fatta appassire in padella a tempo di record, assieme a poche foglie di borragine.

L’autunno, complici le piogge (che qui non sono mai mancate, per la verità) e le temperature miti, regala una sorta di seconda primavera per la raccolta di erbe spontanee: nuove e tenere foglie di borragine compaiono qui e là, lcespugli freschi di ortica da cui raccogliere le cime, tarassaco di nuovo abbastanza tenero.
Non è mai troppo tardi o troppo presto per andar per campi e presto scriverò recensione del libro perfetto per mettere in cucina quanto raccolto 😀