antipasti, estrattore, tutto crudo

Gazpacho con estrattore

Niente di più piacevole, rinfrescante e ricco in vitamine e carotenoidi, di un bel gazpacho 🙂
E con l’estrattore farlo è questione di un attimo!
Per 2 porzioni (circa 750 ml in tutto) ho estratto un peperone rosso, un cetriolo ed un paio di grossi pomodori ben maturi, più una cipolla (o secondo i gusti un paio di spicchi di aglio).
Una volta ottenuto l’estratto ho semplicemente versato nelle ciotole, aggiunto un pizzico di sale alle alghe e pepe, volendo un filo di olio eztra vergine di oliva e prezzemolo.
Buono, sano e veloce!

autoproduzione, estrattore, okara, soia, tutto crudo

Latte vegetale con Estrattore

In barba alla scarsità di denaro, mi sono da qualche tempo regalata un estrattore.
L’ho scelto perchè finivo per non usare mai la centrifuga per via dello scarto davvero troppo abbondante.
Mio figlio e mio marito amano i succhi e fornirli freschi e “rinforzati” con verdura a foglia verde, erbe selvatiche o carote o zenzero dà una mano ad inserire nutrienti preziosi.
Ciò che mi ha tentata dell’estrattore è anche il fatto che la macchina, rispetto alla centrifuga, è decisamente più eclettica, potendo essere usata anche per fare i latti vegetali o passare le minestre ed anche i legumi 😉
Così l’ho messa alla prova: latte di mandorle e latte di soia.
Il primo è veramente comodo e veloce. E’ sufficiente ricordarsi di mettere a mollo le mandorle la sera ed al mattino basta sciacquarle ed inserirle nell’estrattore in funzione, aggiungendo acqua in un rapporto di circa 1:5 (ma personalizzabile secondo i gusti). E il latte è immediatamente pronto per una colazione veloce.
La consistenza è leggermente più granulosa di un latte fatto con apposita macchina (il filtro è leggermente meno fine), ma ci si fa in fretta l’abitudine e se proprio danno fastidio è possibile versarlo nella tazza attraverso un colino a trama fine 😉
Latti di semi oleaginosi ottenuti in questo modo sono naturalmente del tutto crudi!

Il latte di soia può essere fatto con il medesimo procedimento, ma questo latte naturalmente andrà poi fatto bollire qualche minuto prima di berlo o utilizzarlo.
L’okara che esce dall’estrattore è molto più asciutto di quello che rimane nella altre macchina, da reidratare quindi un poco per usarlo nelle ricette.
Anche in questo caso c’è una granulosità maggiore, risolvibile come sopra se dà fastidio.
Io l’ho usato per fare il tofu: dopo averlo fatto bollire ho quindi aspettato qualche minuto che si abbassasse la temperatura ed ho versato il calcio solfato disciolto in poca acqua. Atteso la cagliatura e poi versato il tutto nella mia pressa. Non ho però pressato con un peso il panetto, che ho solamente lasciato scolare qualche ora.
Il risultato è stato sorprendente! La resa è eccellente, perchè i “granuli” non sono altro che piccole parti di fibra passate attraverso il filtro e quindi apportano un aumento di volume considerevole. Certo non è la soluzione ideale se state cercando un tofu dalla consistenza fine (per usarlo in creme o dolci), ma vantaggioso se lo consumate alla piastra o scrumbled.

L’estrattore si è rivelato un’ottima macchina per i latti vegetali, tanto che credo di vendere la mia soyapower.
Certo, dal momento che si tratta di una macchina più cara delle macchine per fare i latti vegetali non ha alcun senso l’acquisto solo per questo scopo.
Ora vado a fare merenda con un succo di carote, tarassaco, arancio, mela e cipolla.
Non sorridete, è una delizia 😀