antipasti, autoproduzione, cereali, in fermento, uncheese

Kechek el fouqara

Trovate un po’ di informazioni su questo particolarissimo cibo fermentato qui e qui.

Sicuramente è un po’ presuntuoso da parte mia dare questo nome alla preparazione: non ho mai potuto assaggiare l’originale e senza ombra di dubbio devo ancora lavorare sulla consistenza finale (trovandomi un impasto un po’ troppo bagnato, ho messo brevemente in essiccatore le palline di nonformaggio e questo ha causato le zigrinature superficiali visibili nelle immaggini).

Il sapore è decisamente, fermentato! Richiama da vicino quello di alcuni formaggi.

Sono un accompagnamento perfetto per una bella insalata mista o per testare confetture che andrebbero accompagnate a formaggi saporiti.

La fermentazione sicuramente aumenta le qualità nutrizionali del grano, anche se non mi sono note analisi nutrizionali specifiche.

La ricetta di base è semplicemente bulgur, acqua e sale. Anche se tradizionalmente vengono anche aggiunte varie spezie all’impasto finale. Infine olio a coprire per la conservazione.

Io ho lasciato fermentare il bulgur in acqua salata per 3 settimane, scuotendo regolarmente il barattolo di ammollo, per evitare la formazione di lieviti in superficie e muffe.

A fermentazione avvenuta (l’odore diventa abbastanza caratteristico e leggermente pungente) ho scolato l’acqua in eccesso e impastato le palline con le mani. Come accennato mi sono trovata con una consistenza un po’ troppo umida e per rendere un poco più compatti i formaggini li ho messi alcune ore in essiccatore, prima di metterli sotto olio extra vergine di olive.

Gli ingredienti e il procedimento di base sono quindi estremamente semplici, ma credo che la manualità e sopratutto l’occhio alla giusta consistenza richiedano invece una lunga esperienza e svariati tentativi!

Buone sperimentazioni!

 

antipasti, autoproduzione, in fermento, insalate, Senza categoria

Cavolo viola fermentato

Tre settimane fa ero da Sfood a parlare di decrescita in salsa vegetale ed ho mostrato come preparare crauti (usando il cavolo viola). Anzichè metterlo nel mio vaso per fermentazioni, troppo grosso, è stato semplicemente invasettato in un bormioli e chiuso.
Non era del tutto coperto dal liquido, ma non ho più aperto il vaso (ho però controllato la pressione interna non fosse troppa premendo la zona centrale del coperchio ).
Nessuna muffa, nessun problema, nemmeno cambiamento di colore da ossidazione in superficie!
E comunque sempre buonissimo con valeriana, frutti di cappero fermentati, semi di zucca tostati e aceto di kombucha .

antipasti, autoproduzione, cereali, erbe spontanee

Panzerottini alle erbe di campo

Tentando vanamente di imitare la bravura in cucina della Malerba, ecco che ho provato a fare panzerottini ripieni alle erbe msite e lenticchie decorticate.

Le ultime cotte in anticipo, con aglio e brodo vegetale, anzi erano un avanzo 😀 Le erbe erano Plantago lanceolata, Lapsana communis e Borrago officinalis, che ho fatto appassire brevemente, tagliuzzato e unito alle lenticchie in crema.

L’impasto matto l’ho imitato a occhio dopo aver osservato dal vivo le abili mani di Annalisa, quando con amore mi ha preparato dei piccoli samosa per il viaggio di ritorno in auto.

Io non sono stata abile come lei, ma migliorerò con l’esperienza ed ho usato farina di segale integrale macinata in casa, mescolata ad un poco di farina tipo 2, un poco di olio evo e vino bianco.

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Una spennellata di bevanda di soia autoprodotta, si buca l’impasto con la forchetta e in forno a 180 gradi 🙂

Comodo finger food, forse più goloso se avessi usato un ripieno più “grasso” (in effetti mancavano tolamente, nemmeno un po’ di crema di semi oleaginosi)!

antipasti, autoproduzione, in fermento

“Formaggio” crudo di anacardi (fermentato)

Ricetta che, con infinite e facili varianti, è assolutamente facile da trovare in rete.

Io mi sono decisamente basata sulla versione di Erbaviola , presentata nel suo libro (di cui sta uscendo la seconda e pare arricchita ristampa) Formaggi Veg.

Dalla sua ricetta ho preso l’idea per gli aromi (lievito, cipolla e aglio in polvere, pepe e sale).

Non ho messo rejuvelac che non avevo (essendoci il miso non pastorizzato si ha in ogni caso uno starter).

anacardi in fermento

Ed ho lasciato fermentare fuori frigo più a lungo di quanto suggerito (la versione sul libro non prevede un tempo di “stagionatura”), ossia 3 giorni.
E bè, ottimo!

pane e anacardi ferm

Spalmato sul pane di pura segale, la morte sua!
Segale che ho avuto l’onore di prendere presso la Farm Serenity Cow.

Macinare in casa un cereale seminato con amore, concimato naturalmente, raccolto, udite udite, a mano! Non ha prezzo 🙂

E ora la domanda! Chi di voi ha già sperimentato con nocciole o noci? L’idea di diventare autosufficiente (in questo caso anacardi equi e solidali tramite GAS) mi alletta, presto provo e aggiorno!

antipasti, salse e condimenti, secondi, uncheese

"Fonduta" vegan di casa nostra

Bè. Non è che sia proprio pari pari al sapore della vera fonduta.
Ma c’è il sapore, il divertimento e la semplicità della ricetta. C’è la possibilità di tuffarci dentro quello che vi pare: crostini di pane, fettine di wurstel (vegetale, che in questo caso davvero è forse più naturale e con meno ingredienti il finto wurstel vegan piuttosto che l’originale :-P), verdure crude tagliate a pezzetti croccanti (perfetti i topinambour!).
Dal punto di vista nutrizionale non c’è il colesterolo e la botta di grassi saturi (e sono molte meno le calorie). Ci sono le vitamine del gruppo B del lievito alimentare e le fibre totalmente assenti nell’originale formaggioso.
Mi sono ispirata ad una ricetta del libro “The ultimate Uncheeze cookbook”, perché la superba versione di Erbaviola, che devo senz’altro provare, prevede (in maniera molto più simile all’originale) di fondere “veri” pezzi di “finto” formaggio. Insomma, un modo magnifico per dare degna fine ad eventuali avanzi di formaggi vegan fatti in casa, ma non è la ricetta adatta per amici a cena all’ultimo minuto 😉
Questa invece sì!

Ingredienti (unità di misura americane eh, una tabella qui):

2 cup acqua o latte vegetale non dolcificato (io ho usato acqua)
1 cup vino bianco
1/3 cup fiocchi di avena o ¼ cup di farina a scelta (io ho usato farina di ceci)
1/4 cup lievito alimentare in scaglie
¼ cup succo fresco di limone (io ridurrei leggermente la dose)
¼ cup tahin (secondo me scuro è il più adatto)
¼ cup amido di mais o fecola (volendo anche kuzu, arrow root ecc.)
4 cucchiaini di cipolla in polvere
1 cucchiaino di sale
½ cucchiaino di semi di senape macinati

E’ sufficiente mettere tutti gli ingredienti nella caraffa del frullatore, mixare fino a che la mistura sia perfettamente amalgamata. Versare in un tegame di dimensione adeguata e cuocere a fiamma bassa, mescolando regolarmente, fino a bollore (un paio d i minuti da quando bolle).
Si trasferisce nell’apposito porta-fonduta, con candelina che mantiene in caldo.
Ogni commensale armato di stuzzichino apposito, può scegliere cosa fiondare nella saporita crema 🙂
I bambini non hanno apprezzato molto il sapore per loro nuovo (e il retrogusto del vino bianco, ma io invece lo trovo indispensabile, dal momento che nei miei rcordi di infanzia è col vino che mia madre faceva sciogliere il formaggio ;-)), ma per un aperitivo diverso dal solito o una cena tra amici, trovo sia una portata perfetta!
E nel frattempo i bambini si divertono con le cose più semplici, ma sempre meravigliose: esercitare la motricità più o meno fine allenandosi a sbucciare le clementine, farne fiori e faccine e naturalmente mangiarle!

E piccoli fotoreporter crescono… forse… se non prendono dalla madre….
😛

antipasti, estrattore, tutto crudo

Gazpacho con estrattore

Niente di più piacevole, rinfrescante e ricco in vitamine e carotenoidi, di un bel gazpacho 🙂
E con l’estrattore farlo è questione di un attimo!
Per 2 porzioni (circa 750 ml in tutto) ho estratto un peperone rosso, un cetriolo ed un paio di grossi pomodori ben maturi, più una cipolla (o secondo i gusti un paio di spicchi di aglio).
Una volta ottenuto l’estratto ho semplicemente versato nelle ciotole, aggiunto un pizzico di sale alle alghe e pepe, volendo un filo di olio eztra vergine di oliva e prezzemolo.
Buono, sano e veloce!

antipasti

Anacardi tostati al chaat masala

Tanto per farmi viva sul blog 😉
L’erpetologo è sul campo, nonostante il clima ancora poco primaverile, ed io tra bambini e cose da fare in casa ho poco tempo per sperimentare, fotografare e pubblicare ricette 😛
Ma un antipasto o snack veloce come questo, ci vuole davvero un attimo a farlo!

Bisogna avere (o fare) del chaat masala e anacardi.
In un wok o padella pesante, leggermente unta con olio di sesamo secondo tradizione indiana (ma l’olio extra vergine di oliva va anche bene) si fanno tostare gli anacardi e, appena leggermente dorati, vengono cosparsi generosamente di spezie 😉
L’olio serve più che altro a consentire al mix di spezie di “incollarsi” bene, perchè la tostatura potrebbe essere fatta a secco.
L’unico problema è che così la frutta secca in guscio diventa ancora più buona del solito e davvero uno tira l’altro ( e troppo non è il caso)!

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Portare in casa e ricetta volante: Khamam Dhokla

Salto i preamboli: ricetta facile facile, deliziosa! Bisogna solo inventarsi un modo per cuocere l’impasto al vapore. Io ho versato l’impasto in due pentolini di coccio e li ho cotti a vapore nella mia vaporiera (che ha due cestelli rotondi). La ricetta dettagliata la trovate qui.
Data la forma in cui ho cotto, non ho tagliato i dhokla a quadratini, ma li abbiamo mangiati tagliandoli semplicemente a fettine.
Tra l’altro è un’idea veramente ottima per presentare l’antipasto (o secondo? come preferite!) in piccole monoporzioni, semplicemente facendo cuocere la pastella in piccole cocotte monoporzione 😉
Un’idea ottima anche per i bambini, dal momento che i ceci sono del tutto “mascherati”!

Infine, sempre al volo, un piccolo tributo al portare, ma in questo caso, in casa: pulire gli ultimi fagiolini dell’anno in 2! La fascia corta fattami da Sibia è comodissima in mille occasioni!

Edit: tutte le neomamme mi capiranno e perdoneranno lo stato impietoso dei miei capelli 😉

antipasti, autoproduzione, bambini, salse e condimenti, tutto crudo

Pesto/patè di cavolo nero e chapati di farro!

L’ultimo pesto, almeno per un po’, promesso! Questo è delizioso spalmato sui crostini! Un ottimo antipasto. Naturalmente allungandolo con poca acqua calda e olio svolge magnificamente anche la funzione per cui è nato, condimento per pasta o cereali in chicco.
Ho usato un bel mazzo di foglie di cavolo nero (grazie GAC, grazie!), 2 spicchi di aglio, una tazza di semi di girasole, sale, pepe e olio extra vergine di oliva più acqua.
Ho aggiunto acqua perchè i semi di girasole sono molto pastosi e si ottiene una consistenza abbastanza solida, perfetta da spalmare. Volevo evitare di aggiungere troppo olio, per cui mi sono aiutata con l’acqua per tritare bene e mi riservo di aggiungere olio extra vergine di oliva extra quando lo “allungo” per usarlo come sugo pronto. Dal momento che surgelo i vasetti, l’aggiunta di acqua non compromette la conservabilità del prodotto 😉

Infine abbiamo ripetuto i chapati, dal momento che il topo si diverte e la merenda viene buona ed educativa: abbiamo preso i chicchi di farro decorticato (che bello affondare la mano nella ciotola di chicchi); li abbiamo macinati osservando come nasce la farina; abbiamo aggiunto un po’ di acqua tiepida ed ho lasciato che il topo si divertisse un po’. Infine abbiamo aggiunto un bel cucchiaio di patè di olive nere ed ho terminato la lavorazione dell’impasto. Questa volta l’ho steso molto più sottile ed il pane ottenuto era quindi più croccante, delizioso!

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Zuppa di daikon e hijiki


Per riprendersi dagli eventuali bagordi delle feste 😀
Una zuppa calda, ricca di ingredienti pieni di nutrienti (come le alghe), ma allo stesso tempo leggera e digestiva. Pare che il daikon abbia la proprietà di aiutare l’eliminazione dei ristagni di grasso. Nulla di più appropriato vero?

Per ogni persona ho calcolato mezza radice di daikon, un pugnetto di alghe hijiki ammollate qualche ora, 4 pezzi di funghi secchi (se vogliamo restare in tema tanto vale cercare gli shiitake) e un cucchiaino di miso, naturalmente non pastorizzato. Ah! Acqua quanto basta, non ho mai misurato l’acqua per le zuppe, ne aggiungo se mi sembra troppo poca…
Ho tagliato a rondelle il daikon e l’ho semplicemente fatto bollire assieme alle alghe fino a quando è diventato morbido (una ventina di minuti se non erro, anche meno). Solo dopo aver spento il fuoco ho preso in una tazza un po’ del brodo di cottura per sciogliere bene il miso (non più di un cucchiaino a persona, è molto salato!).
Quando è bel sciolto unisco il tutto.

La versione per i più affamati prevede l’aggiunta, a fine cottura, dei noodles. In un lampo ecco un primo brodoso e saporito! Slurp!