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Base cremosissima senza grassi

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Nessun merito è mio, ma idea e ricetta qui: http://www.youcefbanouni.com/1320/low-fat-dips-vegan-oil-free-wholefoods/

Una idea facile, semplice e per questo geniale per avere una crema cremosissima e del tutto priva di grassi: banane verdi o platano bollite e frullate.

La ricetta nel link invita a provare una maionese senza grassi e pertanto si aggiungono aglio essiccato, succo di limone o aceto di mele e acqua quanto basta per frullare.

Ma questa “base” è neutra e si presta altrettanto bene per creme dolci (mi vengono in mente al volo cacao o farina di carrube con poco malto) o salse di vario genere, per esempio un guacamole senza avocado 😉

La consistenza è esageratamente cremosa, tanto che ho dovuto aggiungere parecchia acqua.

E in frigorifero, se non consumate tutto subito, avrete un ulteriore addensamento, diventa letteralmente un budino abbastanza solido e decisamente compatto.

C’è di che far lavorare le meningi e inventare ricette!

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I primi di Ottobre nell’orto

Non per copiare la mitica Erbaviola , ma anche io ieri ho fotografato il cestino col raccolto dell’orto.
Per essere ormai Ottobre ci sono ancora parecchi regali estivi, come i pomodori (che non si vedono perchè sono sul fondo, ma erano parecchi, tutti ciliegini e datterini).
Una bella manciata di cranberries  (che ho prontamente tagliato a metà e messo ad essiccare).
Alcuni frutti dell’asimina (è il primo anno che finalmente mangio paw paw!).
Un rametto di alloro, che con tutti i legumi che mangiamo serve sempre.
Un peperone (ma altri 5 stanno ancora maturando) e l’ultima zucchina della stagione completano il cestino.
Si nota anche un miserrimo grappolino di uva, ma non è colpa della vite (una sola pianta, potata con fantasia da mia suocera), è che la maggior parte della piccola produzione la mangiamo girovagando in giardino, non riesce ad arrivare in casa 😉
Essendo noi ancora alle prime armi, non usando alcun concime (nemmeno il compost, o meglio pochissimo) ed avendo avuto quest’anno veramente poco tempo da dedicare all’orto, in cui infatti tutte le infestanti sono montate impietosamente a seme, è la prova che ce la si può fare!
Ed anche se lontani anni luce dall’autosufficienza, un contributo non da poco c’è.
Dal punto di vista educativo, coi bambini che imparano a cogliere e mangiare, non c’è proprio prezzo al valore di coltivare un pezzetto di terra!

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"Calippo" alla mela e ultime briciole d’estate

Prima che sia davvero troppo tardi per pensare ai ghiaccioli, questa estate (tardi, per la verità) ho scoperto che esistono i calippo in silicone, davvero la cosa più comoda per preparare ghiaccioli (ma anche gelati) in casa!
E il sistema più pratico e veloce per avere un ghiacciolo sano e a sbattimento zero è stato riempire il piccolo contenitore con succo di mela biologico (100% succo naturalmente). Freezer e pazienza. Serve solo questo 🙂
Anche alcune combinazioni di albicocche frullate, poco zucchero integrale e latte di soia sono state molto gradite!
Mentre il latte di riso ha dato risultati deludenti, perchè si separa, nel congelamento, la fase acquosa da quella zuccherina…

Per chi si chiedesse dove trovare queste simpatiche formine, io le ho prese qui e non ho idea se si trovino anche altrove!
Ne approfitto per ricordare con qualche immagine una bellissima passeggiata che parte proprio poco sopra casa nostra e che sale, gradualmente, fino a raggiungere Pramollo.
E così possiamo guardare il tetto di casa nostra dall’alto, lì in mezzo al verde e al contempo nel paese…

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Escursione: anello dei 7 ponti (Gran Dubbione) con albicocche secche

La frutta matura dolce e quando è matura bisogna consumarla in fretta: quella che non mangiamo fresca la trasformo per lo più in marmellata senza zucchero (proprio oggi ho fatto un ennesimo giro di ramassin!), ma anche essicare è un buon sistema.
La scorsa settimana ho fatto essicare 2 chili di albicocche. Di giorno le ho poste al sole, ma siccome da me la notte è fresca e umida, anche a luglio, la notte le ho messe nell’essicatore.

Sarò diventata un po’ fissata, ma ho tenuto ogni singolo nocciolo di ogni frutto consumato: nel compost non li metto, perchè rimangono integri troppo a lungo, ma mi hanno detto che bruciano bene e quindi stiamo tenendo tutto per l’inverno 😉

Approfittando del tempo splendido dei giorni scorsi, siamo stati anche a fare qualche passeggiata nei boschi!
Un percorso che mi sento assolutamente di consigliare, in uno dei valloni più belli nella mia zona, è l’anello dei 7 Ponti, a Gran Dubbione (Pinasca TO). Noi stavolta non l’abbiamo percorso tutto, perchè con Nicolò il ritmo è pur sempre quello di un bambino, ma anche il padre che devia costantemente per cercare gli imbocchi delle miniere di grafite e la comune a tutti passione per animaletti vari, non ci rende i più veloci camminatori della storia!
In ogni caso, io e Nicolò amiamo gli alberi secolari ed abbiamo toccato e ringraziato alcuni castagni veramente giganteschi.

Attraversato alcuni torrentelli (con graziose larve di salamandra), scovato una vecchia miniera, incontrato svariati scarabei stercorari e acchiappato un biacco!

Sotto un magnifico ponte ci siamo rinfrescati i piedi ed abbiamo fatto merenda con le albicocche secche (sì, all’inverno non ci arriveranno mai e no, non avevo portato frutta fresca perchè negli zaini è tanto più comoda quella secca)!

Apprezzate da tutti, così come lo stare nei boschi e la sana “fatica” del camminare 🙂
Zoe ha fatto nanna e osservato i boschi nel comodo del suo mei tai e, forse, con questa foto che immortala il momento del rilascio del biacco, partecipo al concorso “Portare in vacanza“. La foto è banalissima, dal punto di vista artistico una ciofeca, ma ci rappresenta ed è stato per noi uno dei momenti più belli di questa estate, quindi chissà!

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Cottura con la coperta in versione moderna: cottura nel thermos!

Avevo sentito parlare della cottura con la coperta e ne ho letto in questo libro.
In sostanza si tratta di portare a bollore il cereale, integrale e in chicco, dopo di chè spegnere il fuoco, avvolgere la pentola con una bella coperta e lasciare che il calore porti lentamente a termine la cottura. Da fare la sera per il giorno dopo o al mattino, durante la colazione per esempio, per ritrovarsi i cereali pronti la sera. Una volta cotto il cereale in chicco si conserva in frigorifero, in contenitore chiuso, anche per una settimana ed è possibile scaldarlo e condirlo volta per volta.
La cosa risulta utile sotto più aspetti: sebbene il tempo di cottura sia in realtà molto lungo, il tempo che vi si deve dedicare è minimo e non c’è rischio di bruciare tutto; inoltre il consumo di energia è ridotto al minimo (il tempo necessario a portare a bollore, anzichè un’ora -spesso- di cottura); infine i nutrienti: minore la temperatura di cottura, minore la distruzione dei nutrienti termolabili 😉
Francamente però non avevo mai provato, in sostanza perchè non avevo una coperta di dimensioni adatte, che fosse comodamente riponibile da qualche parte in cucina…
Poi ho scoperto questo sito! Ed ho in seguito scoperto che esistono siti interi di ricette e consigli per la cottura nel thermos, come questo.
Il principio è lo stesso del metodo della coperta, ma si usa un più pratico thermos per mantenere il calore abbastanza a lungo.
Io ho personalmente sperimentato 2 sistemi per la cottura dei cereali in chicco (faccio notare che per la cottura dei legumi non è adatto, perchè serve una temperatura costante di 100°C, sopratutto per disattivare alcuni antinutrienti che li rendono indigesti se crudi).
Metodo 1) ho messo orzo o avena in ammollo per almeno una notte; al mattino scolati bene e riscaldato il thermos con acqua calda per qualche minuto. Poi si mette semplicemente il cereale nel thermos e lo si riempie di acqua bollente. Si chiude ed il gioco è fatto. A cena son cotti 😉
Metodo 2) se non c’è il tempo per un buon ammollo che ammorbidisce preventivamente il seme, aggiungere acqua bollente ai semi freddi non è sufficiente (si raffredda troppo velocemente), occorre allora portare a bollore appena qualche minuto il cereale in acqua, sul fuoco, e travasare il tutto nel thermos, nel quale la cottura sarà lentamente ultimata!

L’idea mi sembra meritevole di menzione, perchè economica (sopratutto d’inverno se avete una stufa ed un bollitore sempre pronto!), pratica e utile, in particolar modo per chi è indaffarato con bambini, ma ha bisogno di pasti sani per tutta la famiglia, nel minimo tempo utile 😉
E’ vero: serve l’acquisto, se non ne possedete uno, di un thermos capiente e di buona qualità, di quelli per contenere vivande (in acciaio inox e non in plastica, chevvelodicoaffare!), ma se viene utilizzato anche come porta-vivande per escursioni e pic-nic, credo che tutto sommato l’acquisto valga la pena!
Che ne dite?

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Cosa mangio?

Recentemente mi è stato chiesto un esempio di quello che poi effettivamente mangio. Come sono i menù vegan? Che si fa tutti i giorni? Come si sostituisce il secondo se lo si sostituisce?
Siccome in fondo credo che la domanda possa interessare gli eventuali lettori non vegan, ho deciso di scrivere pubblicamente gli appunti che mi sono segnata negli ultimi giorni, con una importante precisazione: ho segnato cosa ho effettivamente mangiato negli ultimi 14 giorni, non ho scelto 14 menù “ideali”, anzi, queste ultime 2 settimane si discostano anche un po’ da quello che considero ideale.
La fine della gravidanza e vari impegni personali mi hanno spesso portata ad avere meno tempo per cucinare rispetto al solito e quindi spesso il secondo di verdura ne ha risentito.
 In linea generale posso dire che l’insalata è sempre abbondante e che non mi tengo a stecchetto con le porzioni di cereali! L’unica cosa che controllo in quantità sono gli olii aggiunti: un cucchiaino per persona nell’insalata di olio di semi di lino da catena nel freddo e raramente un cucchiaio di olio in cucina (per 2/3 persone).
Se invece metto semi e semini nel muesli o nell’insalata non peso, vado a occhio, una manciatina per persona più o meno.
Lo yogurth è sempre di soia fatto in casa a partire da latte arricchito in calcio da alghe.
 I cereali per il muesli sono preparati in casa con la fioccatrice, messi in ammollo nel latte vegetale arricchito in calcio la sera prima, con aggiunta di un cucchiaio raso di uvetta e uno di semi di sesamo o mandorle e quindi consumati crudi. Ho segnato per ogni giorno colazione, pranzo, cena ed eventuale merenda.
Preciso anche che i miei pasti non sempre corrispondono a quelli del topo: lui mangia meno insalata, più yogurth, più olive 😉

 1)
-muesli di orzo
-insalata (verde e pomodorini dell’orto) + torta salata di zucchine (non tutta ovviamente) + passato di verdure
-cous cous integrale con i ceci + insalata mista + cuori di carciofi spadellati

 2)
-muesli di orzo con more dell’orto
-pasta integrale con sugo al patè di olive nere + insalata verde
-susine + biscottini al cocco autoprodotti
-azuki rossi + padellata di verdure miste surgelate arricchite con peperoni e zucchine dell’orto e laricini + zuppa di spaghetti di mare e noodles di riso

 3)
-fette biscottate integrali con marmellata di ribes
-riso integrale alle zucchine + insalatona pomodori e lattuga
-pesche noci + more e lamponi dell’orto
-cena fuori: pizza pomodoro, cipolla e rucola!

 4)
-fette biscottate integrali con marmellata di prugne fatta in casa (senza zucchero)
-orzo con funghi e pomodori datterini + sorbetto al limone + insalata
-pasta verde con sugo ai pisellini + zucchine saltate con shoyu + insalata pomodoro e lattuga con semi di zucca

 5)
-yogurth di soia con fiocchi di soia tostati e amaranto scoppiato
-pasta integrale di farro al pesto vegetale + azuki rossi al pomodoro -2 noci del brasile + pesche noci
-insalatona (lollo, pomodori, bambù e semi di girasole) + misto di cereali e lenticchie con pesto di nocciole autoprodotto + spadellata di arame + fagiolini verdi in umido

 6)
-fette biscottate integrali con marmellata di prugne autoprodotta
-pasta con sugo di pomoro, olive e capperi + contorno di peperoni e zucchine -uva bianca
-straccetti di lupino con cipolla rossa + insalata mista + verdure miste grigliate

 7)
-yogurth con amaranto scoppiato
-miglio con lenticchie gialle e pesto fatto in casa + insalata lollo e pomodori dell’orto
-gallette di mais con malto/nocciola autoprodotto + uva bianca
-noodles con salsa satay + verdure miste saltate con shoyu

 8)
-latte metà soia metà riso con amaranto scoppiato
-pasta di grano duro con sugo di pomori freschi, olive e capperi (uno dei sughi preferiti del topo, alcuni sughi si ripetono spesso da noi!) + insalata verde
-pesche tabacchiere + torcetti di kamut
-crema di lenticchie rosse e patate dell’orto + insalta mista + cotolettina di seitan

 9)
-muesli di orzo fioccato
-insalatona (borlotti, pomodoro, lattuga, capperi, semi di zucca, fiocchi di nori e succo di limone) + miglio (avanzo) + 1 pesca saturnina + 2 biscotti alla carota autoprodotti
-patate e carciofi + insalata verde + mix di legumi al curry + un sorbetto alla fragola

 10)
-fette biscottate integrali con marmellata di prugne
-riso integrale con pomodoro fresco, aglio e prezzemolo + insalata verde
-mele + 2 biscotti alla carota
-insalata verde e pomodi + fagiolini verdi + quinoa e lenticchie al burro di cocco e salvia

 11)
-fette biscottate integrali + 2 biscotti di meliga autoprodotti + succo di arancia
-riso integrale con pomodoro fresco e prezzemolo (sì di nuovo, mica si buttano gli avanzi!) + insalata mista
-pesche gialle
-crema di lenticchie bianche e rosse + insalta verde + funghi trifolati + verdure miste pastellate (un surgelato!) + yogurth

 12)
-muesli di fiocchi di riso integrale parboiled (eccezione alla crudità dei miei muesli: ho scoperto che mi piacciono un sacco!)
-penne di mais all’arrabbiata + insalata di lattuga, pomodoro e noci + uva
-cena con ospiti i miei genitori:
farinata arricchita in cereali e fagiolini

farro integrale al pesto fresco di mandorle

torta salata di grano saraceno (chicchi regalo di Annalisa!!!! poi il fedele mulino li ha macinati) ai peperoni

torta alle nocciole del giardino!

 13)
 -pane di segale con marmellata di prugne
-pasta di mais al pesto vegetale + insalata mista + pesche noci -uva + pesche + 2 noci del brasile
-melanzane al curry con tofu a dadini + cous cous integrale alle alghe

 14)
-muesli di riso integrale parboiled fioccato + mela a pezzetti
-grano saraceno con pesto di cavolo nero + insalata verde e pomodorini dell’orto con semi di zucca 
-mele
-zuppa di fagioli dall’occhio + insalata di sedano, finocchi e noci + yogurth

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Piccola ode al manuale!

Benchè io abbia un robot multifunzione in cucina (che ritengo comunque moooolto utile, sopratutto dal momento che sostituisce diversi attrezzi diversi, dalla centrifuga, al tritatutto, alla grattugia, ecc.) è innegabile che alcune funzioni vengono molto meglio quando svolte con macchine manuali, macchine che oltretutto, di solito, sono praticamente indistruttibili.
Un esempio? Ho trovato un vecchio mulino trita”carne”, in ghisa smaltata. Lo uso con piacere al posto del tritatutto elettrico per tutte quelle volte in cui, oltre che avere un risultato tritato, ci tengo ad averlo cremoso!
Come si sprigiona l’olio dalle nocciole o come viene sontuoso un hummus di ceci quando è la manovella a tritare! Tutto un altro risultato!!!

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Denaturare le farine di legumi: pasta!!!

Questa l’ho appena scoperta, ma la devo subito segnalare: è possibile (ed anche molto semplice) denaturare in forno le farine di legumi, in modo da rompere i polipeptidi e consentire la creazione di un intreccio proteico lavorabile come il glutine!
E’ quindi possibile fare pasta con sola farina di ceci o altro legume (piselli, soia, ecc. una manna per chi ha il mulino!!!!).
Fin’ora l’unico modo che conoscevo per ottenere un risultato vagamente simile era quello di includere comunque una buona percentuale di farina legante.
Le istruzioni qui e un esempio qui.
Aggiornamento: ho trovato altri esperimenti in questo post (molto interessante) e qui.

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Ho polverizzato la coppetta mestruale!

Davvero!
E allora ne approfitto, parliamone 🙂
Parto dalla fine, cioè la morte sua: avevo una mooncup, da un paio d’anni occhio e croce, e come al solito l’ho messa a bollire in apposito pentolino per igienizzarla (non serve una sterilizzazione vera e propria!). Peccato che poi sono uscita ed il pentolino è rimasto sul fuoco.
Acqua che evapora.
Altra acqua che evapora.
Mi è già capitato e fintanto che il livello dell’acqua si abbassa, ma ne rimane sul fondo, la coppetta non sembra patire.
Stavolta l’acqua si è volatilizzata del tutto 😛
Quando me ne sono accorta, c’era uno strato di polvere scura, ma finissima che era “volato” letteralmente per tutta la cucina, posandosi sulla cappa, sulle presine, sugli interruttori, sul frigo…
La coppetta, bè, in qualche modo era ancora lì: la forma era lì. L’idea liofilizzata di coppetta era lì. Marroncino chiaro e dall’aspetto vellutato, ma la forma era la sua!
Toccata con un dito la magia si è dissolta: polvere il silicone è tornato. Polvere finissima, talmente fine che a sciacquare il pentolino sotto l’acqua la polvere non si bagna e vola via. Era quasi poetica.
Ma pensando ai polmoni la finestra è stata spalancata e ogni superficie pazientemente pulita. Ciò che è uscito dalla mia bocca in quel frangente non si può ripetere…
Raccontatane la morte, racconto anche che sono corsa on-line ed ho seduta stante riacquistato il diabolico affarino nel giro di un battito di ciglia, tanto mi ci sono trovata bene!
Questa volta ho preso una fleurcup, incolore (schiccoso il rosa, ma i coloranti non mi convincono, tanto chi la vede?), dal momento che è la meno cara sul mercato (a quanto mi risulta).
Non l’ho ancora provata, ma sembra più morbida della mooncup, il che potrebbe essere un vantaggio per tutte colore che hanno difficoltà con l’inserimento.
Credo sia inutile spendere tante parole sul perchè convenga la coppetta, lascio parlare il grafico tratto dal sito che ho già linkato!

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Mulino-fioccatrice :-)


E’ da parecchio che voglio scrivere qualcosa sul mio mulino.
Si tratta di un oggetto indubbiamente caro, ma credo ne possa veramente valere la pena se si fa regolarmente il pane, ma non solo. Io devo la mia fortuna ai miei genitori, che hanno fatto questo regalo speciale per la mia laurea.
Innanzitutto non è più necessario comprare la farina, nessun tipo di farina, tranne forse quella di ceci. E’ sufficiente tenere in casi semi vari, che si conservano più a lungo e mantengono inalterato molto più a lungo il loro contenuto vitaminico. Quando serve, peso i semi e aziono il mulino, ottenendo di volta in volta farina appena fatta, integrale (se serve con appositi setacci è possibile eliminare parte della crusca).
Questo consente non solo di avere sempre farina di ottima qualità, ma anche di avere farine normalmente non comuni (se non del tutto assenti) sul mercato: miglio, amaranto, quinoa, orzo, grano saraceno, segale. Ma anche di legumi! Si macinano senza problemi lenticchie e adzuki; fagioli più grandi richiedono un doppio o triplo passaggio: un primo passaggio con la macina allargata per spezzettare il legume e un secondo passaggio (o più) stringendo la macina per ottenere la finezza voluta.
Grazie a queste sconfinate possibilità si possono fare pani “rinforzati” con farine di legumi e polente con farine insolite (ottima la polenta di miglio!), nonchè arricchire dolci o biscotti. E si preparano facilmente farifrittate diverse dalle solite con farina di ceci!
Il mio dolce attrezzo svolge anche la funzione di fioccatrice: funzionalità forse meno utile o perlomeno più limitata, ma oltremodo interessante. I fiocchi fatti in casa sono realmente crudi (e ovviamente sempre freschissimi) e consentono muesli crudisti 😉
Infine, il mulino credo svolga anche un ruolo importante nell’educazione dei bambini: è bellissimo poter mostrare a Nicolò le piante, i frutti, i semi, vede i semi trasformarsi in farina, la tocca con mano. Sa da dove viene la pasta e il pane.
Io lo uso spesso e, vista la durata dell’oggetto, credo fermamente che la spesa venga ripagata ampiamente nel tempo 😉
Aggiornamento: mi sono resa conto di non aver inserito alcun riferimento per chi fosse interessato a saperne di più (prezzi, modelli ecc.) pertanto ecco una listi di siti da cui è possibile acquistare un mulino e/o una fioccatrice:
Naturalia
La Macina
Tibiona
Promexa
Gimas
Il mio proviene da Naturalia e mi trovo benissimo, ma credo che il funzionamento sia veramente molto simile nei vari modelli. E’ importante avere in mente la quantità di farina che in linea di massima si usa ogni settimana, perchè i mulini manuali sono splendidi (ed ecologici) ma servono 20 minuti per mezzo chilo di farina o giù di lì… Anche la potenza del motore può essere scelta in base alla quantità di farina che pensate di fare regolarmente 😉
Infine, nota sulle dimensioni: il foglietto appeso che si vede alla sinistra nella foto è un normale foglio da stampante A4.
🙂