Creare uno spazio

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Inspirata da Silvia nella nuova casa ho cercato di creare un ambiente e soprattutto degli spazi che mi aiutassero nel coltivare le buone abitudini 😊

Possono essere tante e diverse per ognuno di noi le accortezze che ci aiutano a ricordare cosa vogliamo fare e chi vogliamo essere.

Per me il piccolo spazio della veranda è un luogo magico!

Forse perché sta esattamente al centro di un quadrato immaginario che comprende la casa e lo spazio esterno della bella stagione. È l’ambiente riparato dove sembra però di stare fuori. È anche un richiamo ad un bellissimo ricordo d’infanzia.

Le energie positive compensano lo spazio piccolo: il tappetino per la pratica yoga sta giusto giusto, soprattutto in inverno, quando le piante sono dentro.

Ma ho riferimenti visivi che mi ricordano cosa la pratica significa per me.

Lo stesso accorgimento può esserci di aiuto in cucina: abbiamo in vista alimenti sani e colorati?

Lo spazio dove sedersi e mangiare ci invita alla cura di noi e dell’ambiente? Ci ricorda i doni e le amicizie?

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New Year Veg

Anno nuovo in arrivo: propositi nuovi!

Perchè non fare un regalo a se stessi, all’ambiente e sopratutto agli animali?

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ognuno il suo

Chè non si mangia solo foglie 😀

Base cremosissima senza grassi

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Nessun merito è mio, ma idea e ricetta qui: http://www.youcefbanouni.com/1320/low-fat-dips-vegan-oil-free-wholefoods/

Una idea facile, semplice e per questo geniale per avere una crema cremosissima e del tutto priva di grassi: banane verdi o platano bollite e frullate.

La ricetta nel link invita a provare una maionese senza grassi e pertanto si aggiungono aglio essiccato, succo di limone o aceto di mele e acqua quanto basta per frullare.

Ma questa “base” è neutra e si presta altrettanto bene per creme dolci (mi vengono in mente al volo cacao o farina di carrube con poco malto) o salse di vario genere, per esempio un guacamole senza avocado 😉

La consistenza è esageratamente cremosa, tanto che ho dovuto aggiungere parecchia acqua.

E in frigorifero, se non consumate tutto subito, avrete un ulteriore addensamento, diventa letteralmente un budino abbastanza solido e decisamente compatto.

C’è di che far lavorare le meningi e inventare ricette!

I primi di Ottobre nell’orto

Non per copiare la mitica Erbaviola , ma anche io ieri ho fotografato il cestino col raccolto dell’orto.
Per essere ormai Ottobre ci sono ancora parecchi regali estivi, come i pomodori (che non si vedono perchè sono sul fondo, ma erano parecchi, tutti ciliegini e datterini).
Una bella manciata di cranberries  (che ho prontamente tagliato a metà e messo ad essiccare).
Alcuni frutti dell’asimina (è il primo anno che finalmente mangio paw paw!).
Un rametto di alloro, che con tutti i legumi che mangiamo serve sempre.
Un peperone (ma altri 5 stanno ancora maturando) e l’ultima zucchina della stagione completano il cestino.
Si nota anche un miserrimo grappolino di uva, ma non è colpa della vite (una sola pianta, potata con fantasia da mia suocera), è che la maggior parte della piccola produzione la mangiamo girovagando in giardino, non riesce ad arrivare in casa 😉
Essendo noi ancora alle prime armi, non usando alcun concime (nemmeno il compost, o meglio pochissimo) ed avendo avuto quest’anno veramente poco tempo da dedicare all’orto, in cui infatti tutte le infestanti sono montate impietosamente a seme, è la prova che ce la si può fare!
Ed anche se lontani anni luce dall’autosufficienza, un contributo non da poco c’è.
Dal punto di vista educativo, coi bambini che imparano a cogliere e mangiare, non c’è proprio prezzo al valore di coltivare un pezzetto di terra!

"Calippo" alla mela e ultime briciole d’estate

Prima che sia davvero troppo tardi per pensare ai ghiaccioli, questa estate (tardi, per la verità) ho scoperto che esistono i calippo in silicone, davvero la cosa più comoda per preparare ghiaccioli (ma anche gelati) in casa!
E il sistema più pratico e veloce per avere un ghiacciolo sano e a sbattimento zero è stato riempire il piccolo contenitore con succo di mela biologico (100% succo naturalmente). Freezer e pazienza. Serve solo questo 🙂
Anche alcune combinazioni di albicocche frullate, poco zucchero integrale e latte di soia sono state molto gradite!
Mentre il latte di riso ha dato risultati deludenti, perchè si separa, nel congelamento, la fase acquosa da quella zuccherina…

Per chi si chiedesse dove trovare queste simpatiche formine, io le ho prese qui e non ho idea se si trovino anche altrove!
Ne approfitto per ricordare con qualche immagine una bellissima passeggiata che parte proprio poco sopra casa nostra e che sale, gradualmente, fino a raggiungere Pramollo.
E così possiamo guardare il tetto di casa nostra dall’alto, lì in mezzo al verde e al contempo nel paese…

Escursione: anello dei 7 ponti (Gran Dubbione) con albicocche secche

La frutta matura dolce e quando è matura bisogna consumarla in fretta: quella che non mangiamo fresca la trasformo per lo più in marmellata senza zucchero (proprio oggi ho fatto un ennesimo giro di ramassin!), ma anche essicare è un buon sistema.
La scorsa settimana ho fatto essicare 2 chili di albicocche. Di giorno le ho poste al sole, ma siccome da me la notte è fresca e umida, anche a luglio, la notte le ho messe nell’essicatore.

Sarò diventata un po’ fissata, ma ho tenuto ogni singolo nocciolo di ogni frutto consumato: nel compost non li metto, perchè rimangono integri troppo a lungo, ma mi hanno detto che bruciano bene e quindi stiamo tenendo tutto per l’inverno 😉

Approfittando del tempo splendido dei giorni scorsi, siamo stati anche a fare qualche passeggiata nei boschi!
Un percorso che mi sento assolutamente di consigliare, in uno dei valloni più belli nella mia zona, è l’anello dei 7 Ponti, a Gran Dubbione (Pinasca TO). Noi stavolta non l’abbiamo percorso tutto, perchè con Nicolò il ritmo è pur sempre quello di un bambino, ma anche il padre che devia costantemente per cercare gli imbocchi delle miniere di grafite e la comune a tutti passione per animaletti vari, non ci rende i più veloci camminatori della storia!
In ogni caso, io e Nicolò amiamo gli alberi secolari ed abbiamo toccato e ringraziato alcuni castagni veramente giganteschi.

Attraversato alcuni torrentelli (con graziose larve di salamandra), scovato una vecchia miniera, incontrato svariati scarabei stercorari e acchiappato un biacco!

Sotto un magnifico ponte ci siamo rinfrescati i piedi ed abbiamo fatto merenda con le albicocche secche (sì, all’inverno non ci arriveranno mai e no, non avevo portato frutta fresca perchè negli zaini è tanto più comoda quella secca)!

Apprezzate da tutti, così come lo stare nei boschi e la sana “fatica” del camminare 🙂
Zoe ha fatto nanna e osservato i boschi nel comodo del suo mei tai e, forse, con questa foto che immortala il momento del rilascio del biacco, partecipo al concorso “Portare in vacanza“. La foto è banalissima, dal punto di vista artistico una ciofeca, ma ci rappresenta ed è stato per noi uno dei momenti più belli di questa estate, quindi chissà!

Cottura con la coperta in versione moderna: cottura nel thermos!

Avevo sentito parlare della cottura con la coperta e ne ho letto in questo libro.
In sostanza si tratta di portare a bollore il cereale, integrale e in chicco, dopo di chè spegnere il fuoco, avvolgere la pentola con una bella coperta e lasciare che il calore porti lentamente a termine la cottura. Da fare la sera per il giorno dopo o al mattino, durante la colazione per esempio, per ritrovarsi i cereali pronti la sera. Una volta cotto il cereale in chicco si conserva in frigorifero, in contenitore chiuso, anche per una settimana ed è possibile scaldarlo e condirlo volta per volta.
La cosa risulta utile sotto più aspetti: sebbene il tempo di cottura sia in realtà molto lungo, il tempo che vi si deve dedicare è minimo e non c’è rischio di bruciare tutto; inoltre il consumo di energia è ridotto al minimo (il tempo necessario a portare a bollore, anzichè un’ora -spesso- di cottura); infine i nutrienti: minore la temperatura di cottura, minore la distruzione dei nutrienti termolabili 😉
Francamente però non avevo mai provato, in sostanza perchè non avevo una coperta di dimensioni adatte, che fosse comodamente riponibile da qualche parte in cucina…
Poi ho scoperto questo sito! Ed ho in seguito scoperto che esistono siti interi di ricette e consigli per la cottura nel thermos, come questo.
Il principio è lo stesso del metodo della coperta, ma si usa un più pratico thermos per mantenere il calore abbastanza a lungo.
Io ho personalmente sperimentato 2 sistemi per la cottura dei cereali in chicco (faccio notare che per la cottura dei legumi non è adatto, perchè serve una temperatura costante di 100°C, sopratutto per disattivare alcuni antinutrienti che li rendono indigesti se crudi).
Metodo 1) ho messo orzo o avena in ammollo per almeno una notte; al mattino scolati bene e riscaldato il thermos con acqua calda per qualche minuto. Poi si mette semplicemente il cereale nel thermos e lo si riempie di acqua bollente. Si chiude ed il gioco è fatto. A cena son cotti 😉
Metodo 2) se non c’è il tempo per un buon ammollo che ammorbidisce preventivamente il seme, aggiungere acqua bollente ai semi freddi non è sufficiente (si raffredda troppo velocemente), occorre allora portare a bollore appena qualche minuto il cereale in acqua, sul fuoco, e travasare il tutto nel thermos, nel quale la cottura sarà lentamente ultimata!

L’idea mi sembra meritevole di menzione, perchè economica (sopratutto d’inverno se avete una stufa ed un bollitore sempre pronto!), pratica e utile, in particolar modo per chi è indaffarato con bambini, ma ha bisogno di pasti sani per tutta la famiglia, nel minimo tempo utile 😉
E’ vero: serve l’acquisto, se non ne possedete uno, di un thermos capiente e di buona qualità, di quelli per contenere vivande (in acciaio inox e non in plastica, chevvelodicoaffare!), ma se viene utilizzato anche come porta-vivande per escursioni e pic-nic, credo che tutto sommato l’acquisto valga la pena!
Che ne dite?