recensioni, segnalazioni, Senza categoria, tutto crudo

The art of raw

L’unico posto dove mangiare vegan (e crudo) di tutta la Dalmazia. A Zadar.

The art of raw.

Porzioni abbondanti. Luogo incantevole (è la cucina, colazioni comprese, di un lounge bar!).

Qui è possibile vedere il menù ed i prezzi (in kuna, ovviamente). Consigliato!

 

Annunci
erbe spontanee, salse e condimenti, tutto crudo

Pesto di ombelico di venere

PIanta bella oltre che commestibile: l’ombelico di venere o Umbilicus rupestris!

Cresce tra i muri e le sue belle foglie verdi e carnose sono splendide a vedersi! Precoce è anche la bella foritura. Adesso, che in Piemonte è ancora decisamente fresco e poche sono le altre spontanee commestibili già da raccogliere, risulta tra le migliori sponaee sul “mercato” :-D.

ombelico venere

Dal momento che le crassulaceae  sono adatte a a fare “consistenza”, ho voluto farne un pesto crudo: frullando un bella manciata di foglie con cipolla, una pugno di semi di girasole appena tostati, un filo di olio extra vergine di oliva, poco sale e pepe e un paio di olive taggiasche.

Delizioso!

pesto umbilicus

L’abbiamo testato sulla pasta e a condimento di un semplice piatto di miglio 🙂

DSCN1802

autoproduzione, bambini, erbe spontanee, tutto crudo

Estratto multicolore

Se all’inizio l’estrattore aveva lasciato perplesso il più grande dei miei figli, a causa della consistenza decisamente più piena e “frullatosa” dei succhi -rispetto alla centrifuga o ai succhi confezionati- oggi posso affermare che gradualmente è sbocciato un amore 🙂
Per i bambini è divertente poter scegliere gli ingredienti e sperimentare nuovi accostamenti di sapori e di colori.
L’estrattore è stato apprezzato (da mamma e figli) durante l’ultima malattia (ebbene sì, esantematiche a noi!), consentendo, anche nei giorni più difficili, di far bere del buon succo di carota e frutta.
Rotto definitavamente il ghiaccio con la frutta, ci siamo lanciati nell’aggiungere anche le verdure a foglia verde.
Nella foto, su esplicita scelta del topolino, estratto di arance rosse, mele, kiwi, tarassaco, spinaci, carote.
Raccogliere le foglie di tarassaco in giardino e divertirsi a osservare la gradazione dei colori prima di mescolare (e di bere!) è stato divertente per tutti.

Vogliamo mettere la differenza rispetto a stappare una bottiglia di succo confezionato?

antipasti, estrattore, tutto crudo

Gazpacho con estrattore

Niente di più piacevole, rinfrescante e ricco in vitamine e carotenoidi, di un bel gazpacho 🙂
E con l’estrattore farlo è questione di un attimo!
Per 2 porzioni (circa 750 ml in tutto) ho estratto un peperone rosso, un cetriolo ed un paio di grossi pomodori ben maturi, più una cipolla (o secondo i gusti un paio di spicchi di aglio).
Una volta ottenuto l’estratto ho semplicemente versato nelle ciotole, aggiunto un pizzico di sale alle alghe e pepe, volendo un filo di olio eztra vergine di oliva e prezzemolo.
Buono, sano e veloce!

autoproduzione, estrattore, okara, soia, tutto crudo

Latte vegetale con Estrattore

In barba alla scarsità di denaro, mi sono da qualche tempo regalata un estrattore.
L’ho scelto perchè finivo per non usare mai la centrifuga per via dello scarto davvero troppo abbondante.
Mio figlio e mio marito amano i succhi e fornirli freschi e “rinforzati” con verdura a foglia verde, erbe selvatiche o carote o zenzero dà una mano ad inserire nutrienti preziosi.
Ciò che mi ha tentata dell’estrattore è anche il fatto che la macchina, rispetto alla centrifuga, è decisamente più eclettica, potendo essere usata anche per fare i latti vegetali o passare le minestre ed anche i legumi 😉
Così l’ho messa alla prova: latte di mandorle e latte di soia.
Il primo è veramente comodo e veloce. E’ sufficiente ricordarsi di mettere a mollo le mandorle la sera ed al mattino basta sciacquarle ed inserirle nell’estrattore in funzione, aggiungendo acqua in un rapporto di circa 1:5 (ma personalizzabile secondo i gusti). E il latte è immediatamente pronto per una colazione veloce.
La consistenza è leggermente più granulosa di un latte fatto con apposita macchina (il filtro è leggermente meno fine), ma ci si fa in fretta l’abitudine e se proprio danno fastidio è possibile versarlo nella tazza attraverso un colino a trama fine 😉
Latti di semi oleaginosi ottenuti in questo modo sono naturalmente del tutto crudi!

Il latte di soia può essere fatto con il medesimo procedimento, ma questo latte naturalmente andrà poi fatto bollire qualche minuto prima di berlo o utilizzarlo.
L’okara che esce dall’estrattore è molto più asciutto di quello che rimane nella altre macchina, da reidratare quindi un poco per usarlo nelle ricette.
Anche in questo caso c’è una granulosità maggiore, risolvibile come sopra se dà fastidio.
Io l’ho usato per fare il tofu: dopo averlo fatto bollire ho quindi aspettato qualche minuto che si abbassasse la temperatura ed ho versato il calcio solfato disciolto in poca acqua. Atteso la cagliatura e poi versato il tutto nella mia pressa. Non ho però pressato con un peso il panetto, che ho solamente lasciato scolare qualche ora.
Il risultato è stato sorprendente! La resa è eccellente, perchè i “granuli” non sono altro che piccole parti di fibra passate attraverso il filtro e quindi apportano un aumento di volume considerevole. Certo non è la soluzione ideale se state cercando un tofu dalla consistenza fine (per usarlo in creme o dolci), ma vantaggioso se lo consumate alla piastra o scrumbled.

L’estrattore si è rivelato un’ottima macchina per i latti vegetali, tanto che credo di vendere la mia soyapower.
Certo, dal momento che si tratta di una macchina più cara delle macchine per fare i latti vegetali non ha alcun senso l’acquisto solo per questo scopo.
Ora vado a fare merenda con un succo di carote, tarassaco, arancio, mela e cipolla.
Non sorridete, è una delizia 😀

nutrizione, tutto crudo

Perchè NON sono crudista

Ultimamente ho riflettuto molto sul crudismo.
Grazie a questo post di Annalisa e ad alcune bellissime ricette (tipo questa che adoro) di MissVanilla, che mi sono sempre di ispirazione, ho pensato fosse il caso di scrivere nero su bianco perchè non sono crudista al 100% e perchè, come consulente, non ritengo necessario consigliarlo.
Ma preciso subito due cose importanti: 1- con crudismo qui intendo al 100% o in quella direzione e 2- il fatto che io non lo ritenga necessario o ottimale per la salute NON significa che non si possa fare o che faccia male, tutt’altro. Spero che proseguendo la lettura questi 2 concetti rimangano chiari.

Mi rinfresco con una immagine scattata la scorsa primavera e mi butto!
La dieta “originaria” dell’uomo sarebbe al 100% cruda.
Bè: no. Inutile girarci tanto attorno. La scoperta -e utilizzo- del fuoco è perfino più antica dell’uomo moderno. Esistono prove dell’utilizzo del fuoco già a partire da 1,5 milioni di anni fa, da parte di Homo erectus (per chi non lo sapesse, non è la nostra specie, ma un nostro “parente” ormai estinto). Anche i neanderthal facevano sicuramente uso del fuoco. Insomma la nostra specie è “nata” assieme al fuoco e sicuramente è nata anche assieme ad una forte differenziazione della dieta rispetto ai primati più prossimi a noi come le grandi antropomorfe.
Se non bastassero le differenze anatomiche a dimostrarlo (abbiamo, riassumendo, dentatura molto meno forte e resistente agli acidi, più adatta a masticare alimenti morbidi; colon molto più breve, poichè meno adatti a ingerire importanti quantità di cellulosa), basterebbe la logica ed un pizzico di conoscenza dell’evoluzione.
Abbiamo (anzi, i nostri antenati, intendendo con questo specie di ominidi ben precedenti la nostra) acquisito la caratteristica di essere bipedi, per farla molto, ma molto breve, perchè abbiamo abbandonato la foresta, sfruttando la savana, il bush e le boscaglie stagionali. In effetti come bipedi saremmo delle schiappe a competere coi primati nel raccogliere la frutta matura sugli alberi 😉
In compenso l’utilizzo delle mani e presto del fuoco ci ha presto permesso di sfruttare risorse per cui c’era minore competizione, come i tuberi e poi i semi. Che oltretutto presentavano l’enorme vantaggio di essere “stoccabili” e trasportabili.
La presenza di amilasi salivare in quantità decisamente maggiore rispetto ai primati è la prova di un nostro innegabile adattamento al consumo di amidi.
L’uomo non è più esclusivamente fruttariano, così come non è erbivoro. Con una dieta basata esclusivamente sulla frutta abbiamo sì molti vantaggi (e ne discuterò almeno brevemente a breve), ma facciamo anche molta fatica a raggiungere le calorie che ci sono necessarie e questo nonostante l’accesso illimitato a frutta di ogni stagione e parte del mondo, che acquistiamo al supermercato e non con giorni di cammino e che riusciamo a mandare giù in quantità talvolta a malapena sufficiente grazie ad artifici molto poco più naturali del fuoco quali frullatori, estrattori, centrifughe ecc.
Non a caso la dieta crudista è eccellente per perdere peso, ma tutti gli studi fatti hanno indicato la presenza di almeno una parte dei soggetti sottopeso e che non raggiungeva un apporto adeguato in nutrienti.
Ripeto qui il mio disclaimer iniziale: la mia non è una critica al crudismo, che è possibile seguire anche con grandi vantaggi. Semplicemente sono convinta che se ancora oggi sia difficile per alcuni mangiare a sufficienza tutto crudo, immaginatevi un po’ un milione di anni fa, quando il cibo doveva essere cercato a piedi, non ci si scaldava (bhè, tranne che attorno al fuoco ;-)), si scappava dai predatori e c’erano anche stagioni secche o fredde.
Si può fare, può essere utile sotto molti aspetti, ben spiegati nel libro recensito da Annalisa nel post già linkato, ma non è la strategia che sembra vincente dal punto di vista evolutivo.
E mi riallaccio di nuovo al mio primo disclaimer: il 100% crudo non sembra vincente, ma è invece evidente e provato che, oltre fonti più concentrate di energia quali gli amidi, cibi grassi e in passato “ghiottonerie” belle grasse e proteiche come gli insetti, la nostra specie si sia evoluta mangiando SEMPRE anche tantissima roba cruda, vegetali, erbe selvatiche di ogni tipo, qualunque frutto o bacca fosse a disposizione nella stagione. E’ stato stimato che l’apporto in fibre e calcio fosse altissimo, proprio grazie all’imponente consumo in vegetali selvatici, che sono oltre tutto molto più concentrati (in nutrienti e non in zuccheri) rispetto alle varietà coltivate.
La dieta 100% cruda è la più sana
La dieta 100% cruda ben organizzata è sanissima e presenta innumerevoli aspetti vantaggiosi, MA, nessuno studio e nessuna logica ci dice che tali vantaggi siano raggiungibili solo mangiando tutto crudo. Nessuno studio ha mai confrontato una dieta vegan crudista con una dieta vegan sana (e quindi con tanto crudo). Fare il confronto con la normale e pessima dieta onnivora tutta cotta non ci dice purtroppo granchè.
Una dieta ricchissima in verdure e frutta cruda è vantaggiosa nei confronti delle malattie cardiovascolari, del diabete, del cancro, del sovrappeso.
Ma anche una dieta vegan parzialmente cruda (non so come altro chiamarla) presenterebbe gli stessi vantaggi.
Gli antiossidanti e le vitamine possono in parte essere distrutti con la cottura. MA non è che il cibo cotto non ne ha più, le riduzioni vanno dal 20 al 70% per le peggiori cotture (prolungate, in acqua, ad alte temperature). Una cottura conservativa invece (per esempio al vapore e la più breve possible) lascia di poco inferiore la quantità di vitamine termo-labili, ma rende il cibo più morbido e da che mondo e mondo si riesce a mangiare una quantità maggiore di cibo cotto (richiede anche meno tempo di masticazione) rispetto al crudo. Pertanto la quantità finale di vitamina è la stessa e i minerali e gli altri componenti sono anche di più.
Alcune vitamine vengono proprio assimilate meglio a partire dal cibo cotto (come i carotenoidi, che oltretutto sono assimilati meglio se mangiati assieme ai grassi, alla faccia della moda per le diete monofrutto).
Inoltre ripeto, sempre a scanso di equivoci, che è ESSENZIALE mangiare tanti alimenti vegetali crudi. Ma essere non crudisti non significa mangiare tutto cotto!
Venendo agli antiossidanti, se è indubbio che mangiare crudo è un ottimo modo per farne il pieno, vorrei porre l’accento sui primi 5 alimenti in cima alla lista dei cibi a maggior contenuto in antiossidanti, secondo la TAC (total antioxidant capacity), traggo sempre dall’interessantissimo “Becoming raw“: 1)piccoli fagioli rossi 2)mirtilli selvatici 3)fagioli pinto 4)fagioli rossi 5)mirtilli
e al 18° patate russet (cotte!), “solo” al 20° e 21° prugne e mela….
Per dire: ottimi gli antiossidanti di frutta e verdure cruda, ma perchè mai privarsi di quelli (oltre ad altri vantaggi) di legumi e tuberi cotti?
La cottura rende “tossici” gli alimenti: questo è vero solo in parte (molto in parte). Se è vero che con la cottura si possono formare sostanze pericolose come l’acrilamide o gli AGEs (Advanced Glycation End products), ciò accade solo con alcuni tipi di cottura, sostanzialmente quella ad alte temperature e con grassi (tipo la frittura e alcuni tipi di cottura al forno). Imparare a usare solo cotture conservative ed evitare ovviamente il junk food, che è la fonte per eccellenza di queste sostanze, è più che sufficiente per eliminare il pericolo.
D’altro canto la cottura rende più digeribili molti cibi, i legumi tra tutti.
Per quanto riguarda il mantenimento del pH corporeo, ancora una volta, non è vantaggio esclusivo del tutto crudo. Oltretutto i tuberi e alcuni semi antichi come grano saraceno e quinoa o miglio, oltre che molti legumi, non sono acidificanti.
E’ stato dimostrato che non ha riscontro scientifico nè la teoria secondo la quale ci servono gli enzimi delle piante per digerire bene, nè la teoria della leucocitosi.
E ancora una volta ricordo che anche i sostenitori delle suddette riconoscono come non sia necessario evitare del tutto gli alimenti cotti.
La dieta crudista è la più ecologica: questo in effetti può essere. Ma credo dipenda molto da dove si vive e da come si mangia (siamo tutti diversi, ognuno deve calibrare la propria dieta su sè stesso e non su un qualche guru: c’è chi si trova bene con più grassi, chi con meno; chi ha bisogno di qualche fonte di saturi perchè magari il suo organismo ne produce pochini e chi no e via discorrendo). Se si vive in zona più o meno calda è facile (e probabilmente anche più giusto per l’organismo) basarsi fortemente su frutta acquosa e semi oleaginosi e lo stesso clima presenta una ampia offerta di alimenti adatti anche ai più affamati, quali avocado, banane, datteri, manghi, ecc.
Se si vive al nord e si ha bisogno di un discreto quantitativo di calorie è più difficile saziarsi senza darci dentro di noci e nocciole (anche se la sazietà e la capacità di tollerare una dieta basata sui semi oleaginosi di nuovo credo sia soggettiva). A meno di comprare frutta da oltreoceano.
Non è una critica. Anche  vegan non crudisti -chi più chi meno- e anche tutti gli onnivori che conosco, fanno incetta di prodotti non proprio Km0 come caffè, cioccolato, zucchero, banane ecc.
Però ecco, alla fine della fiera, tra frullatore ultra professionale e pentola di coccio sulla stufa (tra l’altro, ho scoperto che la cottura in coccio preserva alcuni antiossidanti che si perdono invece con la cottura in pentolame in metallo), mi sento più ecologica -e sicuramente risparmio di più- godendomi il farro monococco comprato tramite GAS. O per lo meno non credo che si possa così facilmente decretare un vincitore, sono troppe la variabili in gioco (ma vince senz’altro Annalisa, che riesce ad essere al 90% crudista senza mangiare banane e datteri e senza frullatore!!!).

Insomma, personalmente sono una fan del tubero e del cereale (granelli di amido cotto di vario tipo, di orzo e legumi, sono stati trovati anche nel tartaro dei Neandrthal, che per dire, erano il più “carnivoro” degli ominidi). Non riesco a trovare una ragione valida per eliminare dalla mia dieta tuberi, cereali integrali e men che meno legumi.
Fermo restando che li accompagno sempre con verdura cruda (ma anche cotta in maniera conservativa), che tutta la frutta che mangio, a colazione, essiccata, agli spuntini, è cruda; e che io di crudo mangio anche i cereali, perchè faccio i fiocchi di avena in casa ed anche la colazione Kousmine utilizza farine crude se appena macinate.

Voi? Quanto crudo nella vostra dieta?

colazione, dolci, pappe, tutto crudo

Muesli ai frutti rossi del giardino

Di muesli ho già scritto qui.
Lo ripropongo nella versione che va per la maggiore ultimamente!
Farlo è semplicissimo. Occorrono fiocchi d’avena integrale (io come al solito li autoproduco con la fioccatrice), latte di soia (sempre fatto in casa) o altro latte vegetale a scelta, una manciata di semi di girasole (ma perfette sono anche le mandorle affettate o le nocciole), una manciata di frutta essiccata.
Io sto usando la frutta del nostro giardino essiccata in casa: mele rosse e cranberries.
Inutile dire che non c’è una ricetta da seguire!
Io metto in ammollo i fiocchi nel latte di soia la sera per il mattino (in questo modo i fiocchi sono perfettamente commestibili da crudi!) ed aggiungo al mattino la frutta essiccata ed i semi oleaginosi, perchè li preferisco croccanti. Ma nulla vieta di preparare tutto la sera se preferite una consistenza morbida.

E con questa ricetta DOLCE partecipo ancora al contest Felici e Curiosi di Ravanello curioso e Feli!
Infatti una colazione sana, ma gustosa come questa contiene diversi ingredienti tra i magnifici 20:  soia, semi oleaginosi, i rossi e la frutta secca (nel mio caso frutta secca rossa) e se si desidera dolcificare il muesli è ben accolto un cucchiaino di malto 😉

autoproduzione, salse e condimenti, tutto crudo

Sugo crudo di peperoni

Quest’anno, complice l’estate calda, per la prima volta abbiamo avuto una piccola produzione di peperoni.
Appena colti erano davvero saporiti e ne ho spesso aggiunto nelle insalate miste o fatto contorni deliziosi semplicemente stufandolo con poco aglio.
Non ne mangiamo però in grande quantità (più che altro non troppo spesso) e quindi i peperoni belli gialli che non riuscivo a consumare al momento sono finiti con molta rapidità nel frullatore!
Per ogni peperone ho aggiunto uno spicchio di aglio, qualche foglia di basilico e prezzemolo se ne avevo, un pizzico di sale e pepe e un cucchiaio di olio evo.
Nulla di più facile.
Invasettato il tutto lo conservo nel congelatore 😉
Ed ecco un sugo freschissimo, tutto crudo, ricco di vitamina C per l’inverno.
Accompagna splendidamente la pasta (magari con aggiunta di qualche seme oleaginoso sminuzzato), ma anche tutti i cereali in chicco. E l’abbiamo personalmente testato ed approvato sulle fette di polenta
 🙂

Così conserviamo un po’ di sole per i giorni bui!

antipasti, autoproduzione, bambini, salse e condimenti, tutto crudo

Pesto/patè di cavolo nero e chapati di farro!

L’ultimo pesto, almeno per un po’, promesso! Questo è delizioso spalmato sui crostini! Un ottimo antipasto. Naturalmente allungandolo con poca acqua calda e olio svolge magnificamente anche la funzione per cui è nato, condimento per pasta o cereali in chicco.
Ho usato un bel mazzo di foglie di cavolo nero (grazie GAC, grazie!), 2 spicchi di aglio, una tazza di semi di girasole, sale, pepe e olio extra vergine di oliva più acqua.
Ho aggiunto acqua perchè i semi di girasole sono molto pastosi e si ottiene una consistenza abbastanza solida, perfetta da spalmare. Volevo evitare di aggiungere troppo olio, per cui mi sono aiutata con l’acqua per tritare bene e mi riservo di aggiungere olio extra vergine di oliva extra quando lo “allungo” per usarlo come sugo pronto. Dal momento che surgelo i vasetti, l’aggiunta di acqua non compromette la conservabilità del prodotto 😉

Infine abbiamo ripetuto i chapati, dal momento che il topo si diverte e la merenda viene buona ed educativa: abbiamo preso i chicchi di farro decorticato (che bello affondare la mano nella ciotola di chicchi); li abbiamo macinati osservando come nasce la farina; abbiamo aggiunto un po’ di acqua tiepida ed ho lasciato che il topo si divertisse un po’. Infine abbiamo aggiunto un bel cucchiaio di patè di olive nere ed ho terminato la lavorazione dell’impasto. Questa volta l’ho steso molto più sottile ed il pane ottenuto era quindi più croccante, delizioso!

autoproduzione, salse e condimenti, tutto crudo

Pesto "siciliano"

Ed ecco un altro pesto (e non è l’ultimo ne ho un altro nella macchina foto e nel freezer, sopratutto)!
Ho preso l’idea da un pesto che ho assaggiato di noto supermercato.
Il mio non somiglia molto all'”originale” e questo mi suggerisce che l’originale fosse quasi tutto olio con poco pomodoro, pochissimo basilico e tracce di mandorle. Fate un po’ voi.
Ma almeno mi ha suggerimento l’accostamento e così è nato questo, i cui ingredienti sono, in proporzioni assolutamente imprecisabili, perdonatemi, ma tanto la varietà è sempre un guadagno ;-):
-pomodori secchi (io ho usato ciliagini secchi regalatimi da cara amica, thanks!) reidratati
-basilico (lo so, lo so, sono in ritardo, ho realizzato la ricetta un mese fa con l’ultimo basilico che ho travto, ma ancora profumato!)
-mandorle tritate più o meno finemente secondo i gusti
-olio extra vergine di oliva
-aglio
-sale
-pepe a piacere.
Tutto nel mixer e poi nei vasetti.
Come si vede dalla foto, nonostante avessi un bel pacco di pomodorini, il colore è stato decisamente coperto da quello del basilico! Che in effetti ne copre anche in parte il profumo, quindi regolatevi meglio di me, se riuscite!
Ah: buono 🙂