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Salsa di ortiche

Esperimento improvvisato di salsa alle ortiche!

L’inizio della primavera è stato caldo, ma ora è tornata l’aria fresca e una polenta di mais pignoletto rosso è di nuovo estremamente piacevole.

Per sfruttare un po’ le erbe di campo primaverili ho pensato di provare ad accompagnarla con ortiche e le ultime nocciole dello scorso anno.

Come sempre la mia prima regola è la semplicità e la velocità, quindi, per una persona: una cipolla, un bel mazzo di cime di ortiche, un cucchiaio circa di nocciole tostate, brodo vegetale quanto basta (o acqua e dado vegetale, possibilmente fatto in casa 😉 ) e infine due cucchiai di pastella di farina di ceci.

Per la polenta dipende dal tipo di farina di mais utilizzata, seguite la vostra ricetta!

Ho fatto appassire il tutto per pochi minuti, aggiunto la pastella di farina di ceci -che era in fermento per un’altra preparazione, se non ne avete di pronta è sufficiente stemperare un cucchiaio di farina di ceci nel brodo- e ne ho poi frullato una parte.

Ho scelto di conservare qualche cima di ortica e nocciola intere, ma naturalmente è possibile decidere di ridurre tutto in crema.

L’aspetto è orribile, me ne rendo conto: io sono una pessima fotografa e un blob con salsa aliena non si presta particolarmente per chi ha scarse doti estetiche.

Ma il sapore è piacevole! Le nocciole a mio avviso si sposano perfettamente con il sapore un po’ rustico della polenta. Le ortiche sono saporite, ma delicate e non amare, quindi apprezzate dai più.

Reso più cremoso (giocando semplicemente sulla quantità di brodo o con aggiunta di una verdura in crema, per esempio di zucchine) potrebbe essere un buon condimento anche per cereali in chicco o pasta!

Dal punto di vista nutrizionale, abbiamo un piatto saziante, ma molto leggero, estremamente digeribile, ricco in minerali forniti dalle preziose foglie verdi, come è possibile dedurre da questi valori.

 

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Base cremosissima senza grassi

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Nessun merito è mio, ma idea e ricetta qui: http://www.youcefbanouni.com/1320/low-fat-dips-vegan-oil-free-wholefoods/

Una idea facile, semplice e per questo geniale per avere una crema cremosissima e del tutto priva di grassi: banane verdi o platano bollite e frullate.

La ricetta nel link invita a provare una maionese senza grassi e pertanto si aggiungono aglio essiccato, succo di limone o aceto di mele e acqua quanto basta per frullare.

Ma questa “base” è neutra e si presta altrettanto bene per creme dolci (mi vengono in mente al volo cacao o farina di carrube con poco malto) o salse di vario genere, per esempio un guacamole senza avocado 😉

La consistenza è esageratamente cremosa, tanto che ho dovuto aggiungere parecchia acqua.

E in frigorifero, se non consumate tutto subito, avrete un ulteriore addensamento, diventa letteralmente un budino abbastanza solido e decisamente compatto.

C’è di che far lavorare le meningi e inventare ricette!

erbe spontanee, salse e condimenti, Senza categoria

Erbe selvatiche qui e là

Le erbe sponanee sono solitamente molto ricche in nutrienti (oltre che economiche, ecologiche, divertenti ecc.), ma questo significa spesso anche ricche di gusto: sono mediamente più amare o asprine rispetto alle piante coltivate e più fibrose.

Tutto ciò non è che un vantaggio per la nostra salute, ma talvolta il palato non è abituato, talvolta i bambini non amano i sapori troppo marcati, talvolta non piace masticare foglie fibrose.

E ancora, non sempre la raccolta si traduce in un raccolto abbondante di una singola specie. Per me, la maggior parte delle volte, significa fare un giro in giardino e quindi prendere un poco di ciò che è a disposizione in quel momento; poche foglie da varie piante, per non raccogliere piantine intere e poterne così godere nel tempo.

Insomma, le infilo un po’ qui e un po’ là, come da titolo, in modo da renderle gradevoli anche per i bimbi.

In questo periodo per esempio, vanno per la maggiore i primi.

Ogni mamma sa che a volte piace solo la pasta.

E allora “rinforziamo” gli spaghetti al pesto (che sia fatto in casa o acquistato) con una bella manciata di foglie di piantaggine.

Le aggiungo nell’acqua di bollitura, ma a un minuto dalla scolatura.

spaghetti

O ancora, un mix di erbe lo riduco in crema e lo utilizzo direttamente come condimento, per esempio oggi: fiori di tarassaco, lassana e erba di san pietro, fatti sobbollire pochi minuti (tranne l’erba di san pietro che ho frullato a crudo)e frullati assieme all’acqua di cottura, lievito alimentare e poco miso.

gnocchi

E voi dove le infilate?

 

erbe spontanee, primi, salse e condimenti

Sfoglie di Consolida in salsa di zucchine e pomodorini consolidata.

E finalmente, dopo lunga attesa, posso provare una delle ricette che più mi aveva intrigato nel meraviglioso libro “Erbe spontanee in tavola” di Annalisa Malerba e Carla Leni (rispettivi splendidi blog linkati nel nome) 🙂

Ho fatto le sfoglie di consolida e per una volta ho anche seguito fedelmente la ricetta, cosa per me rara. Bè, quasi, perchè per la verità mi sono ritrovata sprovvista di grano tenero da macinare ed ho così usato farina di tipo 2 (che di solito uso per smezzare macinati troppo integrali in alcune ricette) al posto della farina integrale.

Se volete la ricetta, comprate il libro 😀  (Si trova ovunque Ordinabile nelle librerie, online ecc.).

sfoglie consolida 1

La salsina suggerita nel volume è a base di centocchio, che io però non potevo recuperare in tempi utili e pertanto, di mia “invenzione” (grossa esagerazione) qui c’è solo il condimento: alcuni pomodorini ciliegici appena colti nell’orto, una foglia di consolida grossolanamente tritata, uno spicchio di aglio, poco olio evo aromatizzato all erbe selvatiche (dono graditissimo di Annalisa!), il tutto brevemente stufato.

E per finire una mestolo di vellutata di zucchine dell’orto (avete presente le zucchine troppo cresciute? ecco, cotte a pezzettoni con maggiorana e poco sale e poi semplicemente frullate, deliziose!).

sfoglie consolida 2

Come si può vedere le mie foglie, per quanto abbia preso foglie giovani, in piena crescita, erano belle grandi 🙂

Dopo averle scolate e condite, le ho tagliate a “strisce”, per disrtribuirle più agevolemente e mescolare il condimento ed hanno tenuto perfettamente la cottura, non si sfaldano nè separano dalla foglia 😉

Buonissime!

erbe spontanee, salse e condimenti, tutto crudo

Pesto di ombelico di venere

PIanta bella oltre che commestibile: l’ombelico di venere o Umbilicus rupestris!

Cresce tra i muri e le sue belle foglie verdi e carnose sono splendide a vedersi! Precoce è anche la bella foritura. Adesso, che in Piemonte è ancora decisamente fresco e poche sono le altre spontanee commestibili già da raccogliere, risulta tra le migliori sponaee sul “mercato” :-D.

ombelico venere

Dal momento che le crassulaceae  sono adatte a a fare “consistenza”, ho voluto farne un pesto crudo: frullando un bella manciata di foglie con cipolla, una pugno di semi di girasole appena tostati, un filo di olio extra vergine di oliva, poco sale e pepe e un paio di olive taggiasche.

Delizioso!

pesto umbilicus

L’abbiamo testato sulla pasta e a condimento di un semplice piatto di miglio 🙂

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funghi, primi, salse e condimenti

Riso rosso con salsa ai funghi

Continuando il filone “terminiamo i funghi essiccati lo scorso autunno“, questa volta abbiamo cucinato i Boletus erythropus (che dalle mie parti non mangia nessuno, forse perchè si diceva che i funghi che diventano blu, quando tagliati, sono velenosi).
Volevo fare una salsa ai funghi ispirata alle varie “mushrooms gravy” di stampo nordamericano.
Come d’abitudine i funghi essiccati sono stati ammollati e poi fatti bollire in abbondante acqua (usando anche quella di ammollo, filtrata) assieme ad un poco di cipolla, aglio, salvia, maggiorana, alcune carote viola, sale e pepe. Gli erythropus devono cuocere venti minuti per distruggere una tossina termolabile che -nel fungo crudo- non è velenosa, ma causa comunque spiacevoli problemi gastro intestinali 😛
A cottura ultimata ho preferito frullare la salsa, per ottenere una crema omogenea, a cui ho aggiunto un poco di amido di mais per addensare e un goccio di panna di soia avanzata.

Anche se nella fotografia, tra piatto nero e luce artificiale, non ne è esaltato il colore, come riso ho scelto il riso rosso integrale.
E’ il tipo di riso più ricco in antiossindanti!  Ma sopratutto è buono.
Io -come tutti i cereali in chicco integrali- lo faccio ammollare almeno una notte -il riso anche 2 giorni, cambiando l’acqua una volta almeno- nella pentola di coccio, che metto poi direttamente suo fuoco. Porto a bollore e spengo: la piastra in ghisa che fa da spargifiamma, unitamente al potere di trattenere il calore per lungo tempo del coccio, consentono il termine della cottura senza problemi anche a fiamma spenta. In ogni caso, ben ammollato, il riso integrale cuoce in venti minuti circa.
DEl perchè sia utile mettere a mollo cereali e legumi, ho scritto qui 😉

autoproduzione, funghi, salse e condimenti

Pesto di Trombette dei morti e basilico.

Dal momento che ne stiamo nuovamente raccogliendo, ho voluto terminare i funghi essiccati lo scorso autunno.
Per usare i Craterellus cornucopioides ho pensato a un condimento, che potesse andare bene per pasta o cereali o crostini… un pesto!

Ammollato i funghi secchi per una notte, circa una tazza. Fatti bollire nell’acqua di ammollo e poi lasciati raffreddare. Nel frattempo ho messo in ammollo anche una manciata abbondante di anacardi.
Nella caraffa del frullatore ho quindi messo i funghi con la loro acqua (filtrata con un colino a trama fine), gli anacardi, un cucchiaio di miso, una bella manciata di foglie di basilico. Frullando ho aggiunto un filo di olio extra vergine.
Ho ottenuto 3 barattoli di conidmento che ho prontamente congelato.
Sul dito è ottimo!

autoproduzione, erbe spontanee, salse e condimenti

Cena di Farm Serenity

Questo blog è senza pubblicità alcuna. Ma quando io vglio pubblicizzare qualcosa o qualcuno, senza naturalmente averne ricevuto alcun compenso, lo posso fare eccome!
E questo è uno di quei casi 😉
Ho già raccontato delle mucche da cacca. Per chi volesse i contatti diretti e il loro carinissimo blog, trova tutto qui.

Siccome sabato sera ho potuto cenare con gli amici della LAC e al contempo rifornirmi di una bella cassetta di frutta e verdura alla Farm (e tralascio che sono anche tornata a casa con un gattino!), la cena di qualche sera fa è stata interamente basata sui loro prodotti: patate cotte al vapore con salsina a base di cetrioli ed erbe selvatiche (ortica + shiso o perilla che dir si voglia) e insalatona di canasta meravigliosa!


Veniamo alla ricetta, davvero facile (sufficiente per circa 4 persone):
-2 cetrioli
-un vasetto di yogurt di soia
-2 spicchi di aglio
-1o 2 rami di ortica (le foglie di)
-1 bel rametto di perilla
-1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie

Tutto nella caraffa del frullatore. Frullare. Aggiustare eventualmente di sale e pepe secondo gusti.
Fatto!

Viene una salsina fresca e piacevole, abbastanza liquida per essere versata agevolmente sulle patate, ma buona anche sul pane!

Vi regalo una nota di colore, la sezione di carota viola della Farm 🙂
La Carota con la C maiuscola, bellerrima!

in fermento, legumi, salse e condimenti

Ancora Dosa e chutney di pomodoro

Non sono certo fedele alla ricetta indiana, anche perchè io improvviso.
Ma adoro fare idli e dosa 🙂
Per il chutney di accompagnamento ho seguito una ricetta di questo piccolo libro, delizioso e ricco di spunti!
Di fermenti ho parlato -anche se poco, meriterebbero approfondimento- qui e non mi dilungo quindi sul perchè cucinare con pastelle di riso e legumi fermentate.
Ne scrivo una vera e propria ricetta, dal momento che faccio sempre a occhio, con buona pace dell’originale indiano sicuramente molto diverso.
Riso integrale ammollato e un legume ammollato. Un buon frullatore. Talvolta una puntina di miso per agevolare la fermentazione.
E poi padellina spessa antiaderente. E’ l’unico antiaderente che uso e che riservo esclusivamente per queste preparazioni.

Questa la consistenza della pastella una volta frullato il tutto.

Una immagine in cottura, perchè dà l’idea dell’aspetto che la nostra “focaccina” deve avere quando si può cominciare a tentare di girarla! La cosa più importante è aspettare che sia ben cotto il lato inferiore: i bordi devono essere asciutti e anche la faccia superiore sarà quasi completamente asciutta (con le bollicine) e a questo punto, agitando la padella o aiutandosi con una spatolina di legno, è facile rivoltare senza problemi il dosa.

E infine uno dei dosa (sarà maschile o femminile? mah!) nel piatto con un buon chutney di pomodoro.

Ricetta tratta dal libro di cui sopra 🙂
Ingredienti:
2 cucchiai di ceci decorticati spezzati (chana dal)
1 cipolla affettata
2 peperoncini piccoli
1/4 cucchiaino curcuma in polvere
1/4 cucchiaino di asafoetida
1 tazza di pomodori a pezzetti (e qui ho usato quelli messi via in estate, naturalmente)
1 cucchiaio olio
sale a piacere
(omesse perchè non le avevo: 3 foglie di curry)
Preparazione: scaldare l’olio in un tegame, aggiungere i ceci sciacquati e mescolare fino a che non diventino dorati. Aggiungere la cipolla e le spezie e rosolare per qualche minuto. Aggiungere il pomodoro e cuocere ancora qualche minuto.

A questo punto, secondo ricetta ufficiale, è possibile lasciar raffreddare il chutney e poi frullarlo. Solo al momento dell’utilizzo si versa sopra il “tempering”, non so come tradurlo, ossia un poco di olio in cui è fatto soffriggere  peperoncino e semi di senape.
I personalmente salto questa parte 🙂

antipasti, salse e condimenti, secondi, uncheese

"Fonduta" vegan di casa nostra

Bè. Non è che sia proprio pari pari al sapore della vera fonduta.
Ma c’è il sapore, il divertimento e la semplicità della ricetta. C’è la possibilità di tuffarci dentro quello che vi pare: crostini di pane, fettine di wurstel (vegetale, che in questo caso davvero è forse più naturale e con meno ingredienti il finto wurstel vegan piuttosto che l’originale :-P), verdure crude tagliate a pezzetti croccanti (perfetti i topinambour!).
Dal punto di vista nutrizionale non c’è il colesterolo e la botta di grassi saturi (e sono molte meno le calorie). Ci sono le vitamine del gruppo B del lievito alimentare e le fibre totalmente assenti nell’originale formaggioso.
Mi sono ispirata ad una ricetta del libro “The ultimate Uncheeze cookbook”, perché la superba versione di Erbaviola, che devo senz’altro provare, prevede (in maniera molto più simile all’originale) di fondere “veri” pezzi di “finto” formaggio. Insomma, un modo magnifico per dare degna fine ad eventuali avanzi di formaggi vegan fatti in casa, ma non è la ricetta adatta per amici a cena all’ultimo minuto 😉
Questa invece sì!

Ingredienti (unità di misura americane eh, una tabella qui):

2 cup acqua o latte vegetale non dolcificato (io ho usato acqua)
1 cup vino bianco
1/3 cup fiocchi di avena o ¼ cup di farina a scelta (io ho usato farina di ceci)
1/4 cup lievito alimentare in scaglie
¼ cup succo fresco di limone (io ridurrei leggermente la dose)
¼ cup tahin (secondo me scuro è il più adatto)
¼ cup amido di mais o fecola (volendo anche kuzu, arrow root ecc.)
4 cucchiaini di cipolla in polvere
1 cucchiaino di sale
½ cucchiaino di semi di senape macinati

E’ sufficiente mettere tutti gli ingredienti nella caraffa del frullatore, mixare fino a che la mistura sia perfettamente amalgamata. Versare in un tegame di dimensione adeguata e cuocere a fiamma bassa, mescolando regolarmente, fino a bollore (un paio d i minuti da quando bolle).
Si trasferisce nell’apposito porta-fonduta, con candelina che mantiene in caldo.
Ogni commensale armato di stuzzichino apposito, può scegliere cosa fiondare nella saporita crema 🙂
I bambini non hanno apprezzato molto il sapore per loro nuovo (e il retrogusto del vino bianco, ma io invece lo trovo indispensabile, dal momento che nei miei rcordi di infanzia è col vino che mia madre faceva sciogliere il formaggio ;-)), ma per un aperitivo diverso dal solito o una cena tra amici, trovo sia una portata perfetta!
E nel frattempo i bambini si divertono con le cose più semplici, ma sempre meravigliose: esercitare la motricità più o meno fine allenandosi a sbucciare le clementine, farne fiori e faccine e naturalmente mangiarle!

E piccoli fotoreporter crescono… forse… se non prendono dalla madre….
😛