Dadolata di tofu estiva

Casa nuova, vita nuova, orto naturale!

Finalmente, sebbene ancora non attrezzati anche per una produzione invernale significativa, abbiamo un orto estivo degno di questo nome e, con l’aiuto delle spontanee a dare un po’ di verde, non ho avuto necessità di comprare frutta o verdura a partire da maggio.

Le piogge sono state scarse e nostra immensa fortuna è avere una sorgente che ancora porta acqua!

Ma i pomodori non li ho mai bagnati e non sono mai stati così belli. Ne stiamo mangiando a quintali (i ciliegini e datterini finiscono per lo più in bocca ai bambini direttamente dalla pianta, senza passare in cucina), ne ho essiccato qualcuno e ho fatto un poco di conserva (poca passata, l’anno prossimo se voglio mettere da parte salsa di pomodoro per l’inverno dovrò dedicare almeno una fila di pomodori appositamente per questo scopo, si impara con l’esperienza).

Per la prima volta raccogliamo anche qualche peperone giallo di Carmagnola.

I colori estivi sono meravigliosi e ho pensato di accompagnare peperoni e pomodorini, nella dadolata, con una manciata di mandorle pugliesi e del tofu a cubetti: uno spicchio di aglio e vino bianco al posto dell’olio!

Sale e pepe quanto basta, oltre ad un pizzico di zucchero integrale di canna, che mi piace aggiungere quando ho a che fare con peperoni.

A fine cottura qualche cima di basilico fresco e buon appetito!

 

 

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Base cremosissima senza grassi

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Nessun merito è mio, ma idea e ricetta qui: http://www.youcefbanouni.com/1320/low-fat-dips-vegan-oil-free-wholefoods/

Una idea facile, semplice e per questo geniale per avere una crema cremosissima e del tutto priva di grassi: banane verdi o platano bollite e frullate.

La ricetta nel link invita a provare una maionese senza grassi e pertanto si aggiungono aglio essiccato, succo di limone o aceto di mele e acqua quanto basta per frullare.

Ma questa “base” è neutra e si presta altrettanto bene per creme dolci (mi vengono in mente al volo cacao o farina di carrube con poco malto) o salse di vario genere, per esempio un guacamole senza avocado 😉

La consistenza è esageratamente cremosa, tanto che ho dovuto aggiungere parecchia acqua.

E in frigorifero, se non consumate tutto subito, avrete un ulteriore addensamento, diventa letteralmente un budino abbastanza solido e decisamente compatto.

C’è di che far lavorare le meningi e inventare ricette!

Polmonaria del pre-gelata!

Passeggiate di fine autunno prima della prima gelata: trovare un bel gruppo di Pulmonaria officinalis ancora in forze!

La pagina PFAF per chi legge in inglese 😉

polmonaria

Dal momento che si trattava di foglie comunque cresciute ho scelto di tagliarle a strisce e prepararle ben cotte, sfruttando il loro potere “mucillaginoso” in una semplicissima zuppa: patate rosse, porri e polmonaria, il tutto in brodo vegetale leggero (io ho riciclato acqua di cottura di pasta e broccoli 😉 ).

polmonaria e patate

Come altre boraginaceae commestibili, la polmonaria ha sapore delicato, gradito anche ai più diffidenti  😉

Tajine di verdure

Finalmente la stufa accesa!

Un piano cottura a disposizione tutto il giorno e un forno sempre acceso: ecco come amare l’inverno anche se siete freddolosi 😀

E’ il momento giusto per sfruttare la bellissima tajine in terracotta, naturalmente in versione senza carne, non me ne vogliano i cultori delle ricette tradizionali…

stufa tajine

La terracotta consente cotture lunghe, a temperature moderate, mantenendo ed esaltando il sapore dei cibi (e tra l’altro preservando diversi antiossidanti).

Usando verdure di stagioni ho tagliato grossolanamente patate, rape, carote e cipolla. Aggiunto un poco di acqua e di passata di pomodori fatta in casa nella bella stagione.

Infine due cucchiai abbondanti di un delizioso mix di spezie tunisino, che ho trovato recentemente e di cui mi sono innamorata.

Ho dimenticato il tutto sulla stufa, controllando di tanto in tanto che l’acqua fosse sufficiente.

A cottura ultimata ho aggiunto acqua e poi cous cous integrale (ai ai, precotto gente, mi spiace) che ha cotto grazie al vapore.

cous cous tajine

Buonissimo 🙂 E spazzolato!

Chi mi segue sa che se c’è una cosa in cui sono negata, sono le fotografie e la luce artificiale non aiuta…

Ma dopo pochi minuti rimaneva questo 🙂

tajine vuoto

 

 

Muffin salati di farro monococco e okara ai pomodorini essiccati

Nome più lungo della ricetta!

Volevo riciclare l’okara (che il più delle volte faccio semplicemente speziato e spadellato a mò di uova strapazzate) e finire del farro monococco che a dirla tutta era ormai un po’ vecchio e avevo urgenza di macinare.

Il forno della cucina a legna già caldo.

Parti uguali (in volume) di farina di farro monococco integrale e okara di soia. Non dovrebbe servire aggiungere alcun liquido se l’okara è sufficientemente umido. La consistenza che cerco io è sempre morbida, deve essere mescolabile con un cucchiaione o una spatola.

Un pizzico di sale e qualche pomodoro essiccato tagliato a fettine sottili ed erbe aromatiche del giardino (timo e origano in questo caso).

Ho aggiunto un cucchiaino di bicarbonato ed un cucchiaio di aceto di kombucha appena prima di infornare, come lievito.

Inserito l’impasto con il cucchiaio negli stampini da muffin ed infornati a circa 180 gradi per poco più di venti minuti (come al solito però invito a controllare regolarmente la cottura, non c’è forno uguale all’altro e molto dipende anche dall’altezza dei vostri muffin)!

muffin dicocco

Come si dice? Brutti, ma buoni 🙂 Leggermente asciutti (non avendo aggiunto alcun grasso), ma perfetti accompagnati da una abbondante insalata verde!

3fermenti: condimento per insalata senza grassi

E’ la vigilia di Natale.

E oggi come sempre qui si apprezzano grosse insalatone, tutti i giorni.

Da un po’ ormai anche i condimenti li faccio senza olio: ho scoperto che mi piacciono e  nessuno in casa fa alcuna fatica.

Non sono condimenti senza sale però, perchè adoriamo usare il miso 😀

Scegliamo un miso non troppo “forte”, in questo caso tra l’altro un miso a base di ceci, prodotto in Italia, acquistato tramite il GAAS.

In ogni caso, è facilissimo: miso, aceto di kombucha e crauti (in questo caso poi arricchito con pomodori secchi -mancando quelli freschi- e semi di girasole tostati). Con la forchetta mescolo bene in modo da sciogliere il miso, mentre solo alla fine, dopo aver aggiunto anche insalata scelta (oggi romana) aggiungo un poco di lievito alimentare in scaglie, che aiuta a dare un poco di quella cremosità che si perde omettendo l’olio.

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I crauti, se fatti in casa o non pastorizzati, apportano buone quantità di vitamina C, oltre che di fermenti vivi e di sostanze utili per la prevenzione dei tumori. E ci piace l’idea di inverno che sanno regalare alle pietanze, per fresche che siano!

Il kombucha è un fermentato del tè, che può essere lasciato fermentare fino ad avere una discreta acidità e può quindi sostituire l’aceto, con un sapore più dolce (ed i presunti effetti benefici del poliedrico gruppo di lieviti e batteri che continene). Facilmente sostituibile con aceto di mele, possibilmente non pastorizzato 😉

insalata3fermenti

L’olio exra vergine di oliva non è certo un cattivo ingrediente, ma mi ha stupita sperimentare quanto sia superfluo a volte. E in ogni caso è un “raffinato”, di cui è possibile fare a meno senza danno (che non significa farsi mancare i grassi, tramite olive intere, semi oleaginosi o avocado, ecc.).

Spesso anzichè i semi di girasole metto le noci (nel nostro caso del nostro giardino) o le nocciole e perfette sono anche carotine e spinaci teneri.

L’importante è ricordare che l’insalata è importante sempre!

Pasta ai finferli e fagiolini

Siccome, pur essendo inizio agosto, sembra autunno, noi qui raccogliamo e cuciniamo funghi 🙂
Recentemente raccolti sono i finferli o gallinacci (Cantherellus cibarius) e le trombette dei morti (Cratellus cornucopioides, che ho messo a essiccare).

Parte dei Cantherellus è stata immediatamente utilizzata per fare un condimento per pasta!
Quelli più piccini li ho lasciati da parte per rosolarli nei giorni successivi.
In un ampio tegame ho messo un paio di spicchi di aglio, fagiolini verdi tagliati a cilindretti, Cantherellus tagliati grossolanamente e un poco di rosmarino.
Con un dito di acqua per far rosolare il tutto (non uso olio in cottura) e un poco di sale e pepe.
Quando i funghi erano teneri e l’acqua evaporata ho aggiunto un poco di panna di soia -che raramente uso, ma stavolta era in casa come rimanenza di Libera Pentola– e che sinceramente direi si può omettere senza danno e lievito alimentare in scaglie.

La pasta erano pennette alla soia acquistate tramite GAS Semi Di Lino.
Che dire, farà freschetto, ma si mangia bene!