contorni, erbe spontanee

Per le non-ricette: boccioli di Hypochaeris radicata

DSCN1945

Credevo di non riuscire ad assaggiare i gambi con bocciolo di Piattello e invece questa deliziosa pianta ha una crescita talmente rapida, che riesco a coglierne anche avendo chi taglia regolarmente l’erba nel prato.

Si raccolgono gli scapi dell’Hypochaeris radicata, tenendoli a partire da dove si “staccano” con estrema facilità (non so descriverlo diversamente, ma è questione di provare per capire 😉 ) e sono commestibili (e buoni! non troppo amari, il sapore è piaciuto anche ai bimbi!), dopo averli brevemente lessati o, come ho fatto io, ripassati in padella: un filo ino ino ino di olio extra vergine di oliva delle olive taggiasche sott’olio (quindi aromatizzato alle olive) e pochissima acqua e sale, solo per consentire qualche minuto di cottura.

Piccolo P.S. raccogliendo gli scapi ci si macchia un po’ di giallino, è normale, poichè il fusto tagliato secerne un liquido che tinge. Se siete amanti della mani impeccabili, consiglio l’utilizzo di guanti 😉

hypochaeris padella

contorni, erbe spontanee

Erbe di campo all’arrabbiata

Un contorno gustoso e veloce. Facilissimo.
In giardino raccolgo quello che trovo di commestibile e in questo caso si è trattato di piantaggine, tarassaco, ortica.
Lavo velocemente e taglio il tutto tritato grossolanamente (questo perchè in estate, sebbene raccolte in prato falciato regolarmente, le foglie intere possono risultare un po’ coriacee); aggiungo qualche spicchio di aglio e passata di pomodoro e/o pomodori freschi ben maturi e per finire peperoncino a piacere.
Facile facile!

contorni, erbe spontanee, orto e giardino

Zucchine con Piantaggine e olive

Sicuramente chiunque di voi ha un orto (o amici con un orto) in questa stagione è carico di zucchine.
Zucchine chiare e scure, piccole o enormi.
Per fortuna sono buone, di sapore delicato e ottime per la salute!
Io le sto cucinando praticamente tutti i giorni, ma basta aggiungere qualche ingrediente selvatico per trovare sapori nuovi.
In questo caso ho aggiunto la piantaggine!  Per chi legge in inglese qui la pagina PFAF.

Il suo sapore leggermente agro e la consistenza più coriacea (come quasi tutte le erbe selvatiche) si sposa perfettamente con la dolcezza e morbidezza delle zucchine.
Il profumo di olive taggiasche deliziose, poi, completa il piacere!
Per una persona tagliuzzo un bel mazzo di piantaggine (come da foto, un mazzetto abbondante sono circa 50 grammi), una grossa zucchina, uno spicchio di aglio. Metto in tegame con un cucchiaio raso di olive taggiasche (olio compreso) e uno di salsa tipo shoyu (o tamari, quello che preferite, io ho usato salsa di lenticchie acquistata tramite GAS).
Far appassire il tutto e mangiare!

contorni, secondi

Topinambour al forno

Con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le Delizie di Feli 🙂

In questa ricetta sono presenti diversi ingredienti dei magnifici 20: pomodori (gli ultimissimi della stagione, per me che abito in Piemonte), semi oleosi e alghe nel gomasio speciale, olio extra vergine di oliva e spezie.
Di certo parteciperò con altre ricette, anche se mi è difficile perchè la mia cucina è sempre talmente “elementare” o basic, che mi è difficile anche scrivere il procedimento!
L’ho scritto più volte e approfitto per ripeterlo: non sono -per niente- una cuoca nè aspiro ad esserlo e tanto meno non sono brava con la macchina fotografica. Quindi mi piace registrare più o meno quello che mangiamo, ma per davvero, nella vita di tutti i giorni, quando per cucinare di solito si hanno a disposizione 20 minuti scarsi 😉
Ma veniamo alla ricetta!
Servono:
-topinambour
-uguale volume in pomodori
-olio extra vergine di oliva
-gomasio alle alghe (semi di sesamo leggermente tostati, poco sale, alghe in fiocchi di cui nori-wakame-dulse), nel mio caso autoprodotto, ma si trova anche confezionato.
-misto di spezie fresche (rosmarino, timo, origano e salvia) direttamente dall’orto!
Io non sbuccio i topinambour, li lavo solo per bene, perchè vengono dal mio orto e so che il terreno non vede trattamenti da decenni!
Li ho sistemati in una pirofila grande, assieme ai pomodorini tagliati in 2. Annaffio con un filo di olio extra vergine di oliva e spolverizzo con il mio gomasio alle alghe e le erbe appena tritate.
In forno a 200°C per 20 minuti circa et voilà!

autoproduzione, contorni, erbe spontanee, in fermento, orto e giardino, pappe

Crema di Crescione e focaccina di Pasta Madre

In giardino abbiamo la fortuna di avere diversi stagnetti. L’erpetologo li fece (cominciò da bambino!) per ospitarvi in completa libertà rane, rospi e tritoni, libellule e piante acquatiche.
Caso vuole che diverse meravigliose piante delle zone umide (che, ricordiamolo, sono sempre più rare) siano anche commestibili!
Una di queste è il crescione d’acqua.

Lo si trova facilmente selvatico, lungo torrentelli e presso gli stagni, ma è essenziali essere certi della qualità delle acqua, cosa aimè spesso impossibile.
Inoltre, è giusto segnalarlo, se non ben pulito, potrebbe essere causa di una parassitosi causata da un simpatico platelminta, la Fasciola hepatica, di cui l’uomo è ospite accidentale. Quindi sarebbe bene essere certi che la zona di raccolta non sia frequentata da grossi mammiferi (sopratutto pecore, mucche, ecc.).
Detto questo, talvolta il crescione si trova nei mercati, anche se è molto più comune in Francia, dove viene coltivato.
Ma vengo alla ricetta!

-1 mazzo di crescione pulito (regalo dei nostri laghetti)
-1 spicchio di aglio
-2 cucchiaini di dado vegetale autoprodotto (consiglio questo di Ravanello Curioso)
-1 grossa patata (o 2 medie), nel mio caso dell’orto!
-1 zucchina
-1 cucchiaio di yogurt di soia autoprodotto
-acqua, naturalmente

Le dosi sono per 2/3 persone.
Si deve pelare la patata e metterla a bollire, tagliata finemente, in un poco di brodo vegetale; poi si unisce la zucchina, sempre tagliata in pezzi piccoli, perchè devono cuocere velocemente.
Si unisce lo spicchio di aglio. Quando la patata è molto morbida si può unire il crescione tagliuzzato. Si lascia bollire pochi minuti, poi si frulla bene la minestra, in modo da ottenere una vellutata o crema, che avrà un bel colore verde.
A fine cottura aggiungo lo yogurt e volendo un poco di pepe e noce moscata.
Alla cucciola questa crema è piaciuta parecchio ed anche se non si tratta di una ricetta nata per il divezzamento, è di certo una pappa gradita anche ai più piccini 🙂

Noi abbiamo accompagnato questa deliziosa zuppa con delle focaccine di pasta madre (non so come altro chiamarle): ho da poco “allevato” una nuova pasta madre e la sto rinfrescando quotidianamente, per renderla bella arzilla. Dal momento che mi è assolutamente impossibile buttare del cibo e che non riesco di certo a panificare ogni giorno, mi ritrovo con una discreta quantità di pasta madre rinfrescata, abbastanza liquida (perchè io mi trovo bene a tenerla in barattolo, con una consistenza cremosa), cui è velocissimo aggiungere sale e aromi (in questo caso cumino e finocchietto, ieri patè di olive nere!), poi è sufficiente dare ai nostri amici batteri il tempo di attivarsi un po’. Poco prima del pasto bisogna riscaldare un poco un padellino (è uno dei pochi casi in cui utilizzo l’antiaderente). Verso l’impasto (che è morbido! Una pastella, non compatto come per fare i chapati, per esempio) e lascio cuocere fino a che si stacca da solo, momento in cui è possibile girare la nostra focaccina per terminare brevemente la cottura dall’altro lato.

autoproduzione, contorni, orto e giardino, secondi

Zucchine in tutte le salse!

Chi ha un orto mi può capire: in questo periodo le zucchine producono un sacco. E tra l’altro sono uno degli ortaggi più facili da coltivare, quindi è probabile che anche chi fallisce miseramente altre colture (come me!) riesca a godersi un po’ di produzione propria di questo ortaggio.
Vi sono diverse ricette per conservare le zucchine, ma, quando posso, amo consumare le verdure fresche e se la quantità prodotta non è umanamente immangiabile, qui le si cucina tutti i giorni 🙂
Del resto la zucchina è perfetta per l’estate! Ricca di potassio, vitamina C e vitamina A, ma poverissima in calorie.
Propongo due ricette semplicissime!
La prima, che da noi è frequente, con piccole varianti, prevede semplicemente di stufare le zucchine a rondelle con cipolla di tropea o rossa (non del mio orto, ci siamo dimenticati di seminare cipolle!!), pomodori ben maturi (questi sì, appena raccolti) ed a cottura quasi ultimata aggiungere basilico fresco a piacere (dal balcone!) e sale integrale o un poco di tamari. Ultimamente faccio stufare le verdure senza olio (e in padella in acciaio inox) semplicemente aggiungendo un filo di acqua a inizio cottura e coprendo subito (bisogna però controllare che l’acqua non venga a mancare durante la cottura!). In questo modo potete aggiungere olio extra vergine di oliva solo a fine cottura, oppure ometterlo proprio, cosa che sto facendo e devo dire che talvolta non c’è una gran differenza! Sopratutto se le verdure sono fresce e di stagione 😉

Poi c’è un evergreen: la torta salata di zucchine!
In questo caso, per la base, ho usato 100 grammi di farina 0 e 100 grammi di farina di segale appena macinata (thanks mulino), cui ho aggiunto un pizzico di sale, 4 cucchiai di olio evo ed acqua tiepida fino ad ottenere una consistenza lavorabile bene con le mani, che va fatta riposare qualche tempo. Quando sono di fretta una semplice pasta sfoglia del supermercato (sono quasi tutte vegan, ma sempre controllare) va benissimo, anche se di certo è meno salubre: farina bianca morta da secoli ed etti di grassi spesso non identificabili.
In padella, con pochissimo olio o anche nulla, con uno spicchio di aglio (e anche questo dell’orto!), spezie secondo i gusti (io adoro la menta, dell’orto, nelle torte salate estive), si fanno stufare le zucchine tagliate a spicchi o rondelle.
Mentre cuociono mescolo una confezione piccola di panna di soia (di buona qualità: controllate sempre che non ci siano grassi idrogenati se acquistate in normali supermercati) con 4 cucchiai di fecola di patate o di amido di mais. Aggiungo sale e pepe.
Infine stendo l’impasto per la base su carta da forno e vi verso sopra le zucchine e poi la pastella di panna e amido (spargetela in modo omogeneo aiutandovi con il dorso del cucchiaio di legno). In forno a 180 °C per una quarantina di minuti (ma la cottura al forno è cosa molto personale e dipendente dalle caratteristiche del vostro forno: regolatevi!).
Per tagliarle agevolmente ed anche gustarle al meglio le torte salate vanno sempre lasciate raffreddare un poco prima di servire.
Questa torta piace anche al topo 🙂

alghe, contorni, primi, secondi

Spaghetti di mare con verdure di terra alla curcuma

Più che spaghetti, una volta reidratati sembrano linguine 😉
In ogni caso gli spaghetti di mare sono, tra le alghe, le mie preferite!
Sono anche semplicissime da cucinare e di sapore abbastanza delicato.
In realtà la ricetta è un riciclo, perchè avevo un avanzo di misto carote e finocchi alla curcuma.
Quindi ho semplicemente messo in ammollo (almeno un’ora, meglio di più) un pugno di alghe (io calcolo un pugno a persona, dimensione del pugno proporzionata a quella dello stomaco!) in una tazza.
In un tegame ho fatto appassire con poco olio evo e coperchio una cipolla (sì, mi piace la cipolla e la adoro con le alghe, riducete le dosi se non vi garba) bionda.
Ho unito le alghe e parte del loro liquido di ammollo (lascio quello sul fondo, con eventuali depositi) e lasciato cuocere una ventina di minuti.
Solo a fine cottura ho aggiunto le verdure per scaldarle, ma naturalmente se si parte da zero bisogna aggiungere una carota a rondelle e mezzo finocchio a striscioline, assieme alla cipolla.
Inutile dire che, come tutte le alghe, gli spaghetti di mare sono ricchissimi in nutrienti, una vera miniera!
Io le ho mangiate proprio come un primo e sono sazianti, ma naturalmente dal punto di vista nutrizionale possono essere un vero jolly e usate in qualunque “ruolo”!
Le verdure di mare dovrebbero tornare ad essere di uso comune come lo sono state un tempo 😉

autoproduzione, contorni, orto e giardino

Topinambour sott’olio


Non ho grandi voglie in cucina, ma almeno ho avuto la decenza di sfruttare i prodotti del nostro orto, senza rischiare di doverli buttare.
Normalmente adoro i tupinabò, ma in questo periodo, complice il loro sapore forte, riesco a mangiarne pochi per volta.
Siccome mi sono trovata ad averne ancora quasi 2 chili, ho pensato di conservarli per tempi migliori 🙂
La ricetta è semplicissima ed è questa qui.
Con un chilo e mezzo di tuberi si fanno 3 barattoli grossi (di quelli grandi del malto o del tahin, per capirsi)
Non ho ancora assaggiato il risultato (si dice di dover aspettare un paio di mesi), ma sono felice di pensare allo sfizio di un contorno di topinambour o a fettine di topinambour aggiunti alle insalate, anche in piena estate!
I topinambour sono tuberi eccezionali,saporiti, ottimi per la flora intestinale (motivo per cui è bene non esagerare con le porzioni!), leggeri e sazianti per chi è a dieta. Oltretutto si tratta di una pianta di semplicissima coltivazione se si trova il terreno giusto o con un poco di lavoro (richiede parecchia acqua e un terreno morbido o sabbioso, se troppo compatto i tuberi tendono a diventare fibrosi). Tra l’altro esteticamente è una bella pianta simile al girasole (ma più piccolo), che regala un bel fiore giallo a fine estate!
Per mantenere la produzione è sufficiente, quando si scava per raccogliere i tuberi, avere l’accortezza di lasciarne di nuovo nel terreno smosso (io lascio i più piccolini e rotondi), evitando di raccoglierli tutti e approfittando del momento della raccolta per muovere il terreno ed evitare in questo modo che diventi troppo compatto 😉

contorni, secondi

Cavolfiore al forno

Questo è un modo semplice per preparare il cavolfiore e richiede anche pochissimo lavoro. Il risultato, comunque, è molto saporito e piace anche al topo (superata la prova del nove)!
Per una pirofila di medie dimensioni faccio cuocere in pentola a pressione (al vapore però) un cavolfiore intero. Bastano pochi minuti, dipende anche da quanto lo volete tenero.
A cottura ultimata rovescio il cavolfiore nella pirofila leggermente unta e lo taglio in pezzi.
A parte (volendo anche prima) preparo la besciamella: latte di soia in un pentolino (ad occhio direi 2 bicchieri), cui aggiungo 2 cucchiai di farina di riso e due cucchiai di arrow root, un pizzico di sale ed una bella spolverata di noce moscata. Bisogna mescolare bene bene, ma, se si formano ugualmente grumi, risolvo con una passata di frullatore a immersione 😉
Lascio cuocere la besciamella per qualche minuto affinché si rapprenda, poi basta versarla omogeneamente sul cavolfiore.
In forno a 200 °C per una diecina di minuti ed il gioco è fatto!

contorni, secondi

Fagiolini estivi


Hem, con un po’ di ritardo posto questa ricetta buona buona.
Si tratta di un modo saporito per proporre i fagiolini (avete capito che bel ritardo eh?), quindi ideale quando si trovano freschi nella bella stagione, ma fattibile tutto l’anno, se si usano quelli surgelati.
Non mi perdo con dosi ed ingredienti perchè, come tutte le mie ricette, la semplicità è disarmate! Si è capito che non sono una cuoca provetta e che raramente preparo piatti molto elaborati, ma rimango convinta della bontà dei piatti di tutti i giorni!
Si tratta semplicemente di aggiungere, alla nostra padella di fagiolini che sta stufando, con qualche profumato pomodoro secco (o fresco se preferite) ed una bella manciata di anacardi.