dolci

Tiramisù

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Questo era un tiramisù.

Non perdo tempo con giri di parole, perchè la ricetta non è mia, pertanto rimando subito al blog da cui l’ho tratta, il bellissimo VeroVegan, dove ho trovato la facilissima -ma ottima- ricetta per un tiramisù a prova di negati che prevede soli 5 ingredienti!

E’ piaciuto a entrambi i bimbi (e ai genitori), ma avviso subito che NON si tratta di una ricetta da tutti i giorni, nemmeno da tutte le settimane magari 😀

Insomma, perfetto per le feste!

Buon Natale a tutti!

 

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dolci, senza glutine

Torta sbrisolona senza glutine

Un primo esperimento, sicuramente perfezionabile.

Ho usato:

250 grammi di un mix di farine senza frumento fatto da me (riso integrale e sorgo in parti uguali, con un poco di fecola di patate in aggiunta).

50 grammi di farina di ceci

50 grammi di zucchero integrale di canna (avevo ospiti e non volevo proporre uno dei miei dolci poco dolci, ma per me lo era davvero troppo!)

50 grammi di uvetta

50 grammi bacche di goji

mezza bustina di lievito vanigliato

40 grammi di olio (se non disturba il profumo io preferisco l’extra vergine di oliva anche nei dolci)

circa 150 grammi di latte di soia

Ho mescolato come sempre prima le componenti secche e solo all’ultimo ho aggiunto gradualmente il latte, prima di informare a 180 gradi per circa 40 minuti.

DOLCE DI RISO E SORGO

La consistenza, come da titolo, è un po’ sbrisolona, l’assenza di glutine si fa sentire. Ma è certamente migliorabile (penso che proverò ad aggiungere farina di semi di lino ammollata, per esempio).

In ogni caso l’ho trovata di sapore molto gradevole!

 

dolci, legumi, okara, riciclare gli avanzi, soia

Torta di okara al cacao

Ecco il mio modo preferito per riciclare l’okara!

Ho una regola empirica quando uso l’okara nei dolci (di qualunque tipo, anche con altri “sapori”), poco precisa, ma molto adattabile, e quindi perfetta per me 😉
Al volume di okara aggiungo pari volume di farina (normalmente integrale di farro macinata in casa), metà volume di malto e latte di soia quanto basta per ottenere un impasto abbastanza morbido da essere mescolato con un cucchiaio e un po’ di energia.
A questa base aggiungo il cremor tartaro (di solito basta mezza bustina, perchè non sono volumi enormi) e il cacao in polvere del commercio equo e solidale (oppure: frutta a pezzetti, frutta avanzata dopo una bella centrifuga, gocce di cioccolato, uvetta ecc.).
Non aggiungo grassi 😉
180°C e in forno per mezz’ora circa, ma di più se l’impasto era venuto più “bagnato” del solito.
Qui piace, è facile e veloce e consente di riciclare egregiamente sia l’okara che la frutta 😉

colazione, dolci, pappe, tutto crudo

Muesli ai frutti rossi del giardino

Di muesli ho già scritto qui.
Lo ripropongo nella versione che va per la maggiore ultimamente!
Farlo è semplicissimo. Occorrono fiocchi d’avena integrale (io come al solito li autoproduco con la fioccatrice), latte di soia (sempre fatto in casa) o altro latte vegetale a scelta, una manciata di semi di girasole (ma perfette sono anche le mandorle affettate o le nocciole), una manciata di frutta essiccata.
Io sto usando la frutta del nostro giardino essiccata in casa: mele rosse e cranberries.
Inutile dire che non c’è una ricetta da seguire!
Io metto in ammollo i fiocchi nel latte di soia la sera per il mattino (in questo modo i fiocchi sono perfettamente commestibili da crudi!) ed aggiungo al mattino la frutta essiccata ed i semi oleaginosi, perchè li preferisco croccanti. Ma nulla vieta di preparare tutto la sera se preferite una consistenza morbida.

E con questa ricetta DOLCE partecipo ancora al contest Felici e Curiosi di Ravanello curioso e Feli!
Infatti una colazione sana, ma gustosa come questa contiene diversi ingredienti tra i magnifici 20:  soia, semi oleaginosi, i rossi e la frutta secca (nel mio caso frutta secca rossa) e se si desidera dolcificare il muesli è ben accolto un cucchiaino di malto 😉

autoproduzione, dolci, escursioni, idee pratiche

"Calippo" alla mela e ultime briciole d’estate

Prima che sia davvero troppo tardi per pensare ai ghiaccioli, questa estate (tardi, per la verità) ho scoperto che esistono i calippo in silicone, davvero la cosa più comoda per preparare ghiaccioli (ma anche gelati) in casa!
E il sistema più pratico e veloce per avere un ghiacciolo sano e a sbattimento zero è stato riempire il piccolo contenitore con succo di mela biologico (100% succo naturalmente). Freezer e pazienza. Serve solo questo 🙂
Anche alcune combinazioni di albicocche frullate, poco zucchero integrale e latte di soia sono state molto gradite!
Mentre il latte di riso ha dato risultati deludenti, perchè si separa, nel congelamento, la fase acquosa da quella zuccherina…

Per chi si chiedesse dove trovare queste simpatiche formine, io le ho prese qui e non ho idea se si trovino anche altrove!
Ne approfitto per ricordare con qualche immagine una bellissima passeggiata che parte proprio poco sopra casa nostra e che sale, gradualmente, fino a raggiungere Pramollo.
E così possiamo guardare il tetto di casa nostra dall’alto, lì in mezzo al verde e al contempo nel paese…

autoproduzione, bambini, dolci

Biscotti iper semplicissimi!

Alla fine l’ho trovata: la ricetta super facile che fa per me!
Premetto che non è farina del mio sacco, ma solo una semplificazione della fantastica ricetta dei biscotti perfetti di Sibia 🙂
Eccola:
100 grammi di uvetta
100 ml di latte vegetale (io ho usato soia)
50 ml di olio evo
200 grammi di farina tipo 2 (o se macinata fresca col mulino, setacciata)
Un pizzico di bicarbonato
Se serve poca acqua per frullare.
Ho fatto ammollare l’uvetta nel latte. Quando morbida ho aggiunto l’olio e frullato tutto (aggiungendo poca acqua, credo circa 30 ml).
Al tutto ho aggiunto farina e bicarbonato. mescolato bene, steso sulla teglia, passato la rotella tagliapizza per formare dei quadretti e infornato a 180 gradi per circa 10 minuti (io in realtà ho cotto per circa 20 minuti, ma ho infornato a forno NON caldo).
Stop 🙂
Zoe apprezza, io molto ed anche un compagni di asilo del topo ha gradito la merenda!
Naturalmente è una ricetta perfetta per i bambini piccoli, perchè senza troppe fibre, naturalmente dolce, ma senza zucchero 😉

Attachment parenting, autoproduzione, dolci

Mei tai sulla schiena e biscotti perfetti di Sibia!

Finalmente da qualche tempo riesco a portare la tartarughina sulla schiena (col mei tai, in fascia ancora non sono riuscita, ma devo ammettere che avendo il mei tai a portata di mano, la fascia mi risulta più comoda per la posizione pancia a pancia e non mi sono impegnata troppo diversamente).
Portare “in groppa” presenta indubbiamente innumerevoli vantaggi, primo fra tutti la possibilità di chinarsi e compiere qualunque movimento con le braccia.
E così finalmente si cucina!
Ho provato i “biscotti perfetti” di Sibia e devo dire che ci sono piaciuti molto! Ho seguito la sua ricetta alla lettera (unico dubbio, la quantità di acqua che non è indicata precisamente e che io ho fatto un po’ abbondante avendo usato fiocchi di avena integrale autoprodotti con la fioccatrice).
Quindi, copiatela! 😀

autoproduzione, dolci, varie

Biscotti alla castagna e giretto per boschi




La ricetta l’ho tratta da questo bel libricino!
La ricetta è stata modificata, in primis perchè ero senza kamut (o farro, non ricordo quale farina prevedesse) ed ho usato manitoba; in secundis (che non si dice) perchè ho aumentato la farina di castagne e ridotto quella “normale”. In terzis 😀 perchè all’olio di mais bio e spremuto a freddo con tutti i crismi ho preferito olio di arachide (si ossidano gli omega 6! Si ossidanooooo! In cottura servono i monoinsaturi, che vuol dire extra vergine di oliva o arachide quando serve un sapore neutro). Infine, tanto per non modificare solo poco, nel dubbio che la ricetta somigli per davvero all’originale, non avevo malto di mais, ma solo di orzo che ha un sapore marcato e non mi piace nei dolci….
Quindi:
-200 g farina manitoba
-200 g farina di castagne
-50 g cocco grattuggiato
100 g zucchero mascobado
-80 ml olio di arachide
-lievito per dolci (vanigliato)
-200 ml circa acqua tiepida
-pizzico di sale

mescolare gli ingredienti asciutti, poi aggiungere gli altri. Lavorare l’impasto fino a che sia morbido ed elastico. Prelevare tanti pezzetti e ricavarne palline da sistemare sulla carta da forno, in una teglia.
Infornare a 180°C per 15-18′ (le mie palline erano grosse causa pigrizia e poco spazio nella teglia, quindi il tempo di cottura ha superato i 20′).

Ora, incredibile a dirsi, sono il primo biscotto che mi viene “egregiamente”! Vale a dire, che buoni son buoni, se vi piace il sapore della farina di castagne e che non siano troppo dolci. Ma di solito a me i biscotti bruciano sotto e diventano mattoncini, mentre incredibilmente questi son diventati abbastanza secchi, ma teneri.
Naturalmente al topo, ma a me e al padre sì, quindi va bene 😉

Approfittiamo, quando il tempo lo concede, dei sabati per fare passeggiate in zona, ultimamente all’insegna della ricerca di ex miniere di grafite ( e sì, che l’erpetologo ora cerca insetti ipogei). Nel mentre si approfitta per raccogliere castagne (a breve una zuppa buonissima!), bacche di rosa canina, mazze di tamburo, le ultime suppongo.
Buon autunno 🙂

autoproduzione, bambini, colazione, dolci, legumi

Che mondo sarebbe senza…. Legumi?!!

E no!
Non potevo resistere!
Come spesso accade il merito non è mio e la scoperta neppure.
Ma non potevo esimermi dal condividere questa piacevole scoperta, anche perchè è una idea ottima, ma che dico, di più! per la merenda dei bambini.
Veghella, vegella o come volete chiamare tutte quelle simil-nutelle senza derivati animali, ne è pieno (per fortuna) il web.
Ma, grazie a Sibia, ho scoperto questa!
Quindi grazie pubblicamente a Giuseppe!
Come sempre ho leggermente cambiato gli ingredienti (non lo faccio apposta, perlomeno non sempre!): ho usato olio di arachide come olio di semi (dovrebbe essere chiaro che ho in antipatia gli oli pieni di poli-insaturi omega6, quindi se non posso usare l’olio evo, come olio di sapore neutro uso l’olio di arachide); ho omesso completamente il cacao amaro in polvere (tra gli imputati di alcuni mal di testa) ed ho quindi sostituito con farina di polpa carruba. Non avevo invece la farina di semi di carruba da usare come addensante, quindi mi son tenuta una veghella leggermente più liquida (la versione “fa caldo” della nutella).
Per il resto ho seguito la ricetta, quindi rimando a quella!
E poi ho assaggiato! Su fetta di pane morbido come da tradizione: buono!
Indubbiamente può essere un buon modo per far mangiare legumi a quei bambini che proprio non ne vogliono sapere altrimenti. Può anche semplicemente essere un modo per regalarsi qualcosa di dolce, con tanto di ferro, folati, fibre, vitamine del gruppo B 😀
Questa ricetta oltretutto è priva di nocciole e, se devo dire che il gusto probabilmente guadagnerebbe da una mescolanza legumi/crema di nocciole (e che quanto prima mi cimenterò a sperimentare), bisogna riconoscere che questa crema cioccolatosa diventa ideale anche per chi ha dovuto eliminare la frutta secca dalla propria dieta 😉

dolci, erbe spontanee, legumi, varie

Banchetti, Fiori d’acacia pastellati e saluti :-)


Ho trovato una simpatica maglietta per il topo all’animal day di Pinerolo. Con piacere ho rivisto il banchetto delle Sfigatte e di AgireOra. Io sono stata volontaria con un banchetto per l’associazione Simabo. Con tanto di assaggini vegan per i visitatori! Ma la pioggia non ha mollato un attimo…
per fortuna, tra pochi giorni, ce ne andiamo finalmente in vacanza!
La Corsica e sopratutto una bella mobilhome tutta per noi ci aspettano 🙂
Il bello delle mobilhome è che sono abbstanza spaziose per sopportare giochi e libri e permettono di superare anche una giornata di pioggia (ma non pioverà vero??????). Inoltre e sopratutto, sono attrezzate di cucina! Solo in questo modo riusciamo a mantenere una parvenza di sana dieta vegan anche a zonzo e risparmiando visti i costi del mangiar fuori…
Spero di accumulare tanto sole perchè ne ho proprio bisogno! Ed anche tanto sale sulla pelle!
Per salutare il blogghino lascio una “ricetta” (come al solito si fa per dire) realizzata un paio di settimane fa, in ritardo rispetto alle solite stagioni e prima che il diluvio universale imperversasse sul Piemonte (e purtroppo non solo).
I fiori di acacia!
Appena raccolti, li ho pastellati con una pastella fatta di sola farina di ceci e acqua, abbastanza densa da appiccicarsi ai fiori. Nel wok ho scaldato l’olio di arachide (scusate, ma per la frittura non potevo proprio sprecare il delizioso olio evo toscano che mi è stato regalato dai miei genitori, reduci da un viaggio in centro Italia) ed ho poi fritto i fiori uno alla volta.
Man mano che li ponevo sul piatto coperto di carta da cucina li ho spolverati di zucchero mascobado.

Gnam!
E via che si infilano i legumi anche in queste ricettine dolci!
Il topo saluta tutti gli amici animali e non, buona estate in arrivo per tutti!!!!