colazione, dolci, pappe, tutto crudo

Muesli ai frutti rossi del giardino

Di muesli ho già scritto qui.
Lo ripropongo nella versione che va per la maggiore ultimamente!
Farlo è semplicissimo. Occorrono fiocchi d’avena integrale (io come al solito li autoproduco con la fioccatrice), latte di soia (sempre fatto in casa) o altro latte vegetale a scelta, una manciata di semi di girasole (ma perfette sono anche le mandorle affettate o le nocciole), una manciata di frutta essiccata.
Io sto usando la frutta del nostro giardino essiccata in casa: mele rosse e cranberries.
Inutile dire che non c’è una ricetta da seguire!
Io metto in ammollo i fiocchi nel latte di soia la sera per il mattino (in questo modo i fiocchi sono perfettamente commestibili da crudi!) ed aggiungo al mattino la frutta essiccata ed i semi oleaginosi, perchè li preferisco croccanti. Ma nulla vieta di preparare tutto la sera se preferite una consistenza morbida.

E con questa ricetta DOLCE partecipo ancora al contest Felici e Curiosi di Ravanello curioso e Feli!
Infatti una colazione sana, ma gustosa come questa contiene diversi ingredienti tra i magnifici 20:  soia, semi oleaginosi, i rossi e la frutta secca (nel mio caso frutta secca rossa) e se si desidera dolcificare il muesli è ben accolto un cucchiaino di malto 😉

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autoproduzione, contorni, erbe spontanee, in fermento, orto e giardino, pappe

Crema di Crescione e focaccina di Pasta Madre

In giardino abbiamo la fortuna di avere diversi stagnetti. L’erpetologo li fece (cominciò da bambino!) per ospitarvi in completa libertà rane, rospi e tritoni, libellule e piante acquatiche.
Caso vuole che diverse meravigliose piante delle zone umide (che, ricordiamolo, sono sempre più rare) siano anche commestibili!
Una di queste è il crescione d’acqua.

Lo si trova facilmente selvatico, lungo torrentelli e presso gli stagni, ma è essenziali essere certi della qualità delle acqua, cosa aimè spesso impossibile.
Inoltre, è giusto segnalarlo, se non ben pulito, potrebbe essere causa di una parassitosi causata da un simpatico platelminta, la Fasciola hepatica, di cui l’uomo è ospite accidentale. Quindi sarebbe bene essere certi che la zona di raccolta non sia frequentata da grossi mammiferi (sopratutto pecore, mucche, ecc.).
Detto questo, talvolta il crescione si trova nei mercati, anche se è molto più comune in Francia, dove viene coltivato.
Ma vengo alla ricetta!

-1 mazzo di crescione pulito (regalo dei nostri laghetti)
-1 spicchio di aglio
-2 cucchiaini di dado vegetale autoprodotto (consiglio questo di Ravanello Curioso)
-1 grossa patata (o 2 medie), nel mio caso dell’orto!
-1 zucchina
-1 cucchiaio di yogurt di soia autoprodotto
-acqua, naturalmente

Le dosi sono per 2/3 persone.
Si deve pelare la patata e metterla a bollire, tagliata finemente, in un poco di brodo vegetale; poi si unisce la zucchina, sempre tagliata in pezzi piccoli, perchè devono cuocere velocemente.
Si unisce lo spicchio di aglio. Quando la patata è molto morbida si può unire il crescione tagliuzzato. Si lascia bollire pochi minuti, poi si frulla bene la minestra, in modo da ottenere una vellutata o crema, che avrà un bel colore verde.
A fine cottura aggiungo lo yogurt e volendo un poco di pepe e noce moscata.
Alla cucciola questa crema è piaciuta parecchio ed anche se non si tratta di una ricetta nata per il divezzamento, è di certo una pappa gradita anche ai più piccini 🙂

Noi abbiamo accompagnato questa deliziosa zuppa con delle focaccine di pasta madre (non so come altro chiamarle): ho da poco “allevato” una nuova pasta madre e la sto rinfrescando quotidianamente, per renderla bella arzilla. Dal momento che mi è assolutamente impossibile buttare del cibo e che non riesco di certo a panificare ogni giorno, mi ritrovo con una discreta quantità di pasta madre rinfrescata, abbastanza liquida (perchè io mi trovo bene a tenerla in barattolo, con una consistenza cremosa), cui è velocissimo aggiungere sale e aromi (in questo caso cumino e finocchietto, ieri patè di olive nere!), poi è sufficiente dare ai nostri amici batteri il tempo di attivarsi un po’. Poco prima del pasto bisogna riscaldare un poco un padellino (è uno dei pochi casi in cui utilizzo l’antiaderente). Verso l’impasto (che è morbido! Una pastella, non compatto come per fare i chapati, per esempio) e lascio cuocere fino a che si stacca da solo, momento in cui è possibile girare la nostra focaccina per terminare brevemente la cottura dall’altro lato.

pappe, secondi

Torta salata alle carote

Questa torta salata (lo ammetto subito: stavolta preparata con sfoglia comprata!) si è rivelata inaspettatamente gradita al topo, che di solito poco apprezza le cose troppo pacioccate.
Come già detto la pasta per la base l’ho acquistata, ma se siete più bravi e organizzati di me potete sempre preparare da voi anche una sfoglia o frolla,a seconda di come preferite.
Avevo verdure da finire e così ho fatto cuocere, con un filo d’olio ed una cipolla bionda affettata finemente, circa 4 carote e due foglie grandi di cavolo tagliate a striscioline (talvolta, se non posso cucinarlo tutto assieme, il cavolo lo sfoglio, partendo dalle foglie più esterne ovviamente, che lo scrivo a fare).
Non ho aggiunto spezie particolari, ma solo sale e pepe e quando le verdure erano tenere ho aggiunto un poco di acqua, quel tanto che basta per riuscire a frullarle finemente, assieme a 4 cucchiai di panna vegetale e 3 cucchiai (o 4 rasi) di amido di mais.
Cottura in forno a 180° per circa 40 minuti, dopo aver spolverato la superficie con semini di sesamo per decorare (e sesamo nero se l’avete è ancora più d’effetto).
Io ho frullato bene le verdure, perchè nelle preparazioni il topo non ama i “pezzetti” di consistenza mista.
La crema così preparata (non inserita in una sfoglia) potrebbe essere un ottima pappa per lo svezzamento! I primi mesi sarebbe solo opportuno omettere la panna di soia e sostituirla con un cucchiaino di crema di sesamo.
Come sempre la cosa importante è avere il tempo di far raffreddare almeno un poco la torta prima di servirla (ancora più buona è riscaldata il giorno successivo!), sia per apprezzare meglio i sapori, sia per consentire all’amido di solidificarsi per poterla tagliare e consumare più agevolmente 😉

autoproduzione, legumi, pappe, primi

Farecchiata

Per caso in un supermercato ho visto un legume che mi era sconosciuto e dal prezzo esorbitante. La cosa ha fatto suonare a festa le campanelle nel mio cervellino (nonostante il prezzo) e contro ogni logica (scorta di legumi abbondante e varia oltre che prezzo da furto in banca, per due semini) il pacchetto è passato subito tra le mie mani e dal cervelletto degli istinti al carrello il gioco era fatto.
Però da cosa nasce cosa e grazie al mio acquisto compulsivo ho scoperto i piselli Roveja!
Ovviamente una manciata dei preziosi semini finirà nell’orto la prossima primavera (per puro sfizio, visto che per averne una quantità degna di nota serve uno spazio che non ho), ma nel frattempo, stasera mi sono dilettata nella sua ricetta più “classica”, pare molto antica: la farecchiata.
La ricetta originale prevede l’utilizzo o di pecorino o di alici ed io naturalmente ho omesso entrambi, facendo un semplice soffritto di cipolla (e volendo si può sempre grattare del formaggio veg).
Per ottenere la farina ho benedetto ancora una volta il mio mulino , che ho usato prima allargando parecchio la macina e poi rimacinando la farina una seconda volta a macina molto più stretta.
Siccome le bucce della roveja mi sembravano piuttosto “hard”, ho eliminato quelle più grosse setacciando la farina.
Nella foto, terribile, causa flash inevitabile, ho immortalato il setaccio con i resti delle bucce, dal momento che è stato il suo primo utilizzo 😀
Il sapore della farecchiata? Ottimo, non sa di piselli e nemmeno di fave, ma li ricorda entrambi. la consistenza è piacevole. La preparazione semplice (come la polenta).
La consistenza per ovvi motivi la rende ideale anche come pappa per bambini piccoli.
Il topo l’ha apprezzata semplicemente spolverata con un poco di lievito alimentare in scaglie.
Ne ho avanzata parecchia che non vedo l’ora di poter tagliare e ripassare in forno domani 🙂
A questo proposito aggiungo un’ultima nota positiva (anche se, visto il prezzo di partenza, la cosa lascia il tempo che trova): così come con la farina di mais per la polenta, la resa è ottima! Poca farina assorbe molta acqua durante la cottura e diventa estremamente saziante!
P.S. siamo tornati dall’Abruzzo, che è una regione splendida! Al più presto le foto 😉

autoproduzione, colazione, pappe, tutto crudo

Muesli!!!


2 post in un giorno, ecco. Così recupero l’assenza.
L’erpetologo non riesce nemmeno ad assaggiarlo (ha una innata antipatia per le pappette dolci, salate me le mangia tutte), ma a me piace molto ed è veramente, ma veramente, saziante.
Ma non quelli già confezionati, zuccherati, con tanti cereali caramellati e poca frutta vecchia di mesi.
La ricetta originale la trovate qui. Nasce per i pazienti della clinica svizzera di Max Benner, quindi le dosi sono parche. Se avete un metabolismo elevato ed una giornata piena le dosi possono essere aumentate, ma vanno rispettate, più o meno, le proporzioni.
Pochi cereali (possibilmente crudi! Io faccio da me i fiocchi sera per sera), tanta frutta (la ricetta originale prevede una grossa mela grattuggiata, anche coi semi, per 20/30 grammi di fiocchi. I fiocchi crudi si mettono a mollo in po’ d’acqua la sera prima (o in latte di soia). Se l’ammollo è stato fatto in acqua, al mattino buttate l’acqua che avanza ed aggiungete (non dimentichiamo che è un blog vegan!) un poco di latte di soia o meglio ancora di mandorle crudo, un cucchiaio di semi oleaginosi (nocciole, mandorle, sesamo ecc.) ed un cucchiaino di uvetta più uno di succo di limone o arancio. Voilat.
La mela abbondante e grattuggiata dolcifica fantasticamente e si amalgama senza problemi. La mela inoltre è il frutto che si meglio si presta ad essere combinato con altri alimenti. I semi oleaginosi assicurano una fonte di grassi (essenziali per un buon senso di sazietà), minerali e proteine. L’avena è ricca di fibre anche solubili ed è energizzante. Il glutine dell’avena è di solito molto ben tollerato. Ed il fiocco ammollato (meglio se crudo o comunque il più fresco possibile) conserva buona parte delle vitamine del gruppo B e degli antiossidanti di questo fantastico cereale.
Naturalmente questo semplice pappa è un vero toccasana come pappa per bambini. Tra i sei mesi e l’anno, volendo, è possibile frullare l’avena ammollata e tritare finemente i semi oleaginosi, of course. Ma non serve che scriva queste cose, vero?

pappe, tutto crudo, varie

Tempo che manca e pasti sregolati: frullatone verde!


Ahhhh! Ultimamente sono poco presente, lo so.
Il tempo è più che tiranno perchè il topo è sempre più grande (e meno male) e stiamo praticamente sempre in giro!
Quindi, a volte, mi è capitato di trascorrere con lui giornate in cui abbiamo mandato al diavolo l’orologio ed abbiamo mangiucchiato seguendo la fame: pizza rossa (senza strutto! per fortuna almeno i panettieri dalle mie parti usano l’olio d’oliva, ma purtroppo proprio di recente ho ancora trovato posti che usavano lo strutto, grrr) a metà mattina al parco giochi e poi niente pranzo. Poi magari scorpacciata di frutta nel primo pomeriggio. Poi ancora una seconda merenda a fette biscottate e tahin, accompagnate da una arancia (le ultime, sigh) o un frullato verde! E poi niente cena, a volte, per colpa delle due merende, ma magari uno yogurt e succo di frutta in serata, quando noi grandi cerchiamo di rilassarci con qualche dvd…
Farà bene, farà male? Booo. Fintanto che gli alimenti scelti sono sani credo che l’orario sia veramente indifferente. Certo, quando mangiamo così all’acqua di rose faccio più fatica ad inserire i legumi (tranne la soia per lo yogurt), ma ultimente sono molto più rilassata per la storia delle proteine e quando mangia tanta frutta e tahin mi sento super serena.
A volte ci tengo però ad infilargli un po’ di verdura a foglia verde e quando si mangia in allegria un buon sistema può essere quello di ficcarle nei frullati!
Ed è un consiglio che vale anche per tutte quelle mamme con figli che rifiutano la verdura!!!
Una bella manciata di spinaci o anche semplicemente di lattuga, oppure ancora un poco di broccoli o cavolo, possono essere in tutta tranquillità gettati nel frullatore con una mela e una banana o qualsiasi altro frutto piaccia ai vostri figli. Per ottenere un frullato abbastanza liquido allungo con spremuta d’arancia o, quando non è più stagione di arance, con del succo di frutta 100% (mela, anans ecc.) perchè preferisco non usare troppo latte di soia (consuma già parecchi yogurt) e poi ritengo sia più digeribile non fare troppi mescoloni con la frutta.
Garantisco che il sapore delle verdure non si sente assolutamente, mentre il colore è uno spettacolo!
Al topo dico che è il frullato di Hulk 😀
P.S. lo so che in questa foto il topo sembra tisico 😛 ma garantisco che è colpa delle mie pessime capacità fotografiche!

alghe, pappe, primi

Noodles alle alghe


Ultimamente il topo non apprezza la pasta, per cui impazzano i cereali in chicco ed i noodles (che apprezza particolarmente, forse perchè vanno giù quasi da soli)!
In passato non li ho mai usati, ma col senno di poi devono essere eccezionali per le pappe, tagliandoli bene!
In questo caso ho tagliato una cipolla a pezzettoni e l’ho lasciata rosolare un minuto. Una decina di minuti prima avevo messo a bagno un po’ di alghe per tipo: hijiki, spaghetti di mare, spirulina e dulse.
Ho scolato le alghe e le ho aggiunte alla cipolla, lasciato insaporire un minuto e aggiunto altra acqua per ottenere la quantità di brodo voluta. La cottura delle alghe è veloce (circa 15 minuti) e a fine cottura ho messo i noodles di grano. Mentre questi si ammorbidiscono ne approfitto per far scioglere un poco di miso in poca acqua della zuppa, così posso aggiungerlo prima di impiattare!
A noi piace con poco brodo, ma naturalmente la quantità di acqua va regolata a piacere.
E il pieno di alghe, ogni tanto, è un toccasana. Purchè non si ecceda, come in tutte le cose, per evitare il consumo eccessivo di iodio e sale.

autoproduzione, pappe, primi

Polenta pomodoro e funghi


Ebbene sì, qui è ancora inverno praticamente. Per cui questo piatto caldo-fumante ci sta tutto.
Utilizziamo le previdenti scorte messe via per l’inverno, come la passata di pomodoro ed i funghi essicati.
Io ho usato mazze di tamburo, raccolte dal topo medesimo. Lo scorso autunno ne abbiamo raccolte parecchie e molte sono state mangiate al volo. Le più grosse però, le teste tutte aperte, le ho fatte essicare nell’essicatore (ma per i funghi nessun problema, va benissimo il termosifone) e li ho usati poi in risotti, paste e… qui!
Come si vede nella foto (anche se sembra un po’ carne, lo so) le testone essicate le ho tagliate a spicchi, fatte rinvenire in acqua e poi messe a insaporire un semplice sugo al pomodoro con soffritto con aglio e cipolla, in olio evo.
No sto nemmeno a scrivere la ricetta della polenta (farina di mais, da versare a pioggia nell’acqua bollente, mescolando continuamente; per i tempi di cottura dipende dalla grana della farina e se è precotta o meno). Per una polenta piuttosto soda si consiglia acqua, in perso, pari a quattro volte la farina. A me piace più morbida, il giorno stesso, ma è questione di gusti. Il giorno successivo, tagliata a fette, la polenta è deliziosa fritta o in forno, sbizzarritevi!
I pregi della polenta sono svariati! Innanzitutto il costo, veramente contenuto (non a caso era il cibo dei poveri), anche perchè la resa della farina è eccezionale e con pochissima farina si ottiene polenta per più persone; poi la semplicità di preparazione e la possibilità di farne in abbondanza e riusarla nei giorni successivi. Infine è un piatto leggero (bè, dipende anche dall’accompagnamento però!) e digeribile.
Scegliete farina bio, così evitiamo gli OGM.
Questa ricetta è ovviamente ottima anche come pappa per i bambini più piccoli. Per quelli veramente piccini si sconsigliano i funghi, ma è sufficiente lasciare da parte un po’ di sugo semplice al pomodoro, oppure condire la polenta con olio evo, lievito alimentare in scaglie ed al limite con una grattata di formaggio veg!
Un’ultima nota: sebbene di consistenza leggermente diversa, per chi di voi avesse un mulino, consiglio la polenta di miglio! Un po’ più appiccicosa e quindi difficile la cottura, ma è senz’altro più bilanciata, energetica e oltretutto alcalinizzante (il miglio è l’unico cereale che non acidifica) e remineralizzante.

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Pesto crudo di cavolo nero (di Susi)


L’ idea di fare un pesto, crudo, con il cavolo nero, l’ho presa qui .
E’ un ottimo modo per proporre questa deliziosa verdura, cruda, anche ai bambini! L’ho già usato per condire semplicemente la pasta, ottima guarnizione per dei crostini come antipasto, buonissimo ripieno per sedano verde o altre crudité, eccellente con il boulgour (grano germogliato spezzato, nella foto il topo che apprezza)!

amaranto e quinoa, bambini, colazione, pappe, primi

Pop corn di amaranto


L’amaranto è un delizioso semino (molto simile alla quinoa, ma ancora più piccolo) dalle eccellenti proprietà nutrizionali (da wikipedia): “Ricco di proteine, fino al 16%, con elevato valore biologico contenendo, rispetto ai cereali, il doppio di lisina, amminoacido essenziale di cui sono carenti quasi tutti i cereali. Ha un elevato contenuto dicalcio, di fosforo, di magnesio e di ferro. Grazie inoltre all’elevato contenuto di fibre, ha un effetto positivo sulla digestione e sul ricambio. Essendo privo di glutine è indicato per l’alimentazione di chi è affetto da morbo celiaco, o ha problemi intestinali, ma anche ai bambini nel periodo dello svezzamento”.
Deve cuocere per 20 minuti in pentola a pressione ed essendo veramente molto piccolo si presenta alla fine con una consistenza simile alla polenta.
Come averne in fretta e pronto per vari usi? Basta farlo in pop corn!
Bisogna riscaldare ben bene una padella antiaderente. Quando sarà molto calda versiamo un cucchiaio di semini e copriamo subito con un coperchio. Lasciamo chiuso fintanto che sentiamo scoppiettare e spegniamo la fiamma non appena la frequenza degli scoppiettii diminuisce (per non bruciarlo).
Voilat i pop corn di amaranto! Sono piccolissimi e dal profumo veramente gradevole.
Averne un barattolino già scoppiato a disposizione è un ottimo modo per aggiungerne velocemente un cucchiaio nella zuppa/minestra, nel muesli, ai risotti o altri cereali.
Un toccasana per i bambini!
E poi è veramente, ma veramente buono!
Interamente dedicato all’argomento questo 3D…