Insalata di fave e cavolo viola

Il cavolo viola è il vegetale con più antiossidanti per dollaro, del resto il colore non mente.

Oltre tutto è una crucifera, quindi la famiglia di piante che presenta le maggiori proprietà antitumorali, come raccontato brevemente qui.

In insalata la preparazione è veloce, gli odori sgradevoli in cucina nulli ed i benefici massimi.

Una insalatona monopasto però deve essere un pochino più sostanziosa e pertanto, legumi! In questo caso ho aggiunto delle fave, che sono tra i nostri legumi preferiti, assieme a ceci, lenticchie ed edamame 🙂

Del resto aggiungere legumi nella propria alimentazione quotidiana aiuta, per farla breve, a vivere più a lungo! Grazie agli effetti benefici sulla salute cardiovascolare, sul controllo della glicemia, nei confronti dell’osteoporosi, sulla salute intestinale.

Tanto per ossigenare maggiormente il sangue, aggiungiamo una bella barbabietola (cotta) e come mia abitudine condisco con miso non pastorizzato e aceto di mele (o succo di limone, aceto di kombucha ecc. qualunque aceto non pastorizzato andrà bene).

Un pasto del genere si completa con un paio di fette di buon pane integrale e il dessert più sano che ci sia! Clementine 🙂

E qualche noce, ricche in omega3.

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P.S. quest’ultima foto non è relativa al pranzo odierno, ma dimostra quanto ci piaccia la combinazione cavolo viola e fave, ma vi assicuro che tutti i legumi teneri (pisellini verdi, edamame) si abbinano altrettanto bene.

Se amate unire il sapore dolce nelle insalate -cosa che io adoro, ma il marito un po’ meno- aggiungere mele o arancia a tocchetti è strepitoso!

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Injera ed esperimenti con il teff

E amore fù: abbiamo per la prima volta acquistato del teff (talmente piccolo, essendo il cereale più piccolo del mondo, che ho temuto il mulino casalingo non riuscisse a macinarlo)!

Per provare a fare l’injera ho seguito questa ricetta e come si evince facilmente anche dalla fotografia, la fermentazione spontanea e selvatica è partita gagliarda dopo il primo giorno. Non avendolo potuto cuocere alla fine del secondo giorno di fermentazione ho spostato la pastella in frigorifero (8°C).

pastella teff

Non ho messo olio di semi nell’impasto, solo un poco di sale, ma ho unto leggermente con olio extra vergine di oliva la padella ben calda per la cottura.  Dal momento che nei video etiopi in cui viene mostrata la preparazione tradizionale è evidente come l’impasto sia decisamente liquido, prima di cuocere ho allungato l’impasto della foto con acqua, arrivando ad una consistenza tipo pastella per crepes.

Per assaggiare il risultato e godercelo appieno ne abbiamo fatto una cena, accompagnando l’injera con uno stufato di pomodori  (pelati, dal momenti che siamo in inverno) piccantino.

injerainjera con salsa

Per sperimentare, avendo subito amato il profumo nocciolato ed il sapore nitido, ma delicato di questo nutriente cereale, ho rimesso subito al lavoro i lieviti di casa, questa volta provando a fare una pastella più densa e facendola cuocere più spessa, per ottenere una sorta di pane piatto, ma molto morbido e forse più pratico per accompagnare i pasti di tipo occidentale.

E che dire, proprio buono!

pane teff

E sì, il teff è cereale adatto anche ai celiaci 😉

Torta sbrisolona senza glutine

Un primo esperimento, sicuramente perfezionabile.

Ho usato:

250 grammi di un mix di farine senza frumento fatto da me (riso integrale e sorgo in parti uguali, con un poco di fecola di patate in aggiunta).

50 grammi di farina di ceci

50 grammi di zucchero integrale di canna (avevo ospiti e non volevo proporre uno dei miei dolci poco dolci, ma per me lo era davvero troppo!)

50 grammi di uvetta

50 grammi bacche di goji

mezza bustina di lievito vanigliato

40 grammi di olio (se non disturba il profumo io preferisco l’extra vergine di oliva anche nei dolci)

circa 150 grammi di latte di soia

Ho mescolato come sempre prima le componenti secche e solo all’ultimo ho aggiunto gradualmente il latte, prima di informare a 180 gradi per circa 40 minuti.

DOLCE DI RISO E SORGO

La consistenza, come da titolo, è un po’ sbrisolona, l’assenza di glutine si fa sentire. Ma è certamente migliorabile (penso che proverò ad aggiungere farina di semi di lino ammollata, per esempio).

In ogni caso l’ho trovata di sapore molto gradevole!