La colazione dei campioni

Non somiglia per nulla a una merendina, se serve sottolinearlo.

E so bene che può risultare orribile ai più (per lo meno ai palati non abituati), ma posso assicurare che ci sono tutti i nutrienti per una partenza alla grande, energia, fibre, antiossidanti e potere saziante senza pesantezza.

Utilizzo questa colazione completa e ricca quando devo andare a yoga all’ora di pranzo e so che pertanto di fatto dovrò saltare un pasto. E’ bene arrivare alla pratica con lo stomaco vuoto (ultimo pasto almeno due ore prima) e possibilmente il pasto precedente deve essere nutriente, ma leggero, per non impegnare eccessivamente lo stomaco.

La digestione è una attività che richiama molto sangue e viene ovviamente interrotta se si richiede un maggiore apporto circolatorio per ossigenare i muscoli, come avviene quando si fa attività fisica o yoga. La richiesta è talmente elevata che anche le attività “cerebrali” come lo studio (o la meditazione) si svolgono decisamente meglio se a stomaco vuoto!

Questo non significa che bisogna essere affamati e soprattutto mal nutriti, altrimenti il nostro organismo non riuscirà a mantenere livelli energetici adeguati. Per questo servono pasti ricchi in nutrienti e fibre che nutrano il nostro organo compagno speciale: il microbioma 🙂

Ognuno può creare la propria colazione speciale scegliendo in base ai propri gusti il cereale integrale fioccato (io sono generalmente fedele ai fiocchi di avena fatti in casa, che pertanto utilizzo anche a crudo, ma nella foto ci sono invece fiocchi di farro monococco che ho acquistato in offerta), un legume cotto (a scelta, ma consiglio tantissimo gli azuki, rossi o verdi, poichè non hanno la consistenza pastosa di altri legumi), una bevanda vegetale (io scelgo soia o mandorle, principalmente), bacche (goji, uvetta ecc.) e semi di lino e/o di chia macinati. Dolcificante a piacere (ovviamente se possibile evitare o minimizzare lo zucchero).

I legumi a noi Occidentali sembrano sempre salati, ma sono di fatto di sapore neutro ed entrano nelle preparazioni dolci in molti paesi asiatici, dall’India al Giappone.

Per praticità e averli sempre a disposizione io ne cuocio una buona quantità -al naturale- una volta a settimana e li conservo in un paio di contenitori ermetici in vetro in frigorifero.

In questo modo rendere più completa una insalata mista, un piatto di pasta o la colazione, è questione di un attimo!

Una ciotola meravigliosa può essere assemblata sul momento, al mattino, se non avete problemi con le consistenze diverse ed i cereali soffiati ancora un poco croccanti. Altrimenti -soluzione anche migliore dal punto di vista digestivo- potete preparare la vostra ciotola la sera prima e lasciare che il tutto diventi morbido e cremoso per assorbimento (tenendola in un luogo chiuso e pulito, ma a temperatura ambiente).

O ancora potete aggiungere un pizzico di vitalità inserendo uno starter che consenta una fermentazione durante la notte (kefir di soia, un poco di pasta madre disciolta nella bevanda vegetale, qualche tibicos ecc.). La fermentazione non migliora solamente il profilo nutrizionale di un alimento, ma consente anche di apportare varietà alla nostra popolazione microbica, con benefici che possono includere distretti apparentemente lontani, come la nostra salute mentale!

Ultimamente rendo ancora più prezioso questa ciotola di energie positive con curcuma fresca grattugiata, zenzero fresco e un pizzico di pepe per migliorare l’assorbimento della curcumina. Non temete perchè il pepe non si sente assolutamente, basta metterne poco!

Queste spezie apportano sostanze antiossidanti e antinfiammatorie   e migliorano la digestione.

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Naturalmente questa base -cereale integrale in fiocco, legume cotto (o eventualmente fioccato!), bacche, spezie e fonte di omega3- può essere personalizzata e variata con facilità 🙂

 

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Ancora due parole sui Pawpaw e ancora funghi!

Le stagioni sono cicliche e così anche i post si ripetono.

Mi ritrovo a scrivere quasi le stesse cose raccontate qui!

I frutti dell’Asimina sono ancora più grandi, alcuni rami erano talmente carichi che toccavano terra.

La pianta continua a mostrarsi resistente a malattie e parassiti e non ha mai avuto bisogno di alcuna cura (nè va potata). Meraviglia!

Ho trovato un modo abbastanza pratico per mangiare i frutti, le cui caratteristiche li rendono poco commerciabili: buccia sottile, molto delicati, si ammaccano e bucano facilmente, quando maturi vanno consumati nel giro di un paio di giorni al massimo, grossi semi all’interno.

Ma che buoni!

Al mattino la cucina è invasa dal prosumo dei paw paw e davvero, chi lo descrive come una via di mezzo tra mango e banana ha ragione!

Venendo al dunque, io li taglio a metà e li “scavo” con il cucchiaino 😉

pawpaw intero

pawpaw metà

Inutile far presente che sono anche frutti particolarmente nutrienti: questo articolo (in inglese) ne confronta i valori con mele e banane.

Qui invece i valori nutrizionali medi nudi e crudi (letteralmente)!

Riassumendo posso essere considerati frutta molto saziante, leggermente più proteica rispetto agli altri frutti e abbastanza ricca in minerali (sempre rispetto alla media della frutta). Buona fonte di vitamina C e di potassio.

La consistenza cremosa rende questi frutti perfettissimi per gli amanti dei frullati 😉

E dopo aver illustrato la colazione odierna saluto con il futuro pranzo, ancora da preparare 🙂

Credo che pasta ai finferli oggi non me la toglie nessuno!

gallinacci

Granola di Okara

La foto, date le mie miserrime doti fotografiche, non rende giustizia. Ma la granola di okara si è rivelata un modo piacevolmente pratico per impiegare l’okara che si ottiene facendo latte di soia e tofu in casa.
Altri ricette con l’okara qui.
La ricetta (ma io ho variato ed in questo caso dare spazio alla propria fantasia/gusti è davvero cosa semplicissima) l’ho presa da qui.
Buone sperimentazione, se tentate, condividete la vostra ricetta!
Io ho semplicemente unito all’okara pari volume di fiocchi d’avena integrale appena fioccati, qualche cucchiaio di malto, un cucchiaio di olio di sesamo, cannella in polvere ed uvetta.
Altri suggerimenti?

Muesli ai frutti rossi del giardino

Di muesli ho già scritto qui.
Lo ripropongo nella versione che va per la maggiore ultimamente!
Farlo è semplicissimo. Occorrono fiocchi d’avena integrale (io come al solito li autoproduco con la fioccatrice), latte di soia (sempre fatto in casa) o altro latte vegetale a scelta, una manciata di semi di girasole (ma perfette sono anche le mandorle affettate o le nocciole), una manciata di frutta essiccata.
Io sto usando la frutta del nostro giardino essiccata in casa: mele rosse e cranberries.
Inutile dire che non c’è una ricetta da seguire!
Io metto in ammollo i fiocchi nel latte di soia la sera per il mattino (in questo modo i fiocchi sono perfettamente commestibili da crudi!) ed aggiungo al mattino la frutta essiccata ed i semi oleaginosi, perchè li preferisco croccanti. Ma nulla vieta di preparare tutto la sera se preferite una consistenza morbida.

E con questa ricetta DOLCE partecipo ancora al contest Felici e Curiosi di Ravanello curioso e Feli!
Infatti una colazione sana, ma gustosa come questa contiene diversi ingredienti tra i magnifici 20:  soia, semi oleaginosi, i rossi e la frutta secca (nel mio caso frutta secca rossa) e se si desidera dolcificare il muesli è ben accolto un cucchiaino di malto 😉

"Frittelle" di pasta madre con okara e carote

Da quando Sibia mi ha spacciato un po’ della sua pasta madre, mi sto impegnando a tenerla viva. Per riuscirci mi sono risolta anche io ad assegnarle un nome e cerco di nutrirla come un nuovo animaletto di famiglia.

Oltre a pane e pizza (nella foto focaccia con farina di tipo 2, funghetti e pomodori ciliegini dell’orto, molto gradita dal topo), spesso rinfresco e rinfresco, senza il tempo -né la voglia, col caldo delle scorse settimane- di accendere il forno.
In questi casi sfrutto una fantastica ricetta, per l’esattezza questa, che spesso allieta le colazioni per me e l’erpetologo.
Il bello di queste frittelline di pasta madre, oltre al fatto che in realtà non sono fritte, è che si fanno in un lampo, senza tempi di lievitazione e che possono essere farcite/modificate secondo gradimento e ispirazione! Al mattino aggiungo una punta di cannella e un cucchiaino di malto (poco, altrimenti l’impasto si attacca) e diventano quasi una versione più sana dei pancake.
Per accompagnare un pasto possono essere salate e speziate.
L’altro giorno ho provato ad unirvi l’okara del latte di soia appena munto dalla mia nuova macchina (di cui dico !!) ed una carota grattugiata (oltre ad un pizzico di sale).

Padella antiaderente (è l’unico caso in cui la uso): il difficile è aspettare che sia sufficientemente cotta la frittella prima di provare a girarla; devono sembrare ben cotti i bordi e, sopratutto se avete aggiunto una punta di bicarbonato, avrà delle bolle in superficie.
Io non faccio mai cuocere troppo pani e focacce, mi sta antipatica l’ acrilammide 😉

Il risultato è ottimo, perchè l’okara mantiene la frittellina molto morbida e rimane tale anche il giorno successivo, quindi è una ricetta perfetta (carote o meno) per essere preparata in anticipo e scaldata al bisogno (suppongo sia possibile congelarle, ma non ho provato) ed essendo morbida si riesce ad arrotolarla senza problemi, se desiderate farcirla tipo tacos o piadina 😉

Che mondo sarebbe senza…. Legumi?!!

E no!
Non potevo resistere!
Come spesso accade il merito non è mio e la scoperta neppure.
Ma non potevo esimermi dal condividere questa piacevole scoperta, anche perchè è una idea ottima, ma che dico, di più! per la merenda dei bambini.
Veghella, vegella o come volete chiamare tutte quelle simil-nutelle senza derivati animali, ne è pieno (per fortuna) il web.
Ma, grazie a Sibia, ho scoperto questa!
Quindi grazie pubblicamente a Giuseppe!
Come sempre ho leggermente cambiato gli ingredienti (non lo faccio apposta, perlomeno non sempre!): ho usato olio di arachide come olio di semi (dovrebbe essere chiaro che ho in antipatia gli oli pieni di poli-insaturi omega6, quindi se non posso usare l’olio evo, come olio di sapore neutro uso l’olio di arachide); ho omesso completamente il cacao amaro in polvere (tra gli imputati di alcuni mal di testa) ed ho quindi sostituito con farina di polpa carruba. Non avevo invece la farina di semi di carruba da usare come addensante, quindi mi son tenuta una veghella leggermente più liquida (la versione “fa caldo” della nutella).
Per il resto ho seguito la ricetta, quindi rimando a quella!
E poi ho assaggiato! Su fetta di pane morbido come da tradizione: buono!
Indubbiamente può essere un buon modo per far mangiare legumi a quei bambini che proprio non ne vogliono sapere altrimenti. Può anche semplicemente essere un modo per regalarsi qualcosa di dolce, con tanto di ferro, folati, fibre, vitamine del gruppo B 😀
Questa ricetta oltretutto è priva di nocciole e, se devo dire che il gusto probabilmente guadagnerebbe da una mescolanza legumi/crema di nocciole (e che quanto prima mi cimenterò a sperimentare), bisogna riconoscere che questa crema cioccolatosa diventa ideale anche per chi ha dovuto eliminare la frutta secca dalla propria dieta 😉

Muesli!!!


2 post in un giorno, ecco. Così recupero l’assenza.
L’erpetologo non riesce nemmeno ad assaggiarlo (ha una innata antipatia per le pappette dolci, salate me le mangia tutte), ma a me piace molto ed è veramente, ma veramente, saziante.
Ma non quelli già confezionati, zuccherati, con tanti cereali caramellati e poca frutta vecchia di mesi.
La ricetta originale la trovate qui. Nasce per i pazienti della clinica svizzera di Max Benner, quindi le dosi sono parche. Se avete un metabolismo elevato ed una giornata piena le dosi possono essere aumentate, ma vanno rispettate, più o meno, le proporzioni.
Pochi cereali (possibilmente crudi! Io faccio da me i fiocchi sera per sera), tanta frutta (la ricetta originale prevede una grossa mela grattuggiata, anche coi semi, per 20/30 grammi di fiocchi. I fiocchi crudi si mettono a mollo in po’ d’acqua la sera prima (o in latte di soia). Se l’ammollo è stato fatto in acqua, al mattino buttate l’acqua che avanza ed aggiungete (non dimentichiamo che è un blog vegan!) un poco di latte di soia o meglio ancora di mandorle crudo, un cucchiaio di semi oleaginosi (nocciole, mandorle, sesamo ecc.) ed un cucchiaino di uvetta più uno di succo di limone o arancio. Voilat.
La mela abbondante e grattuggiata dolcifica fantasticamente e si amalgama senza problemi. La mela inoltre è il frutto che si meglio si presta ad essere combinato con altri alimenti. I semi oleaginosi assicurano una fonte di grassi (essenziali per un buon senso di sazietà), minerali e proteine. L’avena è ricca di fibre anche solubili ed è energizzante. Il glutine dell’avena è di solito molto ben tollerato. Ed il fiocco ammollato (meglio se crudo o comunque il più fresco possibile) conserva buona parte delle vitamine del gruppo B e degli antiossidanti di questo fantastico cereale.
Naturalmente questo semplice pappa è un vero toccasana come pappa per bambini. Tra i sei mesi e l’anno, volendo, è possibile frullare l’avena ammollata e tritare finemente i semi oleaginosi, of course. Ma non serve che scriva queste cose, vero?