Panificazione collettiva presso Farm Serenity Cow

Ho avuto il piacere di raccontare della Farm Serenity in alcune occasioni ed è sempre rinnovato il piacere con cui scrivo di loro, persone, animali, luoghi.

Dal momento che forse è ancora poco “sfruttato” voglio raccontare di quando si accende il forno esterno e si fa il pane tutti assieme 🙂

Ogni prima domenica del mese (salvo imprevisti, l’ideale è seguire eventuali aggiornamenti sulla pagina facebook di Semi Di Lino oppure contattare direttamente la Farm 😉 ) accendono il forno a legna ed è possibile unirsi a loro e cuocere pani, pizze, torte e biscotti nel grande forno da esterno.

E’ una occasione per fare una piccola offerta per gli animali della fattoria, acquistare frutta o verdura (ma anche grano e segale, oltre che nocciole!) e passare del tempo in compagnia.

E’ bello cominciare a preparare i propri fermenti e pensare al momento assieme già nei giorni precedenti, coccolando la pasta madre e macinando la segale che proprio lì è stata seminata e raccolta a mano!

focaccia segale-olive

Ancora un po’ di lievitazione per la focaccia di segale della Farm!

bonetto e forno

Chiacchiere controllando la cottura 🙂

pizza michela

La pizza di Michela, con tanto di mozzarisella! Adorata dai bambini.

pane segale

Il pane di pura segale, nonostante spostamenti e colpi di freddo, è morbido e perfetto per la colazione.

farm serale

E intanto il chiacchierare, di agricoltura, lieviti, antiche varietà e cinciallegre che sfruttano le mangiatoie.

DSCN1671

L’attesa della pizza è trepidante.

Sono tutti invitati a venire e condividere!

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Pane (tentativo di) di semola di grano duro e allattamento!

Nel perenne tentativo di andare incontro ai gusti abituatisi ai sapori dell’asilo del topo grande… Ho cercato una farina di aspetto “bianco”, ma non del tutto povera in nutrienti e decente per la glicemia.
Ho così provato della farina di enkir, presa direttamente dal produttore tramite GAS.
E quasi nello stesso periodo ho deciso di abbandonare definitivamente la macchina del pane e fare tutto a mano.
Sto resistendo all’idea di una planetaria grazie al marito che con una gomitata mi ha ricordato i miei principi di decrescita 😛
Ma faccio fatica a prendere la mano alle consistenze con grani duri e pasta madre (e forse il caldo non aiuta, perchè far lievitare tutta la notte è anche troppo).
Nel tentativo di trovare una quadra ho provato la lievitazione nel cestino.
Ma, bho. Alveolatura ancora più piccola del solito….

In ogni caso non ottengo mai le alveolature e i soffici pani che vedo fotografati da chi usa manitoba e grano tenero di tipo 0, ma la cosa non mi turba 😀

Il pane è buono, il topo gradisce con tahin o marmellata autoprodotta.
Parte dell’impasto lo metto in frigorifero fino a sera, quando ci regaliamo semplicemente la focaccia, aggiungendo un filo di olio e tanto rosmarino o maggiorana direttamente dall’orto.

Nel frattempo continuo ad allattare la topina, che è sempre bimba ad alto contatto!
Siccome il tempo, con i 2 bambini a casa, l’erpetologo lavorante, il GAS e il giardino, è sempre poco, saluto il blog senza ricette, ma con una foto del modo più primitivo di mangiare: la tetta!

Pane di farro monococco integrale con pasta madre e MdP

E’ più lungo il titolo del post;-)
ADORO il monococco!
L’ho acquistato tramite il “mio” GAS, Semi di Lino.
Il mulino la macina benissimo ed il pane 100% integrale non setacciato viene morbidissimo.
L’alveolatura è fine (perdonate la forma cubica, ma in Macchina del Pane mi viene così), ma il sapore ottimo!

Io non metto sale (il farro è saporito!) ed aggiungo solo semi di sesamo, gli unici abbastanza piccini da sfuggire allo sguardo indagatore di mio figlio che non ama i “pezzi” nel pane….

"Frittelle" di pasta madre con okara e carote

Da quando Sibia mi ha spacciato un po’ della sua pasta madre, mi sto impegnando a tenerla viva. Per riuscirci mi sono risolta anche io ad assegnarle un nome e cerco di nutrirla come un nuovo animaletto di famiglia.

Oltre a pane e pizza (nella foto focaccia con farina di tipo 2, funghetti e pomodori ciliegini dell’orto, molto gradita dal topo), spesso rinfresco e rinfresco, senza il tempo -né la voglia, col caldo delle scorse settimane- di accendere il forno.
In questi casi sfrutto una fantastica ricetta, per l’esattezza questa, che spesso allieta le colazioni per me e l’erpetologo.
Il bello di queste frittelline di pasta madre, oltre al fatto che in realtà non sono fritte, è che si fanno in un lampo, senza tempi di lievitazione e che possono essere farcite/modificate secondo gradimento e ispirazione! Al mattino aggiungo una punta di cannella e un cucchiaino di malto (poco, altrimenti l’impasto si attacca) e diventano quasi una versione più sana dei pancake.
Per accompagnare un pasto possono essere salate e speziate.
L’altro giorno ho provato ad unirvi l’okara del latte di soia appena munto dalla mia nuova macchina (di cui dico !!) ed una carota grattugiata (oltre ad un pizzico di sale).

Padella antiaderente (è l’unico caso in cui la uso): il difficile è aspettare che sia sufficientemente cotta la frittella prima di provare a girarla; devono sembrare ben cotti i bordi e, sopratutto se avete aggiunto una punta di bicarbonato, avrà delle bolle in superficie.
Io non faccio mai cuocere troppo pani e focacce, mi sta antipatica l’ acrilammide 😉

Il risultato è ottimo, perchè l’okara mantiene la frittellina molto morbida e rimane tale anche il giorno successivo, quindi è una ricetta perfetta (carote o meno) per essere preparata in anticipo e scaldata al bisogno (suppongo sia possibile congelarle, ma non ho provato) ed essendo morbida si riesce ad arrotolarla senza problemi, se desiderate farcirla tipo tacos o piadina 😉

Grissini e filosofia da quattrenne :-)

Non so perchè non li avessi mai, e dico mai, fatti prima!
In realtà tra la preparazione dei grissini e la pubblicazione del post ho fatto in tempo ad uccidere per l’ennesima volta la mia pasta madre, ma stavolta ne avevo surgelata un po’. Vedremo se con qualche rinfresco recupero…
In ogni caso, dicevo, per un po’ ho rilavorato di pasta madre, ma faccio il pane solo una volta a settimana e pertanto un rinfresco intermedio mi ha spinta a provare l’autoproduzione dei grissini.
Non ho ingredienti, dosi o proporzioni da suggerire (sono in piena fase di sperimentazione e lontana dall’ottimale, anzi, si accettano suggerimenti!). Ho solo unito della farina integrale di grano tenero alla mia pasta madre (che rinfresco con farina bio “0” e quindi è bianca). Lasciato lievitare e poi arrotolato a dare la forma.
Mi piacciono i grissini grossi e chiedono meno lavoro 😉
Molto buoni appena fatti, ma un po’ troppo duri a partire dal giorno successivo. Forse dovrei lasciar lievitare una seconda volta dopo aver dato la forma all’impasto?

Poco attinente, ma giusto per lasciare un saluto prima delle nostre vacanze (fino a fine Giugno il blog va in ferie!) stamani il topo mi ha divertita con questo breve dialogo:
Topo: “Mamma qual’è la base della nostra casa?” -dopo aver verificato che una costruzione fatta col suo meccano usava le ruote come base-
Mamma: “Le fondamenta, amore”.
Topo: “No, è la terra. Senza la terra la casa cadrebbe giù, giù sempre giù, perchè il cielo non finisce mai, giusto? Allora è la terra la nostra base”.
Ecologia profonda 🙂

Chapati a merenda!




Il topo l’altro giorno ha voluto giocare con la farina e così gli ho proposto di fare un gioco che potesse mangiare: i chapati!
Per la ricetta ufficiale leggete qui (ma ne è pieno il web).
Io però ho lasciato al topo la scelta degli ingredienti: il risultato è stato farina, uno spicchio di aglio, 5 nocciole tritate e sale 🙂
Il topo ha impastato la farina con acqua mentre io tritavo l’aglio e sgusciavo e tritavo nel macinacaffè le nocciole del nostro albero (5 mamma, tinqueee). Poi l’ho aiutato a completare l’impasto (era più sulle sue mani e tra le dita che non appallottolato).
Poi l’abbiamo steso insieme mentre la padella si scaldava a dovere.
E l’abbiamo guardato cuocere insieme.
Il primo gioco che diventa una merenda!!!
Ah! E non è venuto male! Solo un po’ troppo spesso forse 😉
P.S. so che ultimamente ho latitato parecchio dal blog, ma annuncio una nuova assenza: passeremo una settimana in Abruzzo!

"Focaccia-frittella" di pasta madre


Ho preso l’idea qui.
Io la pasta madre (oltre a farla morire ad intervalli regolari: spero nell’asilo per riuscire ad occuparmene con costanza) la tengo abbastanza conpatta. Se è troppo liquida non mi trovo bene nel maneggiarla.
Pertanto il mio risultato della ricetta di FrancescaV è decisamente più una focaccia che non una frittella, ma a parte questo ho seguito fedelmente la sua idea.
Non sempre quando si rinfresca la pasta madre si deve fare il pane. Per non buttarne metà ogni volta, è possibile compensare l’acidità con la punta di un cucchiaino di bicarbonato, aggiustare a piacere di sale o spezie, ungere leggermente una padella e versarvi sopra la pastamadre (quando la padella è già ben calda!).
Se la vostra pasta madre è un blob liquido potete usare un coppapasta per dare la forma di frittella. Se al contrario la tenete più compatta come faccio io, è sufficiente stenderla con le mani e poi farla cuocere in padella, un po’ come se fosse una pita.
Il difetto di questa ricetta? E’ talmente veloce e pratica che si può finire per non fare più il pane!
Per fortuna non è il mio caso, dal momento che la pasta madre la rinfresco con farina bianca, mentre io adoro i pani integrali e di solito li “completo” macinando anche dei legumi…