Regali di stagione

La natura sempre ci regala qualcosa (talvolta anche difficoltà, senza alcun dubbio).

Ora sono per lo più funghi e nuove tenere rosette di piattello, piantaggine e tarassaco.

funghi misti

Pasta a go-go con i primi (qui per ora abbiamo trovato finferli, Albatrellus pes-caprae e trombette dei morti) 🙂

pasta funghi

Un po’ ovunque le seconde, ma sopratutto ripieni e torte salate.

misto erbe

L’ultima è stata un esperimento e -sebbene ci sia sicuramente parecchio da perfezionare- mi ha soddisfatta l’aver trovato un modo per non coprire i sapori delle erbe e lasciare che queste fossero le protagoniste.

Su una base “classica” tipo sfoglia, dopo aver fatto appassire rapidamente le erbe, ho usato per legare una pastella ottenuta mescolando amido di mais, semi di chia, poco sale ed erbe aromatiche essiccate e triturate.

per torta salata

Il risultato è stato particolarmente gradito ai “grandi” perchè la pastella è servita a tenere insieme le erbe e nulla più, grazie all’effetto gelatinizzante di amido e chia, senza coprire il colore e la vista delle erbe, nè il sapore.

Foto del risultato mi manca: mangiato tutto subito 😛

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Ancora due parole sui Pawpaw e ancora funghi!

Le stagioni sono cicliche e così anche i post si ripetono.

Mi ritrovo a scrivere quasi le stesse cose raccontate qui!

I frutti dell’Asimina sono ancora più grandi, alcuni rami erano talmente carichi che toccavano terra.

La pianta continua a mostrarsi resistente a malattie e parassiti e non ha mai avuto bisogno di alcuna cura (nè va potata). Meraviglia!

Ho trovato un modo abbastanza pratico per mangiare i frutti, le cui caratteristiche li rendono poco commerciabili: buccia sottile, molto delicati, si ammaccano e bucano facilmente, quando maturi vanno consumati nel giro di un paio di giorni al massimo, grossi semi all’interno.

Ma che buoni!

Al mattino la cucina è invasa dal prosumo dei paw paw e davvero, chi lo descrive come una via di mezzo tra mango e banana ha ragione!

Venendo al dunque, io li taglio a metà e li “scavo” con il cucchiaino 😉

pawpaw intero

pawpaw metà

Inutile far presente che sono anche frutti particolarmente nutrienti: questo articolo (in inglese) ne confronta i valori con mele e banane.

Qui invece i valori nutrizionali medi nudi e crudi (letteralmente)!

Riassumendo posso essere considerati frutta molto saziante, leggermente più proteica rispetto agli altri frutti e abbastanza ricca in minerali (sempre rispetto alla media della frutta). Buona fonte di vitamina C e di potassio.

La consistenza cremosa rende questi frutti perfettissimi per gli amanti dei frullati 😉

E dopo aver illustrato la colazione odierna saluto con il futuro pranzo, ancora da preparare 🙂

Credo che pasta ai finferli oggi non me la toglie nessuno!

gallinacci

Riso rosso con salsa ai funghi

Continuando il filone “terminiamo i funghi essiccati lo scorso autunno“, questa volta abbiamo cucinato i Boletus erythropus (che dalle mie parti non mangia nessuno, forse perchè si diceva che i funghi che diventano blu, quando tagliati, sono velenosi).
Volevo fare una salsa ai funghi ispirata alle varie “mushrooms gravy” di stampo nordamericano.
Come d’abitudine i funghi essiccati sono stati ammollati e poi fatti bollire in abbondante acqua (usando anche quella di ammollo, filtrata) assieme ad un poco di cipolla, aglio, salvia, maggiorana, alcune carote viola, sale e pepe. Gli erythropus devono cuocere venti minuti per distruggere una tossina termolabile che -nel fungo crudo- non è velenosa, ma causa comunque spiacevoli problemi gastro intestinali 😛
A cottura ultimata ho preferito frullare la salsa, per ottenere una crema omogenea, a cui ho aggiunto un poco di amido di mais per addensare e un goccio di panna di soia avanzata.

Anche se nella fotografia, tra piatto nero e luce artificiale, non ne è esaltato il colore, come riso ho scelto il riso rosso integrale.
E’ il tipo di riso più ricco in antiossindanti!  Ma sopratutto è buono.
Io -come tutti i cereali in chicco integrali- lo faccio ammollare almeno una notte -il riso anche 2 giorni, cambiando l’acqua una volta almeno- nella pentola di coccio, che metto poi direttamente suo fuoco. Porto a bollore e spengo: la piastra in ghisa che fa da spargifiamma, unitamente al potere di trattenere il calore per lungo tempo del coccio, consentono il termine della cottura senza problemi anche a fiamma spenta. In ogni caso, ben ammollato, il riso integrale cuoce in venti minuti circa.
DEl perchè sia utile mettere a mollo cereali e legumi, ho scritto qui 😉

Pesto di Trombette dei morti e basilico.

Dal momento che ne stiamo nuovamente raccogliendo, ho voluto terminare i funghi essiccati lo scorso autunno.
Per usare i Craterellus cornucopioides ho pensato a un condimento, che potesse andare bene per pasta o cereali o crostini… un pesto!

Ammollato i funghi secchi per una notte, circa una tazza. Fatti bollire nell’acqua di ammollo e poi lasciati raffreddare. Nel frattempo ho messo in ammollo anche una manciata abbondante di anacardi.
Nella caraffa del frullatore ho quindi messo i funghi con la loro acqua (filtrata con un colino a trama fine), gli anacardi, un cucchiaio di miso, una bella manciata di foglie di basilico. Frullando ho aggiunto un filo di olio extra vergine.
Ho ottenuto 3 barattoli di conidmento che ho prontamente congelato.
Sul dito è ottimo!

Pasta ai finferli e fagiolini

Siccome, pur essendo inizio agosto, sembra autunno, noi qui raccogliamo e cuciniamo funghi 🙂
Recentemente raccolti sono i finferli o gallinacci (Cantherellus cibarius) e le trombette dei morti (Cratellus cornucopioides, che ho messo a essiccare).

Parte dei Cantherellus è stata immediatamente utilizzata per fare un condimento per pasta!
Quelli più piccini li ho lasciati da parte per rosolarli nei giorni successivi.
In un ampio tegame ho messo un paio di spicchi di aglio, fagiolini verdi tagliati a cilindretti, Cantherellus tagliati grossolanamente e un poco di rosmarino.
Con un dito di acqua per far rosolare il tutto (non uso olio in cottura) e un poco di sale e pepe.
Quando i funghi erano teneri e l’acqua evaporata ho aggiunto un poco di panna di soia -che raramente uso, ma stavolta era in casa come rimanenza di Libera Pentola– e che sinceramente direi si può omettere senza danno e lievito alimentare in scaglie.

La pasta erano pennette alla soia acquistate tramite GAS Semi Di Lino.
Che dire, farà freschetto, ma si mangia bene!

Cena Fuhrman: cannellini con boleto dal piede rosso e cavolo alle cipolle bicolori.

Anche se sono un’amante, letteralmente, ed una devota sostenitrice dei carboidrati (alla McDougall), apprezzo moltissimo l’idea di massimizzare l’apporto di nutrienti e il consiglio di prevedere nella dieta quotidiana la presenza dei G-BOMBS (greens- verdura a foglia verde; beans – legumi; onions – cipolle e aglio; berries – bacche; seeds – semi) come raccomandato da Fuhrman.
E non è affatto difficile, almeno per chi segue una dieta a base vegetale e integrale!
Per esempio, questa sera: fagioli cannellini con i deliziosi porcini dal piede rosso fatti essiccare quest’autunno accompagnati poi da cavolo verde stufato con cipolle rosse e bianche, il tutto salato solo con un goccio di salsa di soia.
Niente olio.

Solo per la cucciola lo aggiungo a crudo nel piatto, mentre una spolverata di lievito alimentare in polvere non si nega a nessuno 😉
E garantisco che la cucciola mangia davvero di gusto!
Anche il topo più grande, nonostante sia di gusti parecchio più difficili della sorella, mangia volentieri verdura, funghi e ora, finalmente -chi la dura la vince- legumi!
Le foto sono come sempre quello che sono 😛

Anche se ogni bambino (e adulto!) è un caso a sè, sono sempre più convinta che l’esempio sia la cosa più importante, portare sempre in tavola gli alimenti migliori, cucinati nel modo più semplice possibile, senza forzare MAI a finire qualcosa che non piace (o a mangiare più di quanto suggerisca il loro naturale senso dell’appetito).
E insistere, perchè ci sono tantissime verdure e tantissimi tipi di legumi (che possono essere preparati anche in versione dolce!).
Purtroppo e per fortuna, il palato si abitua, se non è soprafatto da sale e zucchero, apprezza i sapori naturali del cibo semplice. Ci si disabitua anche all’olio! Provare per credere!
Sembra un eresia, scriverlo qui in Italia, ma anche l’olio, per quanto extra vergine di oliva, è un alimento raffinato, di cui è facilissimo eccedere.
Occhio, perchè mangiare senza olio e con pochi grassi, non significa SENZA grassi: questi sono presenti nel germe dei cereali integrali e nei semi oleaginosi, così come nei sempre consigliati semi di lino 🙂

Giovedì del libro di cucina: "The Wild Vegan Cookbook"

E’ di nuovo giovedì!

Presento un libro che adoro per il suo significato e per la sua particolarità, ma di cui ammetto di non impazzire per le ricette 😛
The wild vegan cookbook“, di Steve Brill, Harvard Common Press.

Si tratta di un poderoso volume di ricette (oltre 400 pagine, senza fotografie), tutte a base di piante/funghi selvatici.
La cosa che apprezzo maggiormente è la suddivione in capitoli basati sulla stagione: si comincia con i cibi selvatici invernali, inizio primavera, primavera inoltrata, estate e autunno.
Pertanto, guardando l’indice del libro, potete scegliere il periodo dell’anno in cui vi trovate e leggere quali piante selvatiche dovrebbero essere presenti (si tratta di un libro Statunitense, quindi certo può esserci un poco di variabilità e sopratutto non tutte le piante sono rinvenibili anche in Italia).
Si passa dai fiori, ai giovani getti, radici e semi e funghi. Ma il libro non suddivide le ricette in base alla parte commestibile, nè in base al tipo di ricetta, bensì solo in base alla stagionalità.
Per ogni pianta è presente una breve descrizione, ma non essendoci fotografie nè chiavi dicotomiche non è un libro utile al riconoscimento.
Come ho già accennato in realtà non amo particolarmente le ricette proposte, perchè molto sono troppo elaborate per i miei gusti, non tanto come difficoltà, ma per numero di ingredienti, secondo un gusto credo molto americano che fatico a seguire nella pratica della mia sgangherata cucina.
Però è estremamente utile e piacevole vedere in quali e quanti modi possono essere utilizzate alcune piante e spesso mi è servito solo per prendere l’ispirazione, copiare una idea e scoprire accostamenti di sapori a cui non avrei pensato.
Consigliato a chi è appassionato di raccolta delle spontanee.

P.S. da notare che negli Stati Uniti è molto utilizzato e spesso presente anche nei siti sull’argomento, il fungo chiamato “chicken mushroom” ovvero Laetiporus sulphureus.  In Europa è consiedrato tossico ed è stato causa di avvelenamento in alcuni bambini. Pare che sia una specie con caratteristiche variabili a seconda della zona geografica di provenienza, pertanto, se negli USA ne fanno scorpacciate, da noi è bene evitare! Diverse sono specie di funghi che erano in passato considerate commestibili, ma che sono state in seguito a singoli episodi o studi più approfonditi, eliminati dall’elenco delle specie edibili. Vale sempre la regola di mangiare solo cibo di cui si sia assolutamente certi!