Vellutate di spontanee, insalata selvatica e risotto alle malerbe

Il titolo è più lungo delle ricette 😁

Dal momento che non vendo nulla e non guadagno nulla dalle pubblicità (se ne vedete sono quelle di wordpress che non dipendono da me) inutile dilungarmi con tre articoli diversi!

Propongo un post primaverile in cui raccolgo alcuni suggerimenti sulle modalità più semplici e piacevoli, per noi, di usare le erbe selvatiche in cucina 😊

Inizio con le mie erbe preferite per l’insalata! La Stellaria media o centocchio e l’acetosa quando molto tenera o Rumex acetosa, unite a qualche foglia (per ora, sta appena ripartendo, presto ne avrò a bizzeffe) di ruchetta o Diplotaxis tenuifolia  compongono un mix perfetto per le insalatone, in cui si combinano sapori acidognoli, piccanti e neutri. Per gli amanti dell’amaro l’evergreen -è il caso di dirlo- è naturalmente il tarassaco (non presente nell’immagine sopra)!

Come sempre condisco ormai senza olio, solitamente con una miscela di miso e un aceto non pastorizzato a scelta, talvolta aggiungendo anche kefir o yogurt di soia, lievito alimentare in scaglie o crauti.

Per aromatizzare delle buonissime fave pugliesi per un ful (un esempio di ricetta qui) mi diverto con l’erba cipollina.

Altre erbe invece le raccolgo per un utilizzo prevalentemente cotto, di solito per vellutate dal momento che questo le rende molto gradite anche a entrambi i bambini 🙂

Le proporzioni tra le erbe possono variare (consiglio di andarci piano con le Reynoutria di cui ho già scritto qui) perchè il sapore molto limonoso potrebbe prevalere parecchio sulle altre, ma in piccola quantità è eccellente e contribuisce alla cremosità finale.

Nel minestrone o vellutata vanno la Silene vulgaris (ottima anche nei risotti!), i giovani getti di Humulus lupulus (anche lui perfetto in risotti e farinate), Lapsana communis, Symphytum officinale o consolida, ortica e infine Knautia arvensis.

La semplicità fatta ricetta è semplicemente buttare le erbe (pulite) tutte assieme con acqua o brodo vegetale, aggiungere aromi e sale a piacere, patate o fiocchi di avena per rendere più cremoso e saziante la vellutata finale. Infine dopo pochi minuti di cottura (o appena le patate sono tenere nel caso utilizziate patate), frullare il tutto con frullatore a immersione 🙂

In foto sopra ortica, consolida, lassana, reynoutria.

Si distinguono qui knautia, reynoutria, silene e qualche fogliolina in centro di Salvia pratensis.

Luppolo.


Foto sopra: silene e reynoutria.

Mi piace sottolineare quanto sia piacevole la raccolta delle erbe spontanee, MA naturalmente raccogliete solo QUANTO vi serve -con gentilezza, senza strappare, lasciando alcune piante integra- e solo ciò di cui siete assolutamente certi. Può a volte non essere sicurissima la specie, ma dovete essere sicurissimi di non confondervi con nulla di tossico.

Cercate buoni libri per il riconoscimento (io ho inserito link a wikipedia, non è sufficiente per il riconoscimento!) ed eventualmente un confronto con altri.

Raccogliere i doni della natura è sano, ecologico, economico, divertente!

Al prossimo giro scriverò due righe sui vantaggi dal punto di vista nutrizionale, stay tumed 😉

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Reynoutria japonica

Dal momento che l’inverno qui la sta tirando per le lunghe, mi sollevo il morale godendomi la confettura di Reynoutria japonica fatta l’anno scorso. Per accompagnare un semplice pane di segale integrale, lievito con pasta madre, è perfetta!

Considerata molto invasiva è possibile raccoglierne in gran quantità senza timori! E lo segnalo adesso, anche se la stagione primaverile si sta facendo attendere, perchè sarà tra le prime piante a germogliare e cacciare i giovani getti, che sono la parte commestibile (foto a seguire dell’anno scorso).

Può essere consumata, eliminando se serve la parte più fibrosa esterna e lasciandola preventivamente in ammollo una mezz’ora in acqua, un po’ come gli asparagi. Ma il sapore è del tutto diverso: acidognolo, ma non amaro, ricorda un poco il rabarbaro. Ed esattamente come il rabarbaro si presta a preparazioni dolci! Da sola (con zucchero e limone, è possibile seguire le ricette per il rabarbaro) o in associazione alle mele o altra frutta.

In versione salata i giovani getti, una volta cotti, hanno una consistenza delicatissima che si scioglie in bocca.

Consiglio caldamente la raccolta di questa pianta, purché si faccia attenzione a non raccoglierla in zone inquinate o vicine alle strade.

Aspettando la primavera

Giornate di studio, grazie al delizioso manuale di Grazia Cacciola.

Abbiamo potato le piante da frutta (limitandoci a quelle che avevano già una struttura potata) e montato finalmente la serra!

Ho ripreso esperimenti fermentanti e la cucina è invasa da odori nuovi.

Le giornate, anche se ancora fredde, cominciano ad essere più lunghe, i raggi del sole conquistano forza giorno dopo giorno e viene voglia di muoversi e svolgere attività all’aperto.

La luce del giorno ha un effetto biochimico sul nostro cervello, non è solo per teorie bislacche se all’ avvicinarsi della primavera ci sentiamo un po’ più energici.

È il periodo dell’anno perfetto per depurarsi un poco, sfruttare -non appena spunteranno- le erbe selvatiche e non, amarognole e depuranti, che sostengono l’attività di reni e fegato. È il periodo migliore per lunghe passeggiate all’aria aperta.

Creare uno spazio

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Inspirata da Silvia nella nuova casa ho cercato di creare un ambiente e soprattutto degli spazi che mi aiutassero nel coltivare le buone abitudini 😊

Possono essere tante e diverse per ognuno di noi le accortezze che ci aiutano a ricordare cosa vogliamo fare e chi vogliamo essere.

Per me il piccolo spazio della veranda è un luogo magico!

Forse perché sta esattamente al centro di un quadrato immaginario che comprende la casa e lo spazio esterno della bella stagione. È l’ambiente riparato dove sembra però di stare fuori. È anche un richiamo ad un bellissimo ricordo d’infanzia.

Le energie positive compensano lo spazio piccolo: il tappetino per la pratica yoga sta giusto giusto, soprattutto in inverno, quando le piante sono dentro.

Ma ho riferimenti visivi che mi ricordano cosa la pratica significa per me.

Lo stesso accorgimento può esserci di aiuto in cucina: abbiamo in vista alimenti sani e colorati?

Lo spazio dove sedersi e mangiare ci invita alla cura di noi e dell’ambiente? Ci ricorda i doni e le amicizie?

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Insalata di fave e cavolo viola

Il cavolo viola è il vegetale con più antiossidanti per dollaro, del resto il colore non mente.

Oltre tutto è una crucifera, quindi la famiglia di piante che presenta le maggiori proprietà antitumorali, come raccontato brevemente qui.

In insalata la preparazione è veloce, gli odori sgradevoli in cucina nulli ed i benefici massimi.

Una insalatona monopasto però deve essere un pochino più sostanziosa e pertanto, legumi! In questo caso ho aggiunto delle fave, che sono tra i nostri legumi preferiti, assieme a ceci, lenticchie ed edamame 🙂

Del resto aggiungere legumi nella propria alimentazione quotidiana aiuta, per farla breve, a vivere più a lungo! Grazie agli effetti benefici sulla salute cardiovascolare, sul controllo della glicemia, nei confronti dell’osteoporosi, sulla salute intestinale.

Tanto per ossigenare maggiormente il sangue, aggiungiamo una bella barbabietola (cotta) e come mia abitudine condisco con miso non pastorizzato e aceto di mele (o succo di limone, aceto di kombucha ecc. qualunque aceto non pastorizzato andrà bene).

Un pasto del genere si completa con un paio di fette di buon pane integrale e il dessert più sano che ci sia! Clementine 🙂

E qualche noce, ricche in omega3.

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P.S. quest’ultima foto non è relativa al pranzo odierno, ma dimostra quanto ci piaccia la combinazione cavolo viola e fave, ma vi assicuro che tutti i legumi teneri (pisellini verdi, edamame) si abbinano altrettanto bene.

Se amate unire il sapore dolce nelle insalate -cosa che io adoro, ma il marito un po’ meno- aggiungere mele o arancia a tocchetti è strepitoso!

Buone feste!

Il solstizio è arrivato e finalmente anche la scuola è in pausa per concedere giornate tranquille ai bambini.

Facciamo merende più rilassate, ci prendiamo qualche momento per lo yoga, per leggere, per giocare con la neve.

La sensazione di raccoglimento e famiglia, che mi immagino dovesse essere quello che sentiva un antenato quando poteva sedersi attorno al fuoco, è quanto di più natalizio mi venga in mente.

Auguro a tutti e tutte tanta luce e pace. E coccole e serenità. Se solo potesse essere così ovunque…

New Year Veg

Anno nuovo in arrivo: propositi nuovi!

Perchè non fare un regalo a se stessi, all’ambiente e sopratutto agli animali?

Un mini-corso via skype -o telefono- per il solo mese di Dicembre (da “utilizzare” a partire da gennaio) in offertissima: 3 incontri virtuali di un’ora ciascuno, per scoprire le basi dell’alimentazione vegetale in cucina, togliersi dubbi amletici su carenze e salute e imparare quanto è potente cominciare la rivoluzione partendo dalla forchetta!

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ognuno il suo

Chè non si mangia solo foglie 😀