Latte vegetale con Estrattore

In barba alla scarsità di denaro, mi sono da qualche tempo regalata un estrattore.
L’ho scelto perchè finivo per non usare mai la centrifuga per via dello scarto davvero troppo abbondante.
Mio figlio e mio marito amano i succhi e fornirli freschi e “rinforzati” con verdura a foglia verde, erbe selvatiche o carote o zenzero dà una mano ad inserire nutrienti preziosi.
Ciò che mi ha tentata dell’estrattore è anche il fatto che la macchina, rispetto alla centrifuga, è decisamente più eclettica, potendo essere usata anche per fare i latti vegetali o passare le minestre ed anche i legumi 😉
Così l’ho messa alla prova: latte di mandorle e latte di soia.
Il primo è veramente comodo e veloce. E’ sufficiente ricordarsi di mettere a mollo le mandorle la sera ed al mattino basta sciacquarle ed inserirle nell’estrattore in funzione, aggiungendo acqua in un rapporto di circa 1:5 (ma personalizzabile secondo i gusti). E il latte è immediatamente pronto per una colazione veloce.
La consistenza è leggermente più granulosa di un latte fatto con apposita macchina (il filtro è leggermente meno fine), ma ci si fa in fretta l’abitudine e se proprio danno fastidio è possibile versarlo nella tazza attraverso un colino a trama fine 😉
Latti di semi oleaginosi ottenuti in questo modo sono naturalmente del tutto crudi!

Il latte di soia può essere fatto con il medesimo procedimento, ma questo latte naturalmente andrà poi fatto bollire qualche minuto prima di berlo o utilizzarlo.
L’okara che esce dall’estrattore è molto più asciutto di quello che rimane nella altre macchina, da reidratare quindi un poco per usarlo nelle ricette.
Anche in questo caso c’è una granulosità maggiore, risolvibile come sopra se dà fastidio.
Io l’ho usato per fare il tofu: dopo averlo fatto bollire ho quindi aspettato qualche minuto che si abbassasse la temperatura ed ho versato il calcio solfato disciolto in poca acqua. Atteso la cagliatura e poi versato il tutto nella mia pressa. Non ho però pressato con un peso il panetto, che ho solamente lasciato scolare qualche ora.
Il risultato è stato sorprendente! La resa è eccellente, perchè i “granuli” non sono altro che piccole parti di fibra passate attraverso il filtro e quindi apportano un aumento di volume considerevole. Certo non è la soluzione ideale se state cercando un tofu dalla consistenza fine (per usarlo in creme o dolci), ma vantaggioso se lo consumate alla piastra o scrumbled.

L’estrattore si è rivelato un’ottima macchina per i latti vegetali, tanto che credo di vendere la mia soyapower.
Certo, dal momento che si tratta di una macchina più cara delle macchine per fare i latti vegetali non ha alcun senso l’acquisto solo per questo scopo.
Ora vado a fare merenda con un succo di carote, tarassaco, arancio, mela e cipolla.
Non sorridete, è una delizia 😀

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8 thoughts on “Latte vegetale con Estrattore

  1. Bellissimo acquisto, lo sogno spesso anch'io 🙂
    Sarei curiosa di vederlo in azione anche con burri di frutta secca tipo il tahin, se non sbaglio si possono fare. Io sto ancora cercando di capire se esiste un sistema casalingo che permetta di avvicinarsi al risultato ottenuto da una raffinatrice… in pratica lo vorrei fine fine fine come quello comprato, ma da ciò che dici temo che l'estrattore non sia quello che cerco 😦
    Se per caso fai una prova ci aggiorni? 🙂

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  2. Complimenti per il bel articolo
    Faccio parte dello staff della Siqur Salute, metterò un link al suo articolo sulla nostra pagina Facebook.
    Complimenti ancora..

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  3. Ho letto sugli asparagi che contengono purine e ossalati e quindi affaticano i reni, mentre in altri siti scrivono che aiutano a depurare i reni.. Dove sta la verità?

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  4. @Azabel: questo modello non credo vada bene per i “burri” 😛 Servono quelli orizzontali, tipo l'omega, credo 😉

    @Anonimo 2: credo tu sia la stessa persona che mi ha scritto via mail, vero? Io rispondo volentieri alle domande, quando la gente mi scrive, ma siccome sarebbe anche il mio lavoro ed ho anche una vita, di solito chi me lo chiede spende almeno due parole a raccontarsi o una riga di ringraziamento… tanto per 😉 Comunque gli asparagi non affaticano affatto i reni; in generale le verdure ricche di ossalati sono sconsigliate -in eccesso!- solo ha chi ha già problemi di calcoli renali a base di ossalati di calcio, la cui causa NON è, in ogni caso, l'ossalato in sè.

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  5. gli ossalati contenuti sopratutto negli spinaci ,bietole e brassisacee,se organicati,sono degli ottimi anticostipanti perche' stimolano la peristalsi.Tutte le verdure,se cotte,trasformano i propri sali minerali da organici in inorganici,il che equivale a rendere praticamente inutilizzabili gli stessi con un surplus di lavoro renale per eliminarli.Gli ossalati organici quindi non hanno nessuna incidenza negativa sulla clearence renale,mentre se “cotti” possono indurre calcolosi.

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  6. Salve, molto interessante quello che scrivi , ho provato due volte a fare il Tofu partendo dalla soia , in nessuna delle volte il Nigari è riuscito a coagulare …. Quindi niente Tofu , ho usato però un procedimento diverso dal tuo … Ho fatto bollire per 20 minuti la soia e poi l’ ho passata nell’estrattore con l’acqua di bollitura , riportato il latte 80 gradi e niente ho riprovato cambiando l’acqua nulla da fare … Proverò il tuo metodo , grazie per l’idea

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