Pizza senza glutine “alla Barbara”

Grazie al festival Libera Pentola ho potuto avere una pasta madre senza glutine di nobili origini (per vie traverse arriva niente popò di meno che da Daria, passando per le mani di Cristina) e l’ho chiamata (sì, la pasta madre DEVE avere un nome 😉 ) semplicemente LIBERA!

Lo ammetto, sul pane senza glutine ancora dobbiamo lavorare (sopratutto per quanto riguarda la conservabilità), ma abbiamo trovato una base per pizza semplicissima, facilissima, velocissima e che piace tanto ai bimbi (piccola nota: io la chiamo pizza perchè la uso come una pizza, ma se volete fare i puristi non ci somiglia poi tanto).

La libera la rinfresco sempre e solo con farina di riso integrale macinata in casa sul momento.

Mentre la base per pizza è molto prosaicamente metà farina di riso e metà farina di sorgo bianco (sempre macinato in casa, grazie al mio letteralmente adorato mulino).

Aggiungo un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e uno di sale fino (anche meno in realtà).

Gli impasti senza glutine vanno lavorati molto idratati, per darvi l’idea, mescolo tranquillamente con il cucchiaio!

Una prima lievitazione veloce nella ciotola e poi stendo direttamente a lievitare ancora un po’ nella teglia per pizza.

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Talvolta completo semplicemente con pomodoro, altre con olive nere, ma la nostra ricetta preferita è della mia amica Barbara, colonna portante della LAC pinerolese, ricetta da molti sicuramente assaggiata (In versione classica con glutine) presso la Farm Serenity Cow: una base di crema di tofu e basilico (semplicemente frullati assieme aiutandosi con un poco di olio o acqua -quest’ultima è la mia versione 😉 )e sopra un poco di zucchine velocemente rosolate a julienne.

pizza barbara

Per la pizza Barbara faccio cuocere la base in forno e solo quando quasi cotta aggiungo la crema e le zucchine, per scaldarle poco in forno.

E ancora due parole su Libera Pentola, perchè nonostante le scarsissime risorse umane e materiali, nonostante le difficoltà logistiche e il non aver trovato ancora il luogo perfetto per lo svolgersi del Festival, e insomma. Nonostante tutto, io amo l’idea di Libera Pentola e sono certa che la porteremo avanti e la miglioreremo sempre di più nella sua pratica.

Perchè libera pentola vuole essere ed è stato questo: scambio, dono, occasione di incontro. Chi vuole cogliere colga. Anche se attira di più fare i corsi strafighi e farli pagare. Pazienza.

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Libera Pentola! Nuova edizione :-)

A Candiolo (Torino: vicinissimo alla stazione e quindi niente scuse, torinesi!) il 31 Maggio, torna Libera Pentola: festival di pratiche felici 😀

Presto maggiori informazioni, ma intanto, se qualcuno desidera partecipare, contribuire, portare materiale o idee in linea con il progetto, contattateci qui: semilino@gmail.com

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