In attesa della primavera

Questa mattina le temperature erano sotto lo zero e due giorni fa la neve ha coperto tutto, lieve e fugace.

Ma ormai il sole, quando c’è, è alto e spavaldo.

Può gelare, ma l’aria di primavera permea ogni cosa.

Le gemme son gonfie, le piante più precoci già fiorite.

E prima della nevicata abbiamo anche avuto un primo assaggio di primizie, ma non quelle che si pagano a peso d’oro nei negozi, quelle spontanee, che ho solo dovuto chinarmi e raccogliere.

primizie spontanee

Ogni erba, triturata, ha aromatizzato un riso rosso integrale 🙂

Foglie di borragine (Borago officinalis), fiori di primula (Primula vulgaris), foglie di salvia (Salvia officinalis), un ciuffetto di erba cipollina (Allium shoenoprasum), folgie tenere di malva (Malva sylvestris) e infine Cardamine hirsuta.

Quet’anno una zona dell’orto non è stata pacciamata, un po’ per limitare le limacce, un po’ per dare spazio ad alcune spontanee che approfittano del terreno scoperto, come appunto la piccola e deliziosa cardamine.

Si intravedono a malapena, ma abbiamo allestito la struttura ad arco per i teli: avremo serra!

Finalmente forse riusciremo a raccogliere anche melanzane 🙂

Mentre i lavori esterni procedono un po’ a rilento, ci dilettiamo con i colori dell’ultimo cavolo viola messo a fermentare. Tre settimane di attesa e come sempre nemmeno un briciolino ino di muffa. L’immagine dell’interno della giara l’ho scattata all’apertura.

E voi? Come aspettate la primavera?

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Insalata di Cardamine e topinambour

Prima della ricetta, due parole per rinnovare i miei GRAZIE 🙂

UN anno se ne è andato e il nuovo ha portato visite molto attese, sorrisi, comunione e cibo.

Ho nuovamente ricevuto in dono marsiglia fatto a mano con dedizione da Cristina (seguite il suo blog, se ancora non lo fate! perchè oltre alle deliziose ricette, segnala la possibilità di baratto e avrete modo di godere dei suoi saponi anche voi, in questa pagina 😉 ).

Suo è anche il bellissimo pane che potete vedere nella fotografia con i formaggi freschi, poco sotto 😉

La famiglia di Annalisa è stata nostra preziosa ospite per qualche giorno ed è una gioia vedere i bambini entusiasti (l’energia non è certo mancata) e contenti di ritrovarsi, con un sentimento di amicizia che ormai credo per loro altrettanto forte che per noi “grandi”.

E infine, ma non ultimo condividere il pranzo con Eduardo, sempre solare, oltre che dispensatore di libro di ricette imperdibile (ma alla recensione dedicherò un momento tutto suo).

DSCN2471

E Anna Silvia, insostituibile co-admin del gruppo facebook Genitori Veg 🙂

Chiedo umilmente perdono in anticipo per la qualità delle fotografie ahaha

Provo a farvi venire fame con i deliziosi fermentati portati da Annalisa!

Formaggini di soia stagionati, spalmabile fresco e cremoso al cetriolo e mentuccia essiccata.

Ok, la smetto con i saluti privati e vengo all’idea di insalatina, nata a 4 mani con Annalisa semplicemente dallo sfruttare ciò che ci offre la natura piemontese nel mio non-orto di Gennaio!

Topinambour appena raccolta e grattuggiati e Cardamine hirsuta freschissima, pera tipo kaiser grattuggiata, succo di limone, frutti di cappero fermentati.

Il tutto accompagnato da pane con hummus fatto in casa.

insalata mista e hummus

Crudo, saporito e a me è piaciuta molto!

Del resto la Cucina selvatica la amo in ogni modo 🙂

 

Cavolo viola fermentato

Tre settimane fa ero da Sfood a parlare di decrescita in salsa vegetale ed ho mostrato come preparare crauti (usando il cavolo viola). Anzichè metterlo nel mio vaso per fermentazioni, troppo grosso, è stato semplicemente invasettato in un bormioli e chiuso.
Non era del tutto coperto dal liquido, ma non ho più aperto il vaso (ho però controllato la pressione interna non fosse troppa premendo la zona centrale del coperchio ).
Nessuna muffa, nessun problema, nemmeno cambiamento di colore da ossidazione in superficie!
E comunque sempre buonissimo con valeriana, frutti di cappero fermentati, semi di zucca tostati e aceto di kombucha .

Parliamo di Brassicaceae

Abbiamo IL super food, meglio dei semi di chia, delle bacche di goji e di chissà quale altro alimento miracoloso che buffamente costa suppergiù come pinoli. I cavoli 🙂

E non solo, tutta la famiglia delle crucifere (cavoli e cavolfiori, broccoli, ma anche rucola, ravanelli e senape).

Considerati salutari, quando non apertamente curativi fin dall’antichità, oggi la moderna ricerca scientifica ha confermato molti degli aspetti benefici e ne ha “scoperti” di nuovi, per esempio una spiccata azione anti-cancro. Trovate una pagina dedicata nella pagina dell’AIRC, per esempio.

Analizzando più nel dettaglio il modo migliore per consumarli però, si scopre che la cottura impedisce la formazione del composto che presenta le migliori proprietà anti tumorali, il sulforafano. Il composto in sè è stabile al calore, così come il suo precursore, ma l’enzima (chiamato myrosinasi) che trasforma il glucorafanino in sulforafano, è, come tutti gli enzimi, sensibile alle alte temperature.

Questo significa che la cosa migliore è mangiarli crudi (per esempio sotto forma di germogli di broccoli e se non siete avvezzi all’utilizzo dei germogli, consiglio la seconda edizione del libro di Grazia Cacciola, di cui avevo scritto qui, con nuovissimo sito dedicato: germogli sani), ma esiste anche una seconda possibilità e per la verità una terza!

E’ possibile tagliare il nostro cavolo o broccolo in anticipo, 40 minuti prima della cottura, in modo da dare all’enzima il tempo di agire.

Oppure ancora è possibile aggiungere, ai broccoli cotti, della senape in polvere, che, come tutte le brassicaceae, contiene l’enzima in questione.

Una brillante spiegazione la trovate qui (con annessi riferimenti bibliografici)!

Ma quanto se ne deve mangiare? Bè, il fitonutriente si ritrova nelle cellule del seno un’ora dopo il consumo! Lo studio è questo (mi spiace preveda parte del lavoro su animali 😦 ma la parte interessante e utile quella che è stata svolta su 8 donne). E la quantità sufficiente per misurare effetti positivi (in base agli studi in vitro) è perfettamente compatibile con una dieta sana, poichè ne basta mezza tazza; sebbene ovviamente l’effetto vada crescendo e sarebbe quindi consigliabile consumarne una tazza per volta.

crauti

Un altro suggerimento ancora può essere quello di fare i crauti!

La preparazione dei crauti prevede il taglio dei cavoli, la salatura e successivamente un periodo di fermentazione, senza alcuna cottura.

Otteniamo il sulforafano e gli effetti benefici dei fermenti quali il lactobacillus plantarum!

Ricordatevi solamente che l’eccesso di sale è altresì correlato ad alcuni tipi di tumore (sopratutto stomaco), cerchiamo quindi di compensare limitando o eliminando il sale agginto nella dieta quotidiana.

Le crucifere favoriscono anche le difese immunitarie a livello intestinale: contengono un fitonutriente trasformato dagli acidi nel nostro stomaco in una “chiave” per il recettore Ah (speciali recettori che coprono i linfociti intraepiteliali per riparare la barriera intestinale e fornire una prima linea di difesa dai patogeni). Queste verdure sono dunque essenziali per mantenere la funzione immunitaria intestinale come spiegato in questo articolo.

Il sulforafano sembra essere tuile anche per proteggere il cervello, la vista, dai radicali liberi; induce la produzione di enzimi di detossificazione e, come già detto, aiuta a prevenire il cancro (e migliora la sopravvivenza in caso di vari tumori).

Una fonte infinita di approfondimenti e link ad articoli scientifici è come sempre il sito Nutrion Facts. Consiglio vivamente di dare un’occhiata regolarmente a chiunque mastichi l’inglese 🙂