insalata sfiziosa di rucola

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La foto non rende giustizia alla bontà di questa insalatina.
La base è un bel mazzetto di rucola fresca; a questa si aggiunge una bella manciata di germogli di girasole.
Questi sono un pochino più lenti di altri a germogliare, io aspetto che abbiano il fusticino di qualche centimetro, così è più facile togliere la “buccia”, che è troppo dura per essere mangiata (sì, questa operazione li rende un po’ più noiosi di altri germogli, ma hanno un sapore particolare che adoro!).
Poi un poco di gorgonzola di soia a dadini.
Gorgonzola di soia???? Magari qualcuno storcerà un po’ il naso, ma per gli ex appassionati di formaggio è bellissimo togliersi questo sfizio in modo etico! La prossima volta che la prendo devo ricordarmi di chiedere il nome del produttore…
Condisco il tutto con sale, pepe, una spolverata di semi di lino macinati ed una spruzzata di limone.
E’ goduriosa!

Difficoltà dello svezzamento vegetariano/vegan

Lo dico subito per evitare confusioni: le difficoltà che si incontrano nello svezzare il proprio figlio con una dieta vegetariana o vegana NON sono nella dieta vegetariana o vegana.

Non è particolarmente difficile preparare sane pappe senza prodotti animali e non bisogna scervellarsi per fare in modo che sia bilanciata, certo, bisogna fare attenzione ed essere informati, cosa che però ritengo necessaria anche (anzi forse a maggior ragione sarebbe auspicabile) nel caso di dieta onnivora.

E allora?

Bhè, la vera difficoltà sta nel rapporto con gli altri: tutti ti giudicano, ti guardano un po’ di traverso, ti studiano per capire quanto ti ha dato di volta il cervello e tutte le altre mamme, quelle carnivore, si sentono in dovere di chiederti mille volte “ma sei sicura” con uno sguardo inquisitore, senza che esse si siano mai veramente informate sull’alimentazione che propinano ai propri figli o sulla propria.

E’ veramente faticoso e fastidioso sentirsi sempre in dovere di dimostrare che la propria scelta è altrettanto valida (dovrei dire maggiormente valida), è stressante dover sempre spiegare il perché e il percome delle cose, facendo attenzione a non offendere.

Sì perché poi il problema vero è che quando spiego le ragioni mediche oltre che etiche della mia scelta mi ritrovo a dover tirar fuori la nocività dell’assunzione di carne e derivati animali in genere e di solito a questo punto il tuo interlocutore si sente a sua volta giudicato, vive la tua risposta come un insulto alla propria dieta e si mette sulla difensiva.

Mi viene voglia di dire: “ma se sei tu che mi hai chiesto?” Io mica vado in giro a chiedere alle mamme se sono assolutamente certe di quel che danno ai bambini e se ne conoscono gli esatti valori nutrizionali contenuti!!!!

La cosa assurda è che mi trovo a dover giustificare la mia scelta di svezzamento anche con chi magari è vegetariano…

La seconda difficoltà sta nel trovare un pediatra in grado di seguirci ed eventualmente aiutarci in questa scelta: la maggior parte dei pediatri non vede un corso d’aggiornamento dall’università e quindi ora ammettono che bisogna escludere il latte vaccino almeno fino all’anno di età ed allattare almeno fino al sesto mese, ma non si sa perché continuano a proporre carne a pranzo (ma liofilizzata altrimenti lo stomaco piccino come potrebbe digerirla) e formaggio a cena (ma omogeneizzato se no…).

Questo quando il motivo per cui si esclude il latte vaccino è (cito testualmente un sito di pediatri):

· è responsabile di un eccessivo apporto di proteine e di sali minerali (sodio in particolare): tutto ciò rischia di portare ad un sovraccarico di lavoro per i reni del lattante che sono ancora impreparati a smaltire una concentrazione così elevata di proteine e minerali (si verifica infatti un innalzamento dei livelli plasmatici di azoto e si provoca quello che in termini medici viene definito un elevato carico renale di soluti)

· contiene livelli di ferro trascurabili e a biodisponibilità molto bassa: in altre parole il poco ferro contenuto nel latte di latteria viene assorbito solo in minima parte dall’organismo

· induce microemorragie gastrointestinali, non visibili a occhio nudo, anche in assenza di segni di intolleranza al latte: ciò può aumentare la probabilità di andare incontro ad un’anemia. Infatti la frequenza di sideropenia (cioè di bassi livelli di ferro nel sangue) a 12 mesi è significativamente più elevata nei lattanti che ricevono latte vaccino. La sideropenia, anche senza anemia manifesta, può influire negativamente sullo sviluppo psicomotorio e comportamentale del bambino

· non contiene una sufficiente quantità di acidi grassi essenziali (indispensabili per una corretta formazione delle fibre nervose e della struttura delle membrane cellulari) e di vitamine (soprattutto la vitamina D, fondamentale per fissare il calcio nelle ossa, la vitamina A, che protegge la pelle e le mucose e rinforza la vista, e la vitamina C, che possiede un’azione anti-infettiva e ha un ruolo importante nell’assorbimento di ferro da parte dell’organismo).

Non vedete un controsenso nel proporre carne e formaggio?

Mah…

Torta di cavolo cappuccio

Pasta: 300 grammi di farina integrale biologia; 150 grammi di olio extra vergine di oliva; un goccio d’acqua o di latte do soia e un pizzico di sale.

Amalgamare bene tutti gli ingredienti e poi lasciare riposare una trentina di minuti in frigo. Poi stendere bene in una teglia o sulla carta da forno, così lo stampo è pronto per essere riempito!

Ripieno: in una padella ampia fare rosolare uno spicchio d’aglio e poi mezzo cavolo cappuccio viola (o meno se è grosso) tagliato fine. Salare un poco e a piacere aggiungere un po’ di peperoncino.

A parte nel mixer frullare un panetto di tofu con del latte di soia fino ad ottenere una crema un po’ liquida e aggiungere gomasio a piacere.

Infine mescolare le verdure saltate alla pastella di tofu e farcite la torta!

Dopo aver ripiegato i bordi della pasta infornate a 200 gradi per una ventina di minuti.

Buon appetito!

confettura speziata di mele

Al mercato ho comperato per pochissimo 2 Kg abbondanti di mele,( locali, avranno fatto 10 km per arrivare a me) di due tipi: gialle e rosse, piccole e un po’ ammaccate, ma tanto dolci.

Così via di marmellata visto che ne facciamo andare un sacco al mattino a colazione sulle fette biscottate!

Si prendono due chili di mele pulite e tagliate a pezzetti (se è bio o ben lavata in acqua e bicarbonato lasciamo la buccia!) e li si mette in un pentolone sul fuoco. Aggiungo 250 g di zucchero grezzo di canna, possibilmente bio ed equo e solidale. Quando il tutto inizia ad ammorbidirsi, lo passo velocemente col frullatore ad immersione (perché preferiamo la marmellata senza grossi pezzi, ma è questione di gusti). A questo punto aggiungo una bustina di fruttapec (ma una sola per 2 Kg), così posso permettermi di lasciare il tutto sul fuoco non più di mezz’ora o comunque fino a quando raggiunge la consistenza gradita facendone raffreddare un poco su un piattino.

A cottura ultimata aggiungo noce moscata e cannella in parti uguali.

Si mette subito nei vasetti, li si riempie quasi fino all’orlo, si chiude bene e li si lascia raffreddare capovolti.

E’ leggera, ma buonissima!

Ah!
Ho terminato il 2007 con una bella serata a casa di amici, assieme al mio compagno, al topo (il mio bellissimo bimbo) e una deliziosa cena vegan che mi ha tramortito i sensi tanto era buona!
Così inizio l’anno nuovo con questo blog, perchè mi sia un po’ da taccuino di appunti, da spazio di confronto, da libretto di ricette in cui segnare quelle che vorrei poter fare assaggiare a tanti!
I buoni propositi per il 2008 sono tanti: produrre meno rifiuti, acquistare meno, autoprodurre di più, trovare il tempo per leggere ogni giorno, amare indefinitamente di più ad ogni attimo il mio topo, il suo splendido padre, le mie care bestiole…
Spero di incontrare amici, lungo questa strada, che mi aiutino a crescere e ad avere la forza, sempre, per portare avanti le cose in cui credo.
Buon anno!

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