Chick.E.Cheez Sauce

Il merito di questa salsa-sugo è tutto del favoloso libro di Jo Stepaniak, “The ultimate uncheese Cookbook”. Che si trova in internet su Ibs o su Amazon.

Si tratta di una salsa versatile, facile da fare e veloce; testata personalmente come condimento per la pasta (avebdo l’accortezza di lasciare nella pentola un poco dell’acqua di cottura, in modo da far sciogliere bene la salsa) e come base di condimento per un panino o un toast, cui si può aggiungere le classiche foglie di lattuga, pomodoro, eccetera eccetera…

Ingredienti:

-2/3 tazza di lievito di birra alimentare in scaglie

-1/2 tazza di faina di ceci (sostituibile con altre farine)

-2 tazze di acqua

-2 cucchiai di olio extra vergine di oliva

-un pizzico di sale (si può omettere)

-1/2 cucchiaino di origano, rosmarino, timo (o quello che preferite)

-1/2 cucchiaino di cipolla secca tritata

-pizzico di pepe

-1 o 2 cucchiaini di miso

-2 o 3 cucchiaini di succo fresco di limone

Preparazione:

Mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti (eccetto il succo di limone ed il miso), sciogliendo accuratamente i grumi.

Trasferire in una pentola e cuocere a fuoco medio, mescolando continuamente, fino ad ottenere una salsa spessa e cremosa.

Aggiungere dopo aver tolto dal fuoco il miso e succo di limone mescolando bene. Si può servire caldo, tiepido, freddo! Su pasta, patate bollite, verdure al vapore, infarcire un panino o inventare una fondue!

Cuoricini biscottini

Ormai il problema principe delle mie giornate è come smaltire l’okara fresco che mi fa le linguacce dal frigo (a quello surgelato penserò quando avrò tempo di disibernarlo)!

Così ormai lo uso anche per i dolci! In particolare i biscotti, in questa casa, vanno a ruba, perchè c’è l’abitudine di sgranocchiarne un paio dopo i pasti (oh, al posto del goccino)!

Ingredienti:

-200 grammi di okara fresco

-300 grammi di farina integrale di grano tenero

-8 cucchiai di olio extra vergine di oliva

-90 grammi di fruttosio

-una spolverata di cannella

Preparazione:

In una ciotola capiente mescolo tutti gli ingredienti, senza un ordine preciso, purchè si amalgami molto bene. La quantità esatta di farina dipende da quanto è bagnato il vostro okara, aggiustatevi fino ad avere un impasto compatto e non più appiccicoso.

A questo punto stendetelo bene, date le forme con gli stampini e posate i biscottini su carta da forno o su una teglia oliata e infarinata.

Io li ho lasciati cuocere in forno, preriscaldato, a 200 gradi per 15 minuti. Siccome però ho sperimentato personalmente che ogni forno fa di testa sua, controllate l’aspetto dei vostri biscotti e spegnete quando vi sembrano ben dorati!

Essicatore home-made!

Evviva! Era un po’ che ci rimuginavo; poi ho comprato il libro “Solo crudo”, di Sara Cargnello e Stefano Momentè, che consiglio vivamente, ed ho cominciato a sbavare al pensiero. Così quel sant’uomo del mio compagno si è rimesso all’opera: misure, chiodini, pannelli in legno e griglie recuperate da un vecchio frigorifero (come consigliato sul libro) e voilat!
L’essicatore fatto in casa!!!
In sostanza si tratta di una struttura con tre ripiani, due lampadine a generare calore in basso, dei fori per permettere la circolazione dell’aria (coperti da una retina per evitare che entrino gli insetti), che consente di essicare gli alimenti anche in inverno o quando non c’è proprio un gran bel sole…
Certo le lampadine a incandescenza non sono il massimo in termini di efficienza energetica, ma programmandosi un poco conto di riuscire ad usarlo sempre “a pieno carico”, magari un paio di volte al mese, per mettermi da parte qualche leccornia essicata e sperimentare alcune favolose ricette crudiste!
Inoltre verdure varie essicate sono eccellenti come base per sughi e conserve (per esempio sott’olio) e conservano le qualità nutrizionali di un alimento “vivo”.
Anche se non sono crudista, credo comunque che sia importante mangiare quotidianamente alimenti “manipolati” il meno possibile.
Sù sù, è facile da fare, tutti all’opera!

P.S. Il mio essicatore ha il primo ripiano molto vicino alle lampadine. Questo causa temperature anche molto alte immediatamente sopra le stesse (che superavano i 40°C arrivando a quasi 60!). Ho risolto il problema appoggiando direttamente sopra le lampadine uno spandifiamma in ghisa (praticamente è un disco in ghisa) che assorbe il calore e lo rilascia in maniera più graduale e sopratutto meno diretta!
Naturalmente per chi invece si accinge a costruire il proprio essicatore consiglio di aumentare lo spazio tra lampadine e primo ripiano, pur rimanendo comunque valida l’idea di un diffusore più omogeneo del calore come lo spandifiamma…

Sformato di okara e broccoli

Ehhh, sempre okara… Ma bisogna pur farci qualcosa no? Il mio, se non si fosse capito, è un caldo invito a passare tutti ai latti vegetali (qualora non foste vegan) e soprattutto ad autoprodurli!!! J

Inoltre è vero che chi non fa latte di soia o tofu può indispettirsi, ma è altrettanto vero che chi invece li produce deve trovare continue idee per utilizzare l’okara! Definirlo scarto è riduttivo: è ancora ricco di proteine, Sali minerali e fibre!

Ingredienti:

-200 grammi di okara fresco

-200 grammi di panne raffermo ammolato e poi strizzato

-150 grammi di broccoli cotti al vapore

-1 spicchio di aglio

-1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva

-sale, pepe e paprika a piacere

Preparazione:

E’ sufficiente amalgamare bene l’okara al pane ed ai broccoli schiacciati in poltiglia. A questo si aggiunge l’aglio, tritato o schiacciato, l’olio e le spezie.

Una volta messo il composto in una terrina si può infornare subito a 200 gradi per una mezz’ora.

Lo sformato è molto più saporito e di giusta consistenza se si ha il tempo di lasciarlo stiepidire; o meglio, riscaldato il giorno dopo!

La ricetta è veloce da fare, ma saziante e ottimo secondo o contorno.

Pannolini lavabili


Credo sia dovere di tutti cercare di ridurre il volume dei propri rifiuti. Per un genitore questo implica affrontare la questione pannolini: ogni bimbo ne “produce” letteralmente una montagna!

La produzione dei pannolini è fortemente dispendiosa in termini di acqua ed energia, inoltre i pannolini sono prodotti con sostanze plastiche non biodegradabili ed altamente inquinanti, per non parlare dei gel che vengono inseriti nell’imbottitura (in modo da fare pannolini sempre più sottili) che trattengono la pipì, ma sono accusati di essere nocivi e certamente irritanti per la pelle del bambino.

Esistono dei pannolini ecologici, che sono (in Italia) i Moltex e i Naturaè, parzialmente biodegradabili i primi, completamente i secondi ed entrambi non sbiancati con cloro. Non sono poi tanto più cari di un qualunque altro pannolino di marca. Ma sono pur sempre prodotti usa e getta, che andrebbero quindi limitati per quanto possibile.

La scelta migliore appare dunque quella dei pannolini lavabili. Sono cari, ma si riusano appunto infinite volte, ammortizzando presto il costo, si riduce di mooolto la quantità di rifiuti prodotta dalla famiglia e sono ottimi per la salute della pelle del bambino.

Io non sono riuscita ad usare i classici ciripà, in cotone biologico con mutandina plastica da mettere ancora sopra, perché veramente un po’ scomodi. Ho optato per la soluzione dei pannolini tipo Kooshies, che hanno un “ripieno” di cotone assorbente che va inserito all’interno del pannolino; questo è rivestito di un materiale che impedisce la fuoriscita di liquidi e si mettono e chiudono come un normale pannolino, con il velcro oppure con dei bottoncini a clic-clac.

Ho scelto quelli modello taglia unica, che permettono di risparmiare parecchio essendo utilizzabili a lungo. Non vanno bene per i primissimi mesi, quando il bambino è molto piccolo, ma un buon compromesso può essere quello di usare gli usa e getta ecologici i primi mesi (quando tra l’altro le pupù sono più liquide e frequenti) per passare ai lavabili appena le dimensioni lo consentono. Altrimenti esistono comunque pannolini lavabili di tutte le taglie!

Per eliminare più facilmente la pupù è possibile appoggiare nel pannolino una speciale velina biodegradabile, che al momento del cambio va semplicemente gettata (con eventuali sorpresine) nel WC.

Veniamo ai numeri: io ho 13 pannolini e solo la notte uso un pannolino usa e getta ecologico. Così facendo riesco a fare una lavatrice, MEZZO CARICO, a giorni alterni, per i pannolini. Questi infatti andrebbero lavati separatamente dal resto del bucato, a 60 gradi (ma ogni tanto faccio meno) e senza detersivo, perché i saponi cerano i tessuti pregiudicandone la capacità di assorbire i liquidi. Al posto dell’ammorbidente (questo vale per tutto il bucato) basta usare una soluzione di acqua e acido citrico al 10 o 15%, chè è economica ed ecologica!

Tengo una bacinella con dell’acqua ed un poco di detersivo vicino al fasciatoio, in cui metto in ammollo i pannolini sporchi in attesa di essere lavati. In lavatrice invece metto solo uno sbiancante-igienizzante ecologico a base di per carbonato.

Io mi trovo molto bene ed è una soluzione che consiglio a tutti.

I siti da cui mi sono fornita sono:

www.ecobaby.it

www.pocket-bots.com

Insalata di cavolo

Questa è la stagione di cavoli, cavolfiori, cavoli-verza… Ma sono così buoni e fanno così bene che sarebbe un peccato non approfittarne e non mangiarli in tutte le salse!

Anche crudi, ovviamente!

Ingredienti:

-1/4 di cavolo verde di medie dimensioni

-100 grammi di tofu affumicato

-un cucchiaio di semi di girasole

-un cucchiaino di gomasio

-un cucchiaino di semi di lino macinati

-una tazza di germogli di alfa-alfa

-un cucchiaio di aceto

-un cucchio di olio extra vergine di oliva

-un cucchiaino di senape a grani interi

Preparazione:

Tagliate il cavolo a striscioline sottili ed il tofu a cubetti. Metteteli in una insalatiera ed aggiungeteci i germogli.

A parte in una tazzina fate “sciogliere” la mostarda con l’olio e l’aceto.

A questo punto potete unire gomasio e lino. Mescolate bene bene et voilat!

Bella saziante, quasi una cena leggera completa!

Biscotti di okara e miglio

Ho sempre il “problema” di smaltire l’okara. E il moroso ha una perenne voglia di qualcosina di dolce dopo cena (e se è a casa a merenda), così devo cercare soluzioni sfiziose, ma leggere e sopratutto, sane.

Questi biscottini sono perfetti!

Ingredienti:

-200 grammi di okara fresco

-150 grammi di farina integrale di grano tenero

-70 grammi di fruttosio

-1 cucchiaino di lievito vanigliato (opzionale)

-4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

-1 tazza di miglio soffiato

Preparazione:

In una ciotola mescolate la poltiglia di okara assieme a tutti gli ingredienti tranne il miglio. Dovreste ottenere un impasto abbastanza compatto, ma che si riesce a impastare con il cucchiaio. Se necessario aggiungete poca acqua; io non devo farlo, ma dipende da quanto è “bagnato” il vostro okara!

Quando l’impasto è ben amalgamato va lasciato a riposare in frigorifero per un’oretta.

Passato questo tempo preriscaldate il forno a 180°C e preparate una teglia infarinata o carta da forno.

Aggiungete all’impasto la tazza di miglio soffiato e impastate con le mani. Stendete l’impasto appiattendolo con le mani, poi cospargetelo con poca farina per renderlo meno appiccicoso e poter usare il mattarello.

Quando è ben steso tagliatelo con gli stampini per biscotti o semplicemente con la rotella e infornate a 180°C per 20 minuti. Il mio forno è a gas e non ventilato, quindi i tempi di cottura potrebbero variare parecchio in condizioni diverse! Tenete d’occhio i vostri biscottini fino a quando non saranno ben dorati ed inizieranno a scurirsi sui bordi!

Sono veramente buoni!

PLUM CAKE kiwi-uvetta

E’ un dolce molto leggero, morbido, perfetto per la colazione o la merenda, accompagnato da un bel centrifugato di frutta!

In realtà ho avuto l’ispirazione proprio pensando ad un modo per sfruttare la poltiglia di kiwi rimastami dopo aver fatto un centrifugato…

Questa ricetta può essere adattata a qualsiasi altro frutto e basta tagliare e spappolare un poco la frutta se non fate i centrifugati!!!

Ingredienti:

-2 bicchieri di farina integrale di grano tenero

-1/2 bicchiere di poltiglia di kiwi

-1/2 bicchiere di uvetta (sostituibile con granella di mandorle o nocciole!)

-1 bicchiere di latte di soia

-1 bustina di lievito vanigliato

– 3 cucchiai di malto di riso

-2 cucchiai di olio extra vergine di oliva

Preparazione:

In una ciotola capiente mescolare bene tutti gli ingredienti secchi. A parte fare altrettanto con frutta e latte di soia. Solo alla fine unire le due parti amalgamando molto bene.

Dovete ottenere un composto che si mescola con un mestolo, molto morbido e quasi “pastelloso”.

Porre il composto in uno stampo da plum-cake o stampini da muffin e infornare, in forno preriscaldato a 180°C per venti minuti circa.

Viene soffice soffice e molto gustoso!

Pressa per il tofu


Premetto che non è essenziale avere una pressa per fare il tofu: un colapasta farà altrettanto bene.
Ma siccome il mio amore era disposto a costruirmene una, eccola qua!
Non si vedono nella foto, ma ha dei piccoli piedini che la tengono leggermente sollevata da terra, in modo da lasciar sgocciolare via l’acqua.
Il fondo (si intravede) è bucherellato per la stessa ragione.
Il coperchio è piccolo, in modo da infilarsi all’interno della struttura, per andare ad appoggiarsi sul tofu cagliato coperto da un canovaccio.
Infine ci sono due pomellini per sollevare il coperchio, posti lateralmente, in maniera tale da lasciare lo spazio per appoggiare un peso (io uso una bottiglia piena di acqua).
Vedere che il proprio tofu esce con una forma regolare dà una piccola soddisfazione in piu!

Cuori alla zucca

Praticamente un piatto unico, a forma di cuore per l’occasione del San Valentino!

Il piatto in sè è veramente elementare e semplice, ma si presenta bene ed è comodo perchè può essere anche mangiato prendendo i cuori con le mani (e magari inboccandosi a vicenda!).

Ingredienti:

Per l’impasto:

-250 grammi di farina integrale

-50 grammi di germe di grano

-5 cucchiai di olio extra vergine di oliva

-120 ml di birra

Per il ripieno:

-250 grammi di zucca

-2 pugni di lenticchie rosa

1 spicchio di aglio

-1 pizzico di zaatar (spezia a base di sesamo, cumino , summak e coriandolo)

Preparazione:

In una ciotola ampia mescolare la farina con il germe di grano, mettere l’olio e aggiungere poi lentamente la birra, fino ad ottenere un impasto omogeneo, non appiccicoso e abbastanza elastico. Lasciare riposare l’impasto in frigo almeno un’ora, ma di più è meglio! E’ possibile prepararlo il giorno prima e lasciarlo in frigo avvolto nella pellicola…

Per il ripieno tagliare la zucca pulita a cubetti. In una padella fate soffriggere lo spicchio d’aglio, schiacciato o a fettine molto sottili a seconda che vogliate poi toglierlo o meno. Unite a rosolare la zucca ed i due pugnetti di lenticchie, aggiungendo circa un bicchiere d’acqua. Fate cuocere per venti minuti circa, fino a che l’acqua non si sia evaporata quasi del tutto e le lenticchie siano quasi spappolate.

Stendete l’impasto con il mattarello e con degli stampini a forma di cuore (o altro) tagliate tante forme che poserete sulla teglia. Mettete un cucchiaio di zucca e lenticchie su ogni cuore. Appoggiate sopra una seconda forma in modo da chiuderli e premete leggermente sui bordi.

Il tutto va infornato a 200°C per circa 20 minuti. Dovrebbe avanzare della zucca con lenticchie, che potete usare per accompagnare e guarnire il piatto di cuoricini.

Se lasciati stiepidire un poco sono un ottimo finger-food!

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