Polenta pomodoro e funghi


Ebbene sì, qui è ancora inverno praticamente. Per cui questo piatto caldo-fumante ci sta tutto.
Utilizziamo le previdenti scorte messe via per l’inverno, come la passata di pomodoro ed i funghi essicati.
Io ho usato mazze di tamburo, raccolte dal topo medesimo. Lo scorso autunno ne abbiamo raccolte parecchie e molte sono state mangiate al volo. Le più grosse però, le teste tutte aperte, le ho fatte essicare nell’essicatore (ma per i funghi nessun problema, va benissimo il termosifone) e li ho usati poi in risotti, paste e… qui!
Come si vede nella foto (anche se sembra un po’ carne, lo so) le testone essicate le ho tagliate a spicchi, fatte rinvenire in acqua e poi messe a insaporire un semplice sugo al pomodoro con soffritto con aglio e cipolla, in olio evo.
No sto nemmeno a scrivere la ricetta della polenta (farina di mais, da versare a pioggia nell’acqua bollente, mescolando continuamente; per i tempi di cottura dipende dalla grana della farina e se è precotta o meno). Per una polenta piuttosto soda si consiglia acqua, in perso, pari a quattro volte la farina. A me piace più morbida, il giorno stesso, ma è questione di gusti. Il giorno successivo, tagliata a fette, la polenta è deliziosa fritta o in forno, sbizzarritevi!
I pregi della polenta sono svariati! Innanzitutto il costo, veramente contenuto (non a caso era il cibo dei poveri), anche perchè la resa della farina è eccezionale e con pochissima farina si ottiene polenta per più persone; poi la semplicità di preparazione e la possibilità di farne in abbondanza e riusarla nei giorni successivi. Infine è un piatto leggero (bè, dipende anche dall’accompagnamento però!) e digeribile.
Scegliete farina bio, così evitiamo gli OGM.
Questa ricetta è ovviamente ottima anche come pappa per i bambini più piccoli. Per quelli veramente piccini si sconsigliano i funghi, ma è sufficiente lasciare da parte un po’ di sugo semplice al pomodoro, oppure condire la polenta con olio evo, lievito alimentare in scaglie ed al limite con una grattata di formaggio veg!
Un’ultima nota: sebbene di consistenza leggermente diversa, per chi di voi avesse un mulino, consiglio la polenta di miglio! Un po’ più appiccicosa e quindi difficile la cottura, ma è senz’altro più bilanciata, energetica e oltretutto alcalinizzante (il miglio è l’unico cereale che non acidifica) e remineralizzante.

Pesto crudo di cavolo nero (di Susi)


L’ idea di fare un pesto, crudo, con il cavolo nero, l’ho presa qui .
E’ un ottimo modo per proporre questa deliziosa verdura, cruda, anche ai bambini! L’ho già usato per condire semplicemente la pasta, ottima guarnizione per dei crostini come antipasto, buonissimo ripieno per sedano verde o altre crudité, eccellente con il boulgour (grano germogliato spezzato, nella foto il topo che apprezza)!

Pop corn di amaranto


L’amaranto è un delizioso semino (molto simile alla quinoa, ma ancora più piccolo) dalle eccellenti proprietà nutrizionali (da wikipedia): “Ricco di proteine, fino al 16%, con elevato valore biologico contenendo, rispetto ai cereali, il doppio di lisina, amminoacido essenziale di cui sono carenti quasi tutti i cereali. Ha un elevato contenuto dicalcio, di fosforo, di magnesio e di ferro. Grazie inoltre all’elevato contenuto di fibre, ha un effetto positivo sulla digestione e sul ricambio. Essendo privo di glutine è indicato per l’alimentazione di chi è affetto da morbo celiaco, o ha problemi intestinali, ma anche ai bambini nel periodo dello svezzamento”.
Deve cuocere per 20 minuti in pentola a pressione ed essendo veramente molto piccolo si presenta alla fine con una consistenza simile alla polenta.
Come averne in fretta e pronto per vari usi? Basta farlo in pop corn!
Bisogna riscaldare ben bene una padella antiaderente. Quando sarà molto calda versiamo un cucchiaio di semini e copriamo subito con un coperchio. Lasciamo chiuso fintanto che sentiamo scoppiettare e spegniamo la fiamma non appena la frequenza degli scoppiettii diminuisce (per non bruciarlo).
Voilat i pop corn di amaranto! Sono piccolissimi e dal profumo veramente gradevole.
Averne un barattolino già scoppiato a disposizione è un ottimo modo per aggiungerne velocemente un cucchiaio nella zuppa/minestra, nel muesli, ai risotti o altri cereali.
Un toccasana per i bambini!
E poi è veramente, ma veramente buono!
Interamente dedicato all’argomento questo 3D…

La merenda preferita del topo

Di solito per merenda lui mangia frutta fresca (che adora, tutta) o/e yogurt di soia fatto in casa e frutta secca, in particolare fichi ed albicocche secche. Questi alimenti non si escludono a vicenda, ma dipende unicamente da quanto il bimbo sia affamato! Se sembra avere ancora fame dopo lo yogurt o la frutta niente di più comodo (oltre che ottima fonte di calcio) che aggiungere un fico secco.
Ma questa è in assoluto la merenda preferita del topo!

Si tratta semplicemente di una bella banana matura schiacciata con la forchetta, allungata con un poco di succo di mela o ananas o arancia (naturalmente succhi 100%, senza zucchero), a cui aggiungo un cucchiaino di semi di lino ed un cucchiaino di semi di zucca tritati con il macinacaffè.
In questo modo il topo assume una buona metà della dose giornaliera raccomandata di semi di lino, indispensabili per assicurare un corretto apporto di omega3; inoltre mettendoli su di una pietanza fredda sono certa che il calore non li alteri.
In secondo luogo l’unione di semi di zucca, ricchissimi di ferro, ad una fonte di vitamina C quale è la frutta, assicura un’assorbimento ottimale di questo prezioso elemento.

Pappa ai fiori di zucca e vacanze!

Finalmente domani partiamo per passare una settimana in Lazio da mia zia! Così il topo vedrà finalmente il mare e noi genitori speriamo di riuscire a fare una scappata al Parco Nazionale d’Abruzzo!
Mi piaceva mettere questa fotografia, per salutare prima delle vacanze, perchè è l’unica recente assieme al topo, sono sempre io altrimenti a fare foto a lui!
Parliamo di pappe, ora.

Questa la ruberei al topo tanto è buona!
Si tratta di far bollire in poca acqua, per qualche minuto un pezzo di carota ed un pezzo di zucchina tagliate a pezzetti; quando sono morbide aggiungo due fiori di zucca (l’orto ce ne regala di bellissimi!) e circa cinque cucchiai di fiocchi d’avena. Spengo il fuoco e lascio che i fiocchi assorbano per bene l’acqua, se necessario ne aggiungo un poco. Per completare la pappa aggiungo una strisciolina di tofu ai semi di sesamo (ricco di calcio) tagliata a cubetti.
Quando la pappa è bella morbida frullo velocemente il tutto. Un’aggiunta di semi di lino macinato e di olio extra vergine di oliva, completa il piatto!

"Omogeneizzato" fatto incasa: i legumi

Almeno un pasto nella giornata del topo è accompagnato da legumi.

Siccome questi hanno solitamente tempi di cottura molto lunghi e quelli in scatole mi danno poca simpatia, cerco di averne sempre un po’ surgelato in monoporzioni nei vasetti da omogeneizzato.

Al momento della pappa scongelo il tutto a bagnomaria, unendolo all’acqua con i cereali (o crema d’orzo, semolino di riso, quinoa, miglio, ecc).

Aggiungo spesso, solo all’ultimo minuto prima di servire la pappa, del prezzemolo, fresco o surgelato, che essendo ricco di vitamina C aiuta l’assimilazione del ferro.

Ah! Il barattolino nella foto non è ammuffito! E’ solo appena uscito dal freezer! 😉

Ingredienti:

-1 parte di azuki (verdi o rossi), solitamente io metto due pugni per ogni ingrediente

-1 parte di lenticchie

-1 parte di verdure miste

-2 cucchiai di semi di zucca (o più, se avete messo più “pugni” per ogni ingrediente

-acqua

Preparazione:

In una pentola colma d’acqua verso i legumi e le verdure. Lascio cuocere a lungo, in base ai tempi di cottura del legume più “lento”, in questo caso 40 minuti. Durante questo tempo solitamente l’acqua si è quasi del tutto evaporata.

A fine cottura aggiungo i semi di zucca, ricchissimi di ferro, e li lascio ammorbidirsi qualche minuto.

Frullo bene il tutto con il frullatore ad immersione e una volta versato in barattolini, lascio raffreddare e poi ripongo nel freezer.

In questo modo cerco di avere sempre a disposizione un piccolo mix di legumi, cui aggiungo olio, sapori e carboidrati, che mi permette di preparare un pasto completo in maniera più veloce!

Pappa di quinoa con cavolfiore

Stavo facendo per me la pasta con cavolfiore, così ho semplicemente preso una bella rosetta di cavolfiore assieme alla sua acqua di bollitura (al solito circa 200 ml, ma io vado ad occhio) e vi ho aggiunto 5 cucchiai di fiocchi di quinoa.

La quinoa è eccellente per i bambini (e per i grandi!) perchè ricca di amminoacidi, Sali minerali e vitamine.

Lasciando il tempo ai fiocchi di assorbire per bene l’acqua bollente, ho aggiunto un dadino di tofu fatto in casa e poi solo frullato il tutto ed aggiunto un cucchiaino raso di tahin e mezzo di lievito di birra in scaglie. Naturalmente un filo di olio extra vergine d’oliva e un poco di semi di lino macinati.

Il topo apprezza molto il cavolfiore, in questa casa lo adoriamo tutti, anche solo cotto al vapore e condito con un filo d’olio!