Injera ed esperimenti con il teff

E amore fù: abbiamo per la prima volta acquistato del teff (talmente piccolo, essendo il cereale più piccolo del mondo, che ho temuto il mulino casalingo non riuscisse a macinarlo)!

Per provare a fare l’injera ho seguito questa ricetta e come si evince facilmente anche dalla fotografia, la fermentazione spontanea e selvatica è partita gagliarda dopo il primo giorno. Non avendolo potuto cuocere alla fine del secondo giorno di fermentazione ho spostato la pastella in frigorifero (8°C).

pastella teff

Non ho messo olio di semi nell’impasto, solo un poco di sale, ma ho unto leggermente con olio extra vergine di oliva la padella ben calda per la cottura.  Dal momento che nei video etiopi in cui viene mostrata la preparazione tradizionale è evidente come l’impasto sia decisamente liquido, prima di cuocere ho allungato l’impasto della foto con acqua, arrivando ad una consistenza tipo pastella per crepes.

Per assaggiare il risultato e godercelo appieno ne abbiamo fatto una cena, accompagnando l’injera con uno stufato di pomodori  (pelati, dal momenti che siamo in inverno) piccantino.

injerainjera con salsa

Per sperimentare, avendo subito amato il profumo nocciolato ed il sapore nitido, ma delicato di questo nutriente cereale, ho rimesso subito al lavoro i lieviti di casa, questa volta provando a fare una pastella più densa e facendola cuocere più spessa, per ottenere una sorta di pane piatto, ma molto morbido e forse più pratico per accompagnare i pasti di tipo occidentale.

E che dire, proprio buono!

pane teff

E sì, il teff è cereale adatto anche ai celiaci 😉

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idli e dosa

Mi ripeto, lo so. La ricetta (anche del chutney di pomodoro che ui è un evergreen) l’ho già scritta qui.

E’ che far fermentare pastelle di legumi e cereali è sempre uno spasso, oltre che benefico!

Per discutere in gruppo di Fermenti, vi invito al gruppo facebook Wild Fermentation Italia.

Vi lascio quindi condividendo le fotografie dei vari passaggi 🙂

 

Insalata di Cardamine e topinambour

Prima della ricetta, due parole per rinnovare i miei GRAZIE 🙂

UN anno se ne è andato e il nuovo ha portato visite molto attese, sorrisi, comunione e cibo.

Ho nuovamente ricevuto in dono marsiglia fatto a mano con dedizione da Cristina (seguite il suo blog, se ancora non lo fate! perchè oltre alle deliziose ricette, segnala la possibilità di baratto e avrete modo di godere dei suoi saponi anche voi, in questa pagina 😉 ).

Suo è anche il bellissimo pane che potete vedere nella fotografia con i formaggi freschi, poco sotto 😉

La famiglia di Annalisa è stata nostra preziosa ospite per qualche giorno ed è una gioia vedere i bambini entusiasti (l’energia non è certo mancata) e contenti di ritrovarsi, con un sentimento di amicizia che ormai credo per loro altrettanto forte che per noi “grandi”.

E infine, ma non ultimo condividere il pranzo con Eduardo, sempre solare, oltre che dispensatore di libro di ricette imperdibile (ma alla recensione dedicherò un momento tutto suo).

DSCN2471

E Anna Silvia, insostituibile co-admin del gruppo facebook Genitori Veg 🙂

Chiedo umilmente perdono in anticipo per la qualità delle fotografie ahaha

Provo a farvi venire fame con i deliziosi fermentati portati da Annalisa!

Formaggini di soia stagionati, spalmabile fresco e cremoso al cetriolo e mentuccia essiccata.

Ok, la smetto con i saluti privati e vengo all’idea di insalatina, nata a 4 mani con Annalisa semplicemente dallo sfruttare ciò che ci offre la natura piemontese nel mio non-orto di Gennaio!

Topinambour appena raccolta e grattuggiati e Cardamine hirsuta freschissima, pera tipo kaiser grattuggiata, succo di limone, frutti di cappero fermentati.

Il tutto accompagnato da pane con hummus fatto in casa.

insalata mista e hummus

Crudo, saporito e a me è piaciuta molto!

Del resto la Cucina selvatica la amo in ogni modo 🙂

 

Cavolo viola fermentato

Tre settimane fa ero da Sfood a parlare di decrescita in salsa vegetale ed ho mostrato come preparare crauti (usando il cavolo viola). Anzichè metterlo nel mio vaso per fermentazioni, troppo grosso, è stato semplicemente invasettato in un bormioli e chiuso.
Non era del tutto coperto dal liquido, ma non ho più aperto il vaso (ho però controllato la pressione interna non fosse troppa premendo la zona centrale del coperchio ).
Nessuna muffa, nessun problema, nemmeno cambiamento di colore da ossidazione in superficie!
E comunque sempre buonissimo con valeriana, frutti di cappero fermentati, semi di zucca tostati e aceto di kombucha .

Focaccia al piattello.

Scegliete la ricetta di focaccia che più vi piace (io vado sempre a naso, non faccio testo).

Raccogliete foglie di Hypochaeris radicata in luogo pulito.

Il piattello è una delle nostre erbe preferite perchè decisamente poco amara e pertanto gradita anche ai bambini!

Inoltre, laddove comune, è spesso molto abbondante, resistente anche ai tagli e agli sfalci ravvicinati e come capita per molte erbe, l’autunno è nuova occasione di raccolta (in realtà, il piattello, si può raccogliere praticamente tutto l’anno -tranne che sotto la neve o dopo gelate- se l’estate non è troppo asciutta o cresce in un prato che viene irrigato).

Insomma, quale che sia la vostra focaccia, sarà divertente anche per i più piccini decorarla con le foglie di adorabili malerbe 🙂

focaccia ceci-piattello cruda

Io metto pochissimo olio (direi che si intuisce dalle immagini), qualche oliva e infine un poco di lievito alimentare in scaglie.

E la cena è subito più divertente!

Quando il raccolto è buono e avete una discreta quantità di foglie, è ottimo aggiungerne anche nell’impasto 😉

focaccia ceci-piattello cotta

Pizza senza glutine “alla Barbara”

Grazie al festival Libera Pentola ho potuto avere una pasta madre senza glutine di nobili origini (per vie traverse arriva niente popò di meno che da Daria, passando per le mani di Cristina) e l’ho chiamata (sì, la pasta madre DEVE avere un nome 😉 ) semplicemente LIBERA!

Lo ammetto, sul pane senza glutine ancora dobbiamo lavorare (sopratutto per quanto riguarda la conservabilità), ma abbiamo trovato una base per pizza semplicissima, facilissima, velocissima e che piace tanto ai bimbi (piccola nota: io la chiamo pizza perchè la uso come una pizza, ma se volete fare i puristi non ci somiglia poi tanto).

La libera la rinfresco sempre e solo con farina di riso integrale macinata in casa sul momento.

Mentre la base per pizza è molto prosaicamente metà farina di riso e metà farina di sorgo bianco (sempre macinato in casa, grazie al mio letteralmente adorato mulino).

Aggiungo un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e uno di sale fino (anche meno in realtà).

Gli impasti senza glutine vanno lavorati molto idratati, per darvi l’idea, mescolo tranquillamente con il cucchiaio!

Una prima lievitazione veloce nella ciotola e poi stendo direttamente a lievitare ancora un po’ nella teglia per pizza.

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Talvolta completo semplicemente con pomodoro, altre con olive nere, ma la nostra ricetta preferita è della mia amica Barbara, colonna portante della LAC pinerolese, ricetta da molti sicuramente assaggiata (In versione classica con glutine) presso la Farm Serenity Cow: una base di crema di tofu e basilico (semplicemente frullati assieme aiutandosi con un poco di olio o acqua -quest’ultima è la mia versione 😉 )e sopra un poco di zucchine velocemente rosolate a julienne.

pizza barbara

Per la pizza Barbara faccio cuocere la base in forno e solo quando quasi cotta aggiungo la crema e le zucchine, per scaldarle poco in forno.

E ancora due parole su Libera Pentola, perchè nonostante le scarsissime risorse umane e materiali, nonostante le difficoltà logistiche e il non aver trovato ancora il luogo perfetto per lo svolgersi del Festival, e insomma. Nonostante tutto, io amo l’idea di Libera Pentola e sono certa che la porteremo avanti e la miglioreremo sempre di più nella sua pratica.

Perchè libera pentola vuole essere ed è stato questo: scambio, dono, occasione di incontro. Chi vuole cogliere colga. Anche se attira di più fare i corsi strafighi e farli pagare. Pazienza.

kefir d’acqua e kombucha

Grani di kefir d’acqua e madre di kombucha.

Entrambi da me ottenuti in dono in occasione di Libera Pentola (uno alla prima edizione e il secondo quest’anno).

Prima o poi cercherò il tempo per scriverne in maniera dettagliata.

kefir acquakombucha

In regalo naturalmente (sappiatelo, queste cose NON si comprano: se qualcuno spedisce, è giusto rimborsare le spese di spedizione).

Io non ho mai spedito e non ne ho a quintali, quindi donerei a chi nella mia zona (Pinerolese, Val Chisone, Val Pellice).