Biscotti alla castagna e giretto per boschi




La ricetta l’ho tratta da questo bel libricino!
La ricetta è stata modificata, in primis perchè ero senza kamut (o farro, non ricordo quale farina prevedesse) ed ho usato manitoba; in secundis (che non si dice) perchè ho aumentato la farina di castagne e ridotto quella “normale”. In terzis 😀 perchè all’olio di mais bio e spremuto a freddo con tutti i crismi ho preferito olio di arachide (si ossidano gli omega 6! Si ossidanooooo! In cottura servono i monoinsaturi, che vuol dire extra vergine di oliva o arachide quando serve un sapore neutro). Infine, tanto per non modificare solo poco, nel dubbio che la ricetta somigli per davvero all’originale, non avevo malto di mais, ma solo di orzo che ha un sapore marcato e non mi piace nei dolci….
Quindi:
-200 g farina manitoba
-200 g farina di castagne
-50 g cocco grattuggiato
100 g zucchero mascobado
-80 ml olio di arachide
-lievito per dolci (vanigliato)
-200 ml circa acqua tiepida
-pizzico di sale

mescolare gli ingredienti asciutti, poi aggiungere gli altri. Lavorare l’impasto fino a che sia morbido ed elastico. Prelevare tanti pezzetti e ricavarne palline da sistemare sulla carta da forno, in una teglia.
Infornare a 180°C per 15-18′ (le mie palline erano grosse causa pigrizia e poco spazio nella teglia, quindi il tempo di cottura ha superato i 20′).

Ora, incredibile a dirsi, sono il primo biscotto che mi viene “egregiamente”! Vale a dire, che buoni son buoni, se vi piace il sapore della farina di castagne e che non siano troppo dolci. Ma di solito a me i biscotti bruciano sotto e diventano mattoncini, mentre incredibilmente questi son diventati abbastanza secchi, ma teneri.
Naturalmente al topo, ma a me e al padre sì, quindi va bene 😉

Approfittiamo, quando il tempo lo concede, dei sabati per fare passeggiate in zona, ultimamente all’insegna della ricerca di ex miniere di grafite ( e sì, che l’erpetologo ora cerca insetti ipogei). Nel mentre si approfitta per raccogliere castagne (a breve una zuppa buonissima!), bacche di rosa canina, mazze di tamburo, le ultime suppongo.
Buon autunno 🙂

Che mondo sarebbe senza…. Legumi?!!

E no!
Non potevo resistere!
Come spesso accade il merito non è mio e la scoperta neppure.
Ma non potevo esimermi dal condividere questa piacevole scoperta, anche perchè è una idea ottima, ma che dico, di più! per la merenda dei bambini.
Veghella, vegella o come volete chiamare tutte quelle simil-nutelle senza derivati animali, ne è pieno (per fortuna) il web.
Ma, grazie a Sibia, ho scoperto questa!
Quindi grazie pubblicamente a Giuseppe!
Come sempre ho leggermente cambiato gli ingredienti (non lo faccio apposta, perlomeno non sempre!): ho usato olio di arachide come olio di semi (dovrebbe essere chiaro che ho in antipatia gli oli pieni di poli-insaturi omega6, quindi se non posso usare l’olio evo, come olio di sapore neutro uso l’olio di arachide); ho omesso completamente il cacao amaro in polvere (tra gli imputati di alcuni mal di testa) ed ho quindi sostituito con farina di polpa carruba. Non avevo invece la farina di semi di carruba da usare come addensante, quindi mi son tenuta una veghella leggermente più liquida (la versione “fa caldo” della nutella).
Per il resto ho seguito la ricetta, quindi rimando a quella!
E poi ho assaggiato! Su fetta di pane morbido come da tradizione: buono!
Indubbiamente può essere un buon modo per far mangiare legumi a quei bambini che proprio non ne vogliono sapere altrimenti. Può anche semplicemente essere un modo per regalarsi qualcosa di dolce, con tanto di ferro, folati, fibre, vitamine del gruppo B 😀
Questa ricetta oltretutto è priva di nocciole e, se devo dire che il gusto probabilmente guadagnerebbe da una mescolanza legumi/crema di nocciole (e che quanto prima mi cimenterò a sperimentare), bisogna riconoscere che questa crema cioccolatosa diventa ideale anche per chi ha dovuto eliminare la frutta secca dalla propria dieta 😉

Banchetti, Fiori d’acacia pastellati e saluti :-)


Ho trovato una simpatica maglietta per il topo all’animal day di Pinerolo. Con piacere ho rivisto il banchetto delle Sfigatte e di AgireOra. Io sono stata volontaria con un banchetto per l’associazione Simabo. Con tanto di assaggini vegan per i visitatori! Ma la pioggia non ha mollato un attimo…
per fortuna, tra pochi giorni, ce ne andiamo finalmente in vacanza!
La Corsica e sopratutto una bella mobilhome tutta per noi ci aspettano 🙂
Il bello delle mobilhome è che sono abbstanza spaziose per sopportare giochi e libri e permettono di superare anche una giornata di pioggia (ma non pioverà vero??????). Inoltre e sopratutto, sono attrezzate di cucina! Solo in questo modo riusciamo a mantenere una parvenza di sana dieta vegan anche a zonzo e risparmiando visti i costi del mangiar fuori…
Spero di accumulare tanto sole perchè ne ho proprio bisogno! Ed anche tanto sale sulla pelle!
Per salutare il blogghino lascio una “ricetta” (come al solito si fa per dire) realizzata un paio di settimane fa, in ritardo rispetto alle solite stagioni e prima che il diluvio universale imperversasse sul Piemonte (e purtroppo non solo).
I fiori di acacia!
Appena raccolti, li ho pastellati con una pastella fatta di sola farina di ceci e acqua, abbastanza densa da appiccicarsi ai fiori. Nel wok ho scaldato l’olio di arachide (scusate, ma per la frittura non potevo proprio sprecare il delizioso olio evo toscano che mi è stato regalato dai miei genitori, reduci da un viaggio in centro Italia) ed ho poi fritto i fiori uno alla volta.
Man mano che li ponevo sul piatto coperto di carta da cucina li ho spolverati di zucchero mascobado.

Gnam!
E via che si infilano i legumi anche in queste ricettine dolci!
Il topo saluta tutti gli amici animali e non, buona estate in arrivo per tutti!!!!

"Palle" di riso glutinosos :-D


Siccome stasera sono terribilmente prigra, posto una ricetta che ho preso in rete e di cui mi basta mettervi il link per farvi accedere alle istruzioni passo a passo: eccolo! Il sito è in inglese, ma le istruzioni sono molto semplici e corredate di fotografie per ogni passaggio. Se sfugge qualcosa chiedete!
Io OVVIAMENTE ho omesso il colorante, quindi le mie pallette sono bianche e non verdi come da ricetta originale 😉
Il riso glutinoso si trova nei negozi di alimenti asiatici; negli stessi di solito si trova anche la farina di riso glutinoso, ma io ho semplicemente macinato la quantità di riso che desideravo nel mio mulino: lo amo sempre più!
Per ottenere una semola finissima come quella che si trova nei negozi è necessario macinare una seconda volta, ma lasciando l’impasto leggermente più “granuloso” non è successo nulla di irreparabile.
In bancarelle asiatiche incontrate in Francia ho assaggiato queste pallette anche farcite con crema di arachidi o pasta di azuki dolci (credo che siano tipo i mochi giappoonesi no? c’è qualche esperto tipo Yari in linea?): tutti dolcetti de-li-zio-si!

Sticky rice with mango!


La ricetta, per filo e per segno (ma in inglese), la trovate qui.
L’idea è di mia sorella, che tornata dalla Tailandia ha voluto provare a riproporre il dolce da lei adorato sul posto.
NON è km 0. Ovviamente. Ma per togliersi lo sfizio ogni tanto si può fare, anche perchè i vegan sono coloro col minore impatto ambientale relativo all’alimentazione, mooolto minore 😉
Il riso glutinoso si trova nei negozi asiatici ed al più presto pserimenterò ricette con la farina!
Ah! In cima al tortino di riso (marroncino per via dello zucchero integrale as usual) ci sono fagioli mung decorticati e tostati 🙂

Torta alle nocciole


Questo è il tipico dolce di casa mia: semplice, non “pannoso”, non eccessivamente dolce, adatto per la colazione o la merenda, anche del bambino 😉
Come sempre, è possibile arricchire la ricetta base, per esempio tagliando il dolce in due e farcendolo con una crema (di nocciole, al cioccolato, alla panna ecc.) oppure coprendolo con una glassa. Insomma, le possibilità per renderlo più ricco sono molte, ma a noi piace così com’è e sopratutto è piaciuto molto a Nicolò.
Ingredienti:
-1 tazza (250 ml) di nocciole sgusciate
-2 tazze di farina
-1 bustina di cremor tartaro
-2 cucchiai di farina di carrube
-2 tazze di latte di soia (meglio se alla vaniglia)
-4 cucchiai di zucchero integrale mascobado
Preparazione:
Per prima cosa nel frullatore ho sminuzzato il più finemente possibile le nocciole (fino ad ottenere quasi una farina). Questo perchè il topo odia i pezzetti duri, ma volendo è possibile tritarle più grossolanamente o meglio ancora tritarne grossolanamente una parte e più finemente il resto…
In seguito ho aggiunto (a questo punto sempre nel frullatore) gli altri ingredienti secchi: farina, cremor tartaro e carruba e zucchero.
Infine ho aggiunto il latte di soia. L’impasto risulta molto morbido, quasi liquido.
Io ho versato l’impasto in una teglia per dolci a forma di ciambella, la stessa quantità va bene per una teglia rotonda di dimensioni non eccessive (20-24 cm a seconda dell’altezza che volete ottenere).
Infornato in forno a 200°C per i primi venti minuti, poi ho proseguito la cottura ancora per dieci minuti abbassando la temperatura a 180°C. Ma ogni forno è diverso, il mio a gas non ventilato e con termostato di cui mi fido poco, quindi tenete d’occhio l’aspetto del dolce.
Questa torta ha un gradevole sapore di nocciola che non viene coperto dai due cucchiai di farina di carruba, buoni però per dare un gusto leggermente più “cioccolatoso”. La consistenza, in particolare, è a prova di bambino, perchè molto soffice e non fa troppe briciole 😉
P.S. la foto è orripilante perchè ho fotografato l’ultima fetta rimasta, tagliata tutta storta… Perdonatemi!

Biscottini crudi ai fiocchi d’avena


E’ il mio primo tentativo di biscotti raw. Non sono perfetti, ma facili e veloci, quindi va bene 🙂
Ingredienti:
-50 grammi di nocciole sgusciate
-50 grammi fiocchi d’avena
-50 grammi di pasta di datteri
Procedimento:
Mettere a mollo per qualche ora le nocciole. Frullarle con circa 200 ml di acqua e poi filtrare il liquido con un colino fine. In questo modo otterete un bella tazza di latte di nocciole (che potete tenere da parte per la colazione) ed un po’ di poltiglia di nocciole che non ho pesato 😉
Alla poltiglia ho unito i fiocchi di avena (nel mio caso, appena fatti e quindi crudissimi, vedasi questo post) e la pasta di dattero. Ho mescolato bene con le mani, in modo da riuscire ad amalgamare la poltiglia di dattero. Infine ho formato delle palline, che ho schiacciato tra le mani per appiattirle ed ho sistemato su carta da forno nell’essicatore. Le ho lasciate essicare tutta la notte.
Con questa quantità di datteri non diventano biscotti troppo duri, ma devo ammettere che i datteri coprono decisamente il sapore delle nocciole, cha apportano quindi grassi, umidità, vitamine e minerali, ma non certo il sapore 😛
Voglio provare a farli versione alla carruba e lasciando qualche seme oleaginoso (che sia nocciola o altro) spezzettato grossolanamente.
Comunque, sono ottimi!