La lobby del fagiolo

Non ho intenzione di scrivere nei dettagli sulla notizia dei giorni scorsi, l’inclusione da parte dell’OMS delle carni rosse processate tra i cancerogeni di tipo 1 (tutti i dettagli qui).

Del resto il fatto in sè non era certo una novità per chiunque si occupasse di alimentazione, salute o prevenzione (tranne che per alcuni “esperti” che evidentemente fanno dipendere le proprie opinioni dalla origine degli assegni).

Voglio spendere solo alcune parole sulle reazioni che ne sono seguite.

Ho letto qui e là che “non sono cancerogene come il fumo” e che si tratta di una cospirazione delle lobby vegetariane per farci smettere di mangiare carne.

Ora.

Io in passato fumavo. E ho mangiato carne naturalmente. HO smesso di fare entrambe le cose per motivi diversi, inizialmente.

Sono profondamente convinta che la scelta di astenersi al 100% da carni e derivati possa e debba essere solo di tipo etico e avviene quando decidiamo di riconoscere che il consumo di carne fa male in primo luogo, e letteralmente, agli animali cui le carni sono state strappate.

maialino

Credo che sia la prima volta che inserisco nel blog immagini “ad effetto” (e assicuro che è tra le più pacate che ho trovato), ma per una volta vorrei che ci ricordiamo esattamente di chi stiamo parlando.

Messo dunque da parte l’aspetto etico e personale della questione (non mi dilungo su impatto ambientale, consumo di acqua e risorse ecc. che riguarda pur sempre l’etica delle proprie scelte a tavola, per restare sui dati ufficiali potete leggere quelli FAO) rimane “solo” la questione salute.

L’OMS non vuole convincere nessuno a diventare vegetariano e tra gli esperti che hanno dovuto analizzare la bibliografia disponibile sulla questione non mi risulta ve ne siano di vegetariani.

Fa francamente ridere sentire gridare al complotto, quando i vegan sono una misera e piccola percentuale della popolazione, mentre le coorporazioni e associazioni di produttori agricoli e allevatori in tutto il mondo muovono ben altri soldi.

La sola associazione italiana delle industrie dolciarie (Aidepi) è stata in grado di investire un milione di euro in pubblicità in difesa dell’olio di palma.

Nella sola Italia, mentre continuano i tagli alla sanità ed all’istruzione, siamo pronti a stanziare 120 milioni di euro di soldi pubblici, pagati con le tasse di ognuno di noi, per aiutare il settore lattiero caseario.  Soldi che saranno spesi anche per campagne nazionali per promuoverne il consumo, per esempio (come già fece federcarni con una campagna per fortuna ritirata come pubblicità ingannevole).

A questi soldi si devono aggiungere gli stanziamenti europei (altri 25 milioni sempre solo per il settore lattiero).

E quelli per la produzione di carni.

E quelli per la produzione della mangimistica (sì, buona parte degli investimenti pubblici in ambito agricolo vanno al sostegno della grande monocultura ceralicola e di soia, che per l’80% è destinata al consumo animale).

Qual è la lobby? La banda del broccolo? La cosca del fagiolo?

Magari! E sono anche buoni, oltre che benefici!

ceci tostati

Voglio dire ancora una cosa, da ex fumatrice.

Se riuscite a fumare solo un paio di sigarette al giorno, il vostro corpo è probabilmente perfettamente in grado di smaltire le sostanze cancerogene. Lascereste i vostri figli fumare, ma solo ogni tanto?

Io fumavo sigarette, nonostante la scritta “il fumo uccide”. E allora, non serve a nulla?

No, serve eccome e i dati mondiali lo dicono (ed il tumore al polmone segue). Serve perchè quando feci il test di gravidanza la prima cosa che feci fu smettere per sempre. Sapere di danneggiare volutamente un altro essere vivente mi sarebbe stato intollerabile.

Allo stesso modo è vero che un consumo davvero sporadico di carni rosse conservate (e, cari produttori Italiani, non c’entra nulla che siate IGP o DOP e che non utilizziate conservanti di sintesi!) non può che aumentare il rischio solo in misura molto piccola. E’ la dose che fa il veleno.

Ma dal momento che carta canta, almeno a titolo di esempio, educativo e per cercare di compensare vagamente il probabile abuso di molte persone, è bene che le mense pubbliche, sopratutto quelle in scuole e ospedali, comincino a seguire le linee guida internazionali per la prevenzione delle patologie di grande prevalenza.

Firmate questa petizione!

Si sapeva già, ma ora è considerato certo che le carni rosse conservate siano cancerogene, -davvero non importa se poco o tanto- e sapendo quanto piacciono ai bambini e spesso ai genitori (perchè sono salate, saporite, non richiedono preparazione, si tende molto facilmente all’abuso), pur rimanendo ognuno è libero di decidere se farsi o meno del male, se farne o meno all’animale di cui delega la morte, bisogna informare.

Se la scienza dispone di una informazione, è giusto e doveroso che sia comunicata al pubblico (sarebbe bene farlo in maniera anche chiara e corretta, per esempio in questi giorni sono già pubblicati titoli di “contrordine” basati sulle idee di un singolo o uno singolo studio, quando l’oms ha valuto oltre 800 studi e selezionando solo quelli di alto livello), pubblico che almeno potrà scegliere se correre o meno dei rischi.

Perchè se siete voi il numerino che si trova un cancro al colon, non credo che sollevi il morale sapere che invece di cancro al polmone ne muoiono molti di più (anche se i numeri non sono affatto così piccoli come stanno cercando di far credere).

Le campagne e le leggi contro il fumo non hanno impedito a nessuno di continuare a fumare, ma adesso nessuno può farlo senza sapere che si sta facendo del male. Adesso nessuno può fumare nei luoghi pubblici o negli ospedali.

fumo1rid

Tutto questo è già accaduto.

Leggete, davvero.

Per esempio, ditemi se questa dichiarazione non sembra di oggi: “Con tutta la sua autorevolezza di camice bianco, Little dichiara più volte alla stampa che certi risultati vanno presi con cautela, altri studi saranno necessari e le cose sono complesse. Fumosità di questo tipo. Che però funzionano.”

E per dovere di cronaca, lo sapete che la Philip Morris è anche il più grande produttore di cibo al mondo?

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3 thoughts on “La lobby del fagiolo

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