autoproduzione, legumi, pappe, primi

Farecchiata

Per caso in un supermercato ho visto un legume che mi era sconosciuto e dal prezzo esorbitante. La cosa ha fatto suonare a festa le campanelle nel mio cervellino (nonostante il prezzo) e contro ogni logica (scorta di legumi abbondante e varia oltre che prezzo da furto in banca, per due semini) il pacchetto è passato subito tra le mie mani e dal cervelletto degli istinti al carrello il gioco era fatto.
Però da cosa nasce cosa e grazie al mio acquisto compulsivo ho scoperto i piselli Roveja!
Ovviamente una manciata dei preziosi semini finirà nell’orto la prossima primavera (per puro sfizio, visto che per averne una quantità degna di nota serve uno spazio che non ho), ma nel frattempo, stasera mi sono dilettata nella sua ricetta più “classica”, pare molto antica: la farecchiata.
La ricetta originale prevede l’utilizzo o di pecorino o di alici ed io naturalmente ho omesso entrambi, facendo un semplice soffritto di cipolla (e volendo si può sempre grattare del formaggio veg).
Per ottenere la farina ho benedetto ancora una volta il mio mulino , che ho usato prima allargando parecchio la macina e poi rimacinando la farina una seconda volta a macina molto più stretta.
Siccome le bucce della roveja mi sembravano piuttosto “hard”, ho eliminato quelle più grosse setacciando la farina.
Nella foto, terribile, causa flash inevitabile, ho immortalato il setaccio con i resti delle bucce, dal momento che è stato il suo primo utilizzo 😀
Il sapore della farecchiata? Ottimo, non sa di piselli e nemmeno di fave, ma li ricorda entrambi. la consistenza è piacevole. La preparazione semplice (come la polenta).
La consistenza per ovvi motivi la rende ideale anche come pappa per bambini piccoli.
Il topo l’ha apprezzata semplicemente spolverata con un poco di lievito alimentare in scaglie.
Ne ho avanzata parecchia che non vedo l’ora di poter tagliare e ripassare in forno domani 🙂
A questo proposito aggiungo un’ultima nota positiva (anche se, visto il prezzo di partenza, la cosa lascia il tempo che trova): così come con la farina di mais per la polenta, la resa è ottima! Poca farina assorbe molta acqua durante la cottura e diventa estremamente saziante!
P.S. siamo tornati dall’Abruzzo, che è una regione splendida! Al più presto le foto 😉

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6 thoughts on “Farecchiata”

  1. Sempre qualcosa di interessante!
    Appena vedo un tuo nuovo post, mi ci butto subito!

    Tra l'altro, insieme alla mia ragazza ti abbiamo vista al Vegfestival. Quello che hai raccontato è stato molto istruttivo: tutte cose che non sapevo!!!

    Grazie!!!

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  2. da Ginevra:

    c'è veramente un buon profumo in questo blog… di pane fresco, frutta matura e mamma felice! Complimenti e grazie, il sole che hai dentro contagia un po' anche i visitatori! 🙂 🙂 🙂

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